Yuegong-1: a Pechino come sulla Luna

Yuegong-1

Yuegong-1Gli esperimenti svolti sul pianeta Terra con il fine di capire il funzionamento della vita al di fuori dell’atmosfera terrestre sono molti. Missioni che hanno lo scopo di valutare come un piccolo gruppo di astronauti reagirebbe nel dover trascorrere mesi o anni sulla superficie di un pianeta alieno, senza aiuti esterni e dovendo affrontare mille avversità. Inoltre, si cerca di capire come coltivare, allevare, vivere, al fine di ricreare una vera e propria colonia, trasformando la razza umana in una specie multiplanetaria. L’esperimento in questione è il Yuegong-1, svoltosi a Pechino, il quale ricrea le condizioni di vita di una colonia lunare.

Il palazzo lunare

Yuegong-1Il Yuegong di Pechino, anche chiamato “Palazzo lunare”, è stato realizzato da Liu Hong dell’università di aeronautica e astronautica di Bejing, con lo scopo di creare un ambiente dove simulare missioni di lunga durata nello spazio. Il palazzo lunare ha una superficie di circa 150 metri quadrati, con 58 metri quadrati di serra, suddivisa in due cabine, 42 metri quadrati di area abitativa, con 3 camere da letto, sala da pranzo, bagno e dispensa, ed il resto per laboratori ed uffici. Il Yuegong è un sistema di supporto vitale biorigenerativo indipendente, abitato da uomini, animali, piante e microrganismi. Al mondo è solamente il terzo del suo genere ed il primo in Cina. Il cibo per l’equipaggio deriva in parte dai raccolti interni ed in parte dalle provviste stoccate nella dispensa all’inizio della missione. L’acqua per ogni esigenza è completamente riciclata all’interno della struttura senza aiuti esterni. L’ossigeno viene rigenerato attraverso la vegetazione della serra. Ed infine, scarti organici ed escrementi umani vengono riutilizzati come fertilizzanti. Il tutto per garantire una completa autonomia ed un totale isolamento dal resto del mondo, proprio come se fossero lontani dal pianeta.

La prima missione di Yuegong

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La prima missione che ha visto come protagonista la struttura di Yuegong-1 è avvenuta nel 2014, dove un team di 3 persone, composto da 2 uomini ed una donna, hanno soggiornato nel palazzo lunare per 105 giorni. In questo periodo di tempo, nel totale isolamento, sono riusciti a coltivare nella serra cinque tipi di cereali (grano, mais, soia, lenticchie ed arachidi), quindici diversi tipi di vegetali, tra cui carote, cetrioli, spinaci, ecc, ed un tipo di frutto, le fragole. Inoltre, stoccate nella dispensa avevano carne e provviste da affiancare al raccolto, sufficiente per la durata dell’esperimento. Oltre alla carne immagazzinata, però, altra carne è stata prodotta all’interno del palazzo lunare, grazie all’allevamento di vermi della farina. La missione servì per sperimentare i sistemi di supporto vitale controllati della stazione spaziale cinese.

La missione record

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La missione che, però, segna il successo del Yuegong-1 è quello che ha visto coinvolti i studenti dell’università di Beihang, del programma spaziale cinese volto a costruire una base permanente sulla superficie della Luna. L’esperimento è durato un anno e cinque giorni, duranti i quali gli studenti hanno vissuto nel palazzo lunare isolati dal resto del mondo, come in una vera colonia spaziale. I gruppi di volontari, sempre composti da quattro studenti, due maschi e due femmine, si sono dati il cambio ogni 100 giorni circa. Ed in questo caso, l’intero fabbisogno di acqua, ossigeno e cibo è stato prodotto o riciclato all’interno della struttura. L’esperimento, con i suoi 370 giorni, segna il record mondiale di permanenza all’interno di un supporto vitale biorigeneratico. Ora, ad esperimento finito, si stanno studiando tutti i dati raccolti, per valutare le condizioni fisiche e mentali dei volontari e lo stato di macchine e strumentazioni utilizzate nel corso della missione. Wang Yun, ingegnere, spiega che “Il programma ha importanti implicazioni per ciò che si sta facendo per permettere soggiorni di lunga durata al di fuori della Terra. Senza questi esperimenti sarebbe impossibile avere a disposizione l’esperienza, la tecnologia e tutta la conoscenza necessaria all’esplorazione spaziale umana di lunga durata”.

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