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USB anche per i-Phone

USB anche per i-Phone. La Commissione Europea ha deciso: tutti i dispositivi ricaricabili dovranno essere con USB, quindi anche Apple dovrà adeguarsi.

Ci siamo! Finalmente anche i-Phone avrà un caricabatterie USB compatibile con tutti i dispositivi. Vediamo cosa ha deciso in merito la Commissione Europea.

Decisione presa dall’alto: USB anche per i-Phone

Con una proposta di riforma della Radio Equipment Directive, la Commissione Europea ha deciso che tutti i produttori di elettronica di largo consumo dovranno offrire ai loro acquirenti prodotti con porta USB-C per la ricarica dei dispositivi. Tutti, compresa Apple.

USB-C porta universale
La Commissione Europea ha deciso che tutti i produttori di elettronica di largo consumo dovranno offrire ai loro acquirenti prodotti con porta USB-C per la ricarica dei dispositivi. Tutti, compresa Apple.

Ovviamente per molte altre case produttrici di dispositivi mobile non cambia nulla. Per Apple invece la faccenda si fa seria: da sempre preferiscono la porta lightning a quella USB. Come fare quindi?

Purtroppo il nuovo i-Phone 13 ancora una volta riporta un cavo di ricarica lightning, ma dal prossimo modello si dovrà correre ai ripari, anche perché gli utenti sono stufi di dover scegliere tra Android ed Apple, magari avendo più di un caricatore con attacchi diversi.

Perché è stato scelto l’USB per tutti?

Semplice, perché a perderci è l’ambiente. I rifiuti elettronici, in particolare i caricabatterie, a fine carriera sono sempre più difficili da smaltire. Con l’USB si ridurrebbero i consumi di questi prodotti del 20% circa.

La proposta della Commissione Europea è in via di avallo all’Europarlamento. Se dopo il periodo di transizione dovesse diventare legge, il marchio della Mela dovrebbe adeguarsi e smettere di produrre i suoi famosi caricabatterie insostituibili dalle imitazioni.

usb per i-phone niente più adattatori
Niente più adattatori USB per i-Phone dopo che la proposta della Commissione Europea sarà diventata legge

Se per certi aspetti, quello del caricabatterie diverso era uno dei lati distintivi di i-Phone ed Apple in generale, un elemento che rendeva esclusivi i prodotti by Steve Jobs, è pur sempre vero che un utente medio che avesse voglia di passare da Android ad Apple si ritroverebbe a dover buttare il proprio caricabatterie, aumentando i livelli d’inquinamento.

L’USB è una sorta passpartout tecnologico che può essere utilizzato per tante cose, mentre il cavo di ricarica Apple è fine a se stesso. Ecco uno dei tanti motivi della scelta della Commissione Europea.

Cosa cambia in concreto?

Diciamo che come la lingua inglese è ad oggi la lingua standard insegnata in tutte le scuole del mondo per poter avere la possibilità di capire e farsi capire in qualsiasi paese, l’USB-C diventerà presto lo standard per ricariche dispositivi mobili ed elettronici in genere.

Smartphone, cuffie, tablet, altoparlanti, console, fotocamere e videocamere, tutti coloro che producono questi prodotti dovranno dotarli di un’uscita USB e garantire la stessa velocità di ricarica con ogni caricatore.

usb e presa lightning
Ad Apple piacciono le prese lightning, ma tra qualche anno potrebbe dover cambiare i suoi caricatori con la classica porta USB

Questo diminuirà la concorrenza di questo mercato. Infatti, ad oggi i dispositivi ultra fast caricano a bassa potenza se alimentati con caricabatterie non originali. Questo ha finora incentivato la compravendita di dispositivi originali. Prossimamente sarà tutto uguale per tutti.

Questo permetterà ai consumatori di comprare anche senza dover per forza acquistare il caricatore, riuscendo a riutilizzare quello che già hanno a casa del vecchio dispositivo. O ancora meglio: ci sarà un unico caricatore per più dispositivi in ogni famiglia.

Quando arriverà il caricatore USB unico UE?

Purtroppo non subito. La proposta della Commissione Europea come abbiamo accennato è tutt’ora in discussione e in termini ambientali la risposta definitiva, forse, arriverà troppo tardi per far sì che si possa fare qualcosa di costruttivo per l’ambiente.

Il periodo di transizione post approvazione al Parlamento Europeo durerà 2 anni. Un tempo utile ai produttori per adeguarsi e modificare i loro dispositivi, ma purtroppo troppo lungo affinché ci possa essere un mutamento concreto nel mondo dell’elettronica di largo consumo.

 

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