I sistemi di difesa della NASA contro gli asteroidi pericolosi

asteroidi pericolosi

Il 30 Giugno è stato l’Asteroid Day, mentre dieci giorni prima, il 20 Giugno scorso, si è tenuta la conferenza stampa del Planetary Defense Coordination Office della NASA, dove quest’ultima ha annunciato di avere tre tecniche di difesa in caso di asteroidi pericolosi per il pianeta Terra. Nonostante le probabilità che il pianeta venga colpito da un asteroide nel corso dei prossimi 100 anni siano inferiori allo 0,01%, la NASA ci fa sapere che si sta preparando comunque all’eventualità.

Diamo qualche numero

Nonostante potremmo tirare un sospiro di sollievo sapendo che per almeno i prossimi 100 anni le probabilità che un asteroide colpisca la Terra sono davvero basse, i numeri che girano attorno a questi studi fanno comunque paura. Gli asteroidi catalogati sono 758 000, di cui 1900 potenzialmente pericolosi. Nonostante siamo lontani da impatti distruttivi che segnerebbero l’umanità, ogni giorno sul pianeta Terra cadono 100 tonnellate di materiale interplanetario. Basterebbe l’impatto di un asteroide di 7 metri per creare l’energia scaricata dalla bomba atomica di Hiroshima. Ed ecco perché la NASA ha iniziato a pensare a delle tecniche di difesa.

Trattore gravitazionale

La prima tecnica di difesa è un trattore gravitazionale, ovvero una sonda sufficientemente grande da poter attrarre con la sua gravità l’asteroide passandogli accanto e deviando così la sua traiettoria. A capo del progetto c’è Lindley Johnson che suggerisce anche di poter prelevare materiale roccioso dall’asteroide per aumentare ulteriormente l’attrazione gravitazionale dell’astronave. La NASA promette di testare il progetto entro il prossimo decennio.asteroidi pericolosi

Impattatore cinetico

L’impattatore cinetico è una sonda che, lanciata a tutta potenza e velocità contro l’asteroide, riuscirebbe a modificarne la velocità e l’orbita. Questo progetto è già in fase di sviluppo e sarà testato nel 2021 con la missione DART.

Ordigno nucleare

L’ultima tecnica sarebbe quella di un ordigno nucleare, cosa che fa molto “Armageddon”, ma che, se funzionasse, riuscirebbe a distruggere l’asteroide in pezzi sufficientemente piccoli da non essere pericolosi per il pianeta. Nonostante questa sia una delle tecniche più efficaci non sono previste prove, ma gli studi continuano, per affinarla al meglio nel caso un giorno ci sia bisogno di utilizzarla.

In caso di impatto

Nel frattempo la NASA sta lavorando per migliorare ulteriormente il sistema di sorveglianza del pianeta, per scorgere ogni potenziale minaccia. Il sistema di sorveglianza dispone di una rete di telescopi e l’ingrato compito di dare l’allarme, nel caso un asteroide pericoloso si stia dirigendo verso la Terra, spetta all’ONU, nello specifico all’ufficio per gli affari dello spazio extra-atmosferico. L’allarme raggiungerebbe il mondo intero quasi in tempo reale, ma prima di qualsiasi dichiarazione pubblica dovrà essere verificato e validato.

L’asteroide potenzialmente più pericoloso

Al momento l’asteroide potenzialmente più pericoloso sembra essere 1999 RQ36, che nel 2182 transiterà decisamente molto vicino alla Terra. La circonferenza dell’asteroide misura 510 metri e un impatto con un corpo celeste del genere sarebbe devastante. La NASA continua costantemente a monitorarlo, per cercare di tracciarne la traiettoria definitiva, tuttavia, nel frattempo l’asteroide 1999 RQ36 è ufficiale diventato quello potenzialmente più pericoloso. Si prevede comunque che da qui al 2182, anno in cui è previsto il passaggio pericolosamente troppo vicino all’orbita terrestre, la NASA sia riuscita ad affinare al meglio le sue tecniche di difesa. Oltre a 1999 RQ36, un altro asteroide potenzialmente pericoloso è Apophis, il quale dovrebbe minacciare la Terra nel 2036. Le ultime valutazioni, però, stimano che Apophis ha una possibilità su un milione di impattare la Terra. Si sta valutando comunque come agire nel caso remoto che Apophis diventi una minaccia concreta per il pianeta Terra e la soluzione migliore sembra essere quella del trattore gravitazionale che la NASA afferma di dover testare entro i prossimi 10 anni.

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