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Prichal: un nuovo modulo per ingrandire la ISS

Prichal

La nostra Stazione Spaziale Internazionale si allarga. Un nuovo modulo di 14 metri cubi con 5 nuove porte di attracco, si chiama Prichal, è russo ed è regolarmente attraccato lo scorso 26 novembre. Scopriamolo insieme.

La Stazione Spaziale Internazionale

La Stazione Spaziale Internazionale, abbreviata ISS, è una stazione di ricerca spaziale in orbita bassa, gestita da cinque diverse agenzie spaziali: la NASA (America), l’ESA (Europa), la RKA (Russia), la JAXA (Giappone) e la CSA-ASC (Canada).

È la più grande stazione spaziale mai creata e lanciata in orbita. Con oltre 100 metri di intelaiatura essa è visibile dalla Terra ad occhio nudo. Si trova tra i 330 e 410 km dal livello del mare e compie 15,5 orbite al giorno (vede 15 albe e 15 tramonti!).

Il primo modulo della ISS (il modulo Zarjia) fu lanciato nel 1998 e il 2 novembre 2000 si è insidiato il primo equipaggio. Da allora diversi astronauti si sono susseguiti negli anni, senza lasciare mai la stazione disabitata.

La struttura della ISS prima di Prichal

Prima dell’arrivo del nuovo modulo Prichal la struttura della ISS contava già sedici moduli pressurizzati, tra cui laboratori, moduli per l’aggancio, nodi e spazi abitativi.

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La ISS contava già sedici moduli prima dell’arrivo di Prichal

I sedici moduli sono: Zarjia (1998), Unity (1998), Zvezda (2000), Destiny (2001), Quest (2001), Harmony (2007), Columbus (2008), Kibo Modulo Logistico (2008), Kibo Modulo Pressurizzato (2008), Poisk (2009), Tranquility (2010), Cupola (2010), Rassvet (2010), Leonardo (2011), Bigelow Expandable Activity Module (2016), Bishop Airlock Module (2020), Nauka (2021).

Il nuovo modulo Prichal

Prichal è una grande sfera di 14 metri cubi, il cui duplice scopo è quello di fornire un ulteriore spazio di lavoro e di aggiungere cinque porte di attracco. Non a caso il nome russo Prichal significa proprio Porto.

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Come dovrebbe apparire il modulo Prichal

Prichal è una sfera schiacciata di 3,5 metri per 5, dal peso di 5 tonnellate e dal volume complessivo di 14 metri cubi. Si tratta di un elemento molto importante per il continuamento della missione e per la permanenza sulla ISS nei prossimi anni. Anche se, ufficialmente, la ISS dovrebbe andare in pensione nel 2024.

L’attracco è avvenuto senza problemi il 26 novembre alle ore 16:19 (ora italiana). Il modulo è ora attraccato al modulo Nakua, anche se l’integrazione con la struttura non è ancora stata ultimata. Servirà, infatti, una passeggiata spaziale per realizzare le ultime connessioni tra i due moduli e rendere il nuovo modulo Prichal operativo. La passeggiata è programmata per inizio gennaio.

Secondo l’agenzia spaziale russa il nuovo modulo servirà, inoltre, “a testare architetture per insediamenti potenzialmente permanenti nello spazio” e, forse, fungerà da hub per una futura base orbitale.

La ISS non va più in pensione

Come accennavamo prima, la ISS dovrebbe andare in pensione nel 2024. Almeno questo era ciò che prevedeva la missione iniziale. Tuttavia, sembra proprio che la Russia non abbia intenzione di abbandonarla, visto il lancio di ben due moduli nel corso degli ultimi mesi (Nakua e Prichal).

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La ISS dovrebbe andare in pensione nel 2024, ma probabilmente prolungheranno la durata della sua vita

La Russia non nega di voler prolungare la vita della ISS oltre il 2024, ma visto che è emerso che Prichal potrebbe essere un futuro hub principale per un’altra base orbitale, forse sta pensando di sganciare i suoi moduli quando la ISS andrà in pensione.

Tuttavia, la Russia non è l’unica a voler prolungare la vita della ISS. Anche gli Stati Uniti e l’America vorrebbero prolungare la missione, almeno fino al 2028. C’è, però, da tenere in considerazione il fatto che dopo oltre 20 anni di attività i primi acciacchi iniziano a farsi sentire.

Ma i lavori di manutenzione, l’ampliamento e gli investimenti fatti tutto fanno pensare tranne il fatto che le agenzie spaziali vogliano abbandonare la stazione a breve.

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