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Il 5G non basta più, si viaggia verso il 6G

Nasce l'antenna a 30 Gigabit al secondo.

6G

In Italia si sta ancora discutendo sul 5G ma all’università di Osaka hanno già realizzato un ricevitore che riesce a gestire informazioni via wireless a 30 Gigabit al secondo senza errori: ecco il 6G.

L’attesa del 5G e gli eventuali problemi per la salute

Noi di fatto siamo ancora in attesa di approdare su questa nuova rete tanto discussa: il 5G. Questa nuova tecnologia è in grado di offrire velocità estremamente elevate, connessioni più affidabili sia per gli smartphone sia per gli altri dispositivi. Infatti il 5G dovrebbe risultare circa 100 volte più veloce dell’attuale 4G. Niente più problemi per lo streaming dei film in HD, infatti la velocità di download sarà di 1 Gigabit al secondo. Tutto il mondo si sta quindi attrezzando per proporre questa nuova tecnologia, ma ci sono degli scogli da superare.

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Per il 5G si dovranno installare moltissimi micro ripetitori perché il segnale è più delicato

Le frequenze utilizzate dal 5G sono tra i 30 e i 300 GHz: onde millimetriche quindi, molto più piccole da quelle attualmente utilizzate per il 4G. E qui nasce il dibattito se le radiazioni per il 5G creino danni alla salute. Non sono in grado di viaggiare lontano come quelle utilizzate attualmente, le 5G infatti viaggiano solo alcune centinaia di metri rispetto ai chilometri percorsi per esempio dal 4G. Ma non è tutto, le frequenze del 5G sono più sensibili ad ostacoli come edifici, alberi e condizioni meteorologiche. Per questi motivi per avere un 5G davvero stabile bisognerà installare moltissimi micro ripetitori in giro per il mondo. Dati ufficiali sugli eventuali problemi creati da questo tipo di onde però non se ne hanno ancora.

Il 6G nasce in Giappone

Il ministero della scienza cinese ha annunciato grandi novità per quanto riguarda la ricerca sulla telefonia mobile di sesta generazione. Ma a batterla sul tempo è il Giappone infatti l’Università di Osaka ha già realizzato un ricevitore per radiazioni di frequenza terahertz che permette una comunicazione di dati in wireless da record. Sono circa 30 i Gigabit al secondo che questa antenna è in grado di ricevere, questa scoperta potrebbe aprire la strada alla tecnologia per la rete cellulare di nuova generazione.

Per arrivare a tanto i giapponesi hanno usato uno speciale componente elettronico, il diodo risonante ad effetto tunnel, che fino a pochi anni fa era molto difficile da produrre. Questo nuovo componente elettronico sfrutta un effetto quantistico (l’effetto tunnel) per modulare ad alta velocità grandi quantità di corrente a basse tensioni. Il diodo è così in grado di gestire la corrente ad altissima frequenza ricevuta dall’oscillatore senza problemi, a differenza dei vecchi modelli che non riuscivano ad arrivare a frequenze dell’ordine del terahertz.

Le possibili applicazioni di questa nuova tecnologia

Ma gli utilizzi del 6G non sono solo da intendersi a livello di comunicazione. Infatti Masayuki Fujita, il principale autore della ricerca, spiega che si potrà utilizzare anche per il rilevamento spettroscopico. Ma non solo, sarà utile per l‘ispezione non distruttiva e per radar ad alta risoluzione. Utilizzare le frequenze dell’ordine del terahertz consentirebbe di trasmettere più informazioni al secondo rispetto allo standard attuale, che è di circa 800 megahertz.

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Internet stabile e a grande velocità ovunque, questo sarà il futuro

Fino ad ora non era ancora stato realizzato un ricevitore così potente perché le oscillazioni elettromagnetiche erano troppo veloci per essere gestiste da un’elettronica convenzionale. L’oscillatore e il rivelatore terahertz infatti avevano una scarsa efficienza, inoltre il rumore termico del rilevatore di temperatura ambiente oscurava i segnali ricevuti.

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