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Terremoto Italia centrale: analisi a 6 anni di distanza

Terremoto in Italia centrale: dopo 6 anni dal catastrofico evento vediamo cosa lo ha causato e come si è evoluta la situazione. Com’è cambiata Amatrice?

Oggi vi riportiamo indietro nel tempo, all’agosto del 2016. Un terribile terremoto sconvolge l’Italia centrale ed in particolare la città di Amatrice, nel Lazio. Cosa è successo quel 24 agosto? Cosa ha provocato questo terribile scuotimento della Terra? Ma soprattutto com’è cambiata la città in cui non era rimasto niente? Lo scopriamo in questo articolo.

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Terremoto: scienza o news?

Il terremoto è un fenomeno scientifico. Un fenomeno l’esattezza geofisico che prevede delle vibrazioni o scosse di assestamento della crosta terrestre. Da cosa sono provocati? Principalmente dallo spostamento improvviso di masse rocciose nel sottosuolo del nostro pianeta.

In pratica però, più che essere un argomento scientifico spesso è un fatto di cronaca che sconvolge sia chi lo vive che chi lo osserva da lontano, tramite le news dei telegiornali.

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Dopo 6 anni dal terremoto che sconvolge il centro Italia nell’agosto del 2016 si tirano le somme sull’evento e sulla ricostruzione

Oggi vogliamo recuperare e fare chiarezza sulla scossa di magnitudo 6.0 che il 24 agosto del 2016 sconvolse il centro Italia. Stiamo parlando di quello che verrà poi per sempre ricordato come il terremoto di Amatrice, perché questa è stata la città maggiormente colpita e distrutta. Non è stata comunque la sola.

Dopo 6 anni la riflessione…

Cosa ha causato il sisma? La storia di cronaca di quei giorni ci racconta che la Terra iniziò a tremare alle 3.36 del 24 agosto. Epicentro del fenomeno la città di Accumuoli, in provincia di Rieti.

Un terremoto di magnitudo Richter 6.0, ovvero un valore altissimo nella scala di valutazione dei terremoti. Una scossa durata però all’incirca 20 secondi che suscitò terrore e sospetto negli abitanti della città e dei comuni limitrofi. Successivamente il fenomeno si ripeté numerose volte nell’arco della giornata. A fine serata il sisma aveva causato 299 morti.

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41 mila gli sfollati, 299 i morti, 388 i feriti. Questi i numeri della tragedia di Amatrice

Dopo il clisma gli sfollati, tra cui famiglie intere, erano circa 41 mila. Un fenomeno che ha portato via le mura di casa ha tantissime persone, alcune delle quali ancora oggi non sono riuscite a ricominciare.

Caratteristiche del terremoto di Amatrice

Vediamo ora nello specifico la parte più scientifica del terremoto di Amatrice. Il suo epicentro – lo abbiamo detto sopra – venne focalizzato ad Accumuoli. La scossa si è poi propagata in linea d’area su Amatrice, Arquata del Tronto, Cittareale, Norcia, Acquasanta Terme, Montegallo, Cascia, Campotosto e Montereale.

Profondità dell’ipocentro, ovvero il luogo in cui si è verificata la frattura della roccia che ha dato vita al sisma, 8 km. Un terremoto che gli esperti hanno definito superficiale con una durata delle vibrazioni tra i 15 e i 20 secondi.

Alcuni sostengono che la scossa è stata una sola e che ha perdurato per più di due minuti. In realtà, spiegano i geologi, questo tipo di fenomeno è breve ma intenso. Quello che le persone hanno percepito come scossa dopo la reale vibrazione è il cosiddetto “riverbero”, ovvero il lascito della scossa a livello psicologico di chi l’ha vissuta.

Cause sismiche

Sismicamente parlando possiamo anzitutto dire che l’Italia centro-meridionale è una zona tra le più sottoposte al mondo a questo tipo di fenomeni geologici. Questo è dovuto allo scontro delle placche tettoniche Eurasiatica e Africa che da secoli continua a provocare clismi interni alla crosta terrestre.

Nel caso di Amatrice, la faglia sottostante alle zone colpite dal terremoto, ovvero la faglia Colfiorito-Campotosto, è quella che ha innescato il processo di sisma e le sue successive sequenze.

Amatrice dopo il terremoto

Ma cosa è successo alla città di Amatrice (e città vicine) dopo il terremoto del 2016? Sul momento ha smosso forze dell’ordine, protezione civile e associazioni benefiche. L’emergenza venne largamente sostenuta da un pubblico piuttosto vasto affinché non si ripetessero le storie dei terremoti che colpirono le marche e l’Umbria nel 1997.

La difficoltà sul momento fu soccorrere alcuni abitanti che si trovavano in zone complesse. Le operazioni di soccorso in molti di questi casi non andarono a buon fine.

Complessivamente, oggi come oggi, possiamo descrivere una situazione non ancora del tutto serena, anche se oltre 20 mila famiglie di quelle che hanno fatto richiesta di contributo per la ricostruzione degli edifici crollati e danneggiati hanno ricevuto risposta positiva.

Si è ricostruito, in parte. I soldi messi a disposizione dal governo superano l’1,7 miliardi di euro. Qualcuno però ha comunque deciso di andarsene e cambiare vita. Il terremoto molto spesso non distrugge solo le case, ma anche l’anima delle persone.

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