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Affrontare l’emergenza con la tecnologia

Strumenti digitali per superare la quarantena

Per affrontare l'emergenza: smart working, e-learning e solidarietà digitale

C’è chi la osanna, chi la demonizza, la tecnologia scatena sempre diatribe. Ma in momenti come questo, in cui è preferibile rimanere in casa, ecco che può essere un valido aiuto per affrontare l’emergenza e, anzi, può farci apprezzare a pieno i veri risolti positivi dei suoi utilizzi.

L’e-learning per non perdere l’anno scolastico

E con la chiusura prolungata delle scuole a titolo precauzionale ecco che maestri e professori di tutta Italia scoprono l’e-learning. Da quelli che lo fanno in modo spartano, caricando video su youtube, a quelli che invece avviano vere e proprie videoconferenze. Quindi anche se le scuole sono chiuse, ecco che la continuità didattica è assicurata o, perlomeno, mantenuta grazie a compiti e video lezioni.

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Gli universitari possono seguire corsi online, leggere dispense e ascoltare audio messi a disposizione dai docenti

La scuola non si ferma, i docenti si riprendono in aula mentre spiegano o, caricano slide e audio per evitare di far perdere l’anno ai loro alunni, l’università prevede anche dissertazioni via Skype.

L’home working per affrontare l’emergenza

Ed è così che molte aziende invece riescono ad attivare il tanto agognato, almeno per i dipendenti, smart working. Alcune aziende tuttavia si ritrovano impreparate a fronteggiare questa situazione, dimostrando come invece non era stata proprio considerata un’eventualità come quella di lavorare da casa.

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Applicazioni come Zoom Cloud Meeting o Skype permettono di fare video call con molte persone contemporaneamente

Chi invece ci riesce mostra come l’azienda non ne risenta, i dipendenti lavorano forse anche di più, ma da casa. Si tengono riunioni con programmi appositi di video chat di gruppo: come Skipe o Zoom Cloud Meeting. I progetti non si fermano, la sicurezza è assicurata per tutti. Chissà se, una volta tornata la normalità, molte di queste aziende riescano a mantenere lo smart working, almeno per alcuni dipendenti.

Altri aspetti positivi legati allo smart working sono sicuramente avere un dipendente con più tempo libero e quindi più sereno, ma sopratutto, la riduzione dell’inquinamento dovuto all’annullamento degli spostamenti casa-ufficio.

La solidarietà digitale

Grazie al coronavirus nasce anche una rete di solidarietà digitale. Sul sito ministeriale solidarietadigitale.agid.gov.it è possibile trovare moltissime iniziative a titolo gratuito stanziate in questo periodo di crisi.

Quindi ecco che per superare l’emergenza sarà possibile visionare ebook, seguire lezioni online, avere accesso a servizi di smart working gratuiti.

Al momento alcuni gestori come Wind e Tim per esempio stanno regalando ai loro clienti Gb e telefonate per sostenere i giorni di quarantena a casa. Amazon mette a disposizione i suoi servizi di cloud computing e webinar di formazione destinati ai docenti delle scuole.

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La pagina dedicata alla solidarietà digitale sul sito del governo è costantemente aggiornata

Mondadori, Condé Nast, La stampa e La Repubblica invece mettono a disposizione download e abbonamenti per le persone che vivono nella zona rossa.

Le adesioni di solidarietà digitale stanno aumentando di giorno in giorno, arriva così anche il Servizio del Libro Parlato Lions che rende accessibili i suoi 10.000 titoli per persone con disabilità fisico-sensoriale o DSA certificata. Ma in questo periodo è anche possibile accedere ai cataloghi video di Infinity per due mesi a titolo gratuito o utilizzare tre mesi del servizio Smart Tales che raccoglie libri interattivi e animati per intrattenere i più piccoli.

Aiuti virtuali ma concreti per affrontare l’emergenza, ricordando alle persone che è meglio stare il più possibile a casa e come, per fortuna, in questo periodo storico sia possibile farlo grazie alla tecnologia. Certo non tutti i lavori possono essere svolti da casa ma, già diminuendo sensibilmente quei contatti che non sono necessari, utilizzando supporti tecnologici, il virus potrà finalmente registrare una battuta d’arresto.

 

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