Enkey Magazine
Sito di informazione tecnologica

Riconoscimento Facciale: quanto è preciso?

Il riconoscimento facciale è un sistema tecnologico che aiuta a proteggere strutture e sistemi dagli intrusi. Ma quanto è preciso? Purtroppo non abbastanza, sopratutto con genere e razza.

Sapevate che genere e razza sono caratteristiche umane che possono mandare in tilt i software responsabili del riconoscimento facciale? Vediamo come e perché.

Cos’è il riconoscimento facciale?

Si tratta di una tecnica nata a scopo di sicurezza di strutture e software che sta man mano diventando sempre più diffusa anche per altro.

Sempre più diffuso nei luoghi più disparati – dai centri commerciali ai parchi – ha ovviamente i suoi pro e i suoi contro, soprattutto se la si utilizza a scopi commerciali e di marketing.

Il riconoscimento facciale è uno dei protagonisti tecnologici del nostro tempo e si basa su una tecnica biometrica atta ad identificare in modo univoco una persona confrontando e analizzando modelli basati sui suoi “confronti facciali”.

Le tecniche sono diverse. Ad esempio c’è il riconoscimento facciale “generalizzato” e quello “regionale adattivo”. In linea di base tutto si basa sui punti nodali del volto umano.

riconoscimento facciale biometria
Il riconoscimento facciale si basa su alcune regole biometriche che spesso penalizzano e generalizzano i volti presi a campione.

I valori misurati rispetto alla variabile associata ai punti del volto di una persona aiutano ad identificare o verificare la persona in modo univoco. Con questa tecnica, le applicazioni possono utilizzare i dati acquisiti dai volti e possono identificare accuratamente e rapidamente gli individui interessati.

Vantaggi e svantaggi

Tra i vantaggi di questa tecnologia c’è il fatto che è un tipo di sistema “non a contatto”. Le immagini del volto possono essere catturate a distanza e possono essere analizzate senza mai richiedere alcuna interazione con la persona interessata.

Il riconoscimento facciale può servire come eccellente misura di sicurezza per il rilevamento del tempo e la partecipazione dell’individuo ad un dato evento o luogo. Inoltre, è anche una tecnologia a buon mercato, in quanto l’elaborazione è meno “costosa” di altre tecniche biometriche.

Ma non è tutto rose e fiori. Infatti, tra gli svantaggi associati a questa tecnica c’è ad esempio il fatto che si possano identificare le persone solo in condizioni di luce ottimali.

Non solo. Spesso il riconoscimento facciale non riconosce le varie espressioni del viso, perciò per utilizzarlo dovremmo costantemente avere la stessa espressione facciale, il che risulta improbabile.

Come funziona il riconoscimento facciale

Come abbiamo detto ce ne sono di diverse tipologie. Quello di base, che troviamo ad esempio nei dispositivi smartphone, cerca le caratteristiche che definiscono il volto (occhi, naso, bocca) e le computa in una ricerca per riprodurre tali aspetti in una combinazione generica di numeri.

Si andrà quindi a creare un algoritmo specifico che aggancerà il volto selezionato e lo riconoscerà automaticamente.

riconoscimento facciale algoritmo
Il riconoscimento facciale si basa sull’acquisizione di immagini di volti selezionati. Tali immagini divengo dati per la creazione di specifici algoritmi che impostano i dispositivi per riconoscer un volto piuttosto che un altro.

Seguendo questo sistema di base, alcuni dispositivi hanno un device interno che scattando una foto al volto del proprietario del dispositivo misurerà la distanza tra i tratti del viso. Tramite lo scatto il volto verrà memorizzato e si potrà utilizzare questo dato per sbloccare il dispositivo con lo sguardo.

Il riconoscimento facciale è preciso?

Purtroppo non ancora. Nonostante i progressi degli ultimi anni, gli algoritmi di apprendimento automatico non sono ancora precisi e possono per esempio discriminare per genere e razza o avere difficoltà a riconoscere persone transessuali.

Gli algoritmi di riconoscimento facciale seguono dei modelli di valutazione e/o interpretazione costruiti grazie all’elaborazione di grandi quantità di dati.

Per questo è fondamentale addestrare le macchine con dati il più possibile rappresentativi di ogni sfumatura umana. Quando questo non accade, e si escludono determinate categorie di persone, il riconoscimento facciale restituisce risultati poco precisi.

Non solo. Spesso i dispositivi atti al riconoscimento facciale e alla selezione dell’individuo tramite il volto non riescono a fare distinzione tra uomo e donna. Immaginatevi cosa può accadere con un individuo transgender.

Conclusioni

In sostanza, per quanto sia utile sottolineare gli errori di programmazione più comuni legati al riconoscimento facciale, è importante avere sempre ben chiare le innumerevoli difficoltà del programmare una macchina a riconoscere la diversità e le sfaccettature del corpo umano.

I dispositivi di riconoscimento facciale sono sicuramente molto utili e la tecnologia sta facendo passi da gigante in merito. Come spesso accade però l’essere umano si trova a doversi confrontare con le macchine che mancano di anima e non danno adito a tutto il genere umano, ma anzi lo generalizzano rendendolo standard anziché unico.

This post is also available in: English

Potrebbe piacerti anche
Lascia una risposta

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.