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Il nero più scuro di sempre

Il nero più scuro di sempre

Che cos’è il nero? È l’assenza di colore o di luce? Il nero, come tutti i colori è una percezione visiva e affinché possiamo percepirlo nessuna luce deve raggiungere l’occhio. Ma solitamente non vediamo sfilare in giro niente di veramente nero. Tutte le sfumature di nero che vediamo quotidianamente assorbono la maggior parte della luce, ma non tutta. Esistono tuttavia neri di una gradazione davvero incredibile e team di studiosi che li realizzano e ne studiano le caratteristiche e gli utilizzi.

Dal Vantablack al Blackest Black

Solamente nel 2014 credevamo di aver incoronato il re del nero: il Vantablack. Il nero più nero del nero era stato realizzato da un team di ricercatori della NanoSystems in Inghilterra. Realizzato con nanotubi di carbonio, 10 mila volte più sottili di un capello umano, il Vantablack assorbiva il 99,96% della luce.

Vantablack
Così era il Vantablack del 2014

La quantità di luce assorbita era tale che l’occhio umano non lo percepiva realmente, facendo “scomparire” qualsiasi oggetto esso rivestiva. L’occhio umano non è più in grado di distinguere i contorni dell’oggetto, né la forma, e abbiamo come la sensazione che l’oggetto sia sparito in un incredibile effetto buco nero, o che, più semplicemente, sia stato digitalmente oscurato.

Ma il Vantablack non è rimasto a lungo sul podio. Gli ingegneri del MIT hanno realizzato un nero più scuro di qualsiasi tonalità conosciuta, un nero quasi totale, che sfiora il nero assoluto, assorbendo il 99.995% della luce e che prende il nome di Blackest Black.

Il nero più scuro del mondo

Il Blackest Black assorbe il 99.995% della luce ed è almeno 10 volte più scuro di qualsiasi tonalità conosciuta. Anch’esso è stato realizzato grazie a nanotubi di carbonio, questa volta allineati verticalmente su un foglio d’alluminio trattato.

A scoprirlo sono stati gli ingegneri del MIT, per la precisione il professore di Aeronautica e Astronautica, Brian Wardle, e Kehang Cui, spostatosi ora all’università di Shangai, la Jiao Tong University, ma la scoperta è avvenuta per caso.

I professori, infatti, stavano lavorando su alcuni materiali, trai quali l’alluminio, per aumentarne la capacità di conduzione termica ed elettrica. Per far ciò sul foglio di alluminio hanno coltivato i nanotubi di carbonio e il risultato è andato ben oltre quello desiderato.

Come è stato creato il Blackest Black?

Come dicevamo lo scopo dello studio era ben altro. Nella fase iniziale si è studiato il modo di contrastare l’ossidazione dell’alluminio, trattandolo con diverse sostanze. Tra queste sostanze vi era anche il cloruro di sodio, il comunissimo sale da cucina. Proprio quest’ultimo erode lo strato superficiale del foglio di carbonio, eliminando l’ossidazione su di esso.

Blackest Black
La realizzazione del Blackest Black

In questo caso il processo di erosione non era un fattore negativo, tutt’altro gli scienziati hanno deciso, infatti, di sfruttarlo a loro vantaggio.

Il foglio d’alluminio, trattato con il sale, è stato dapprima sistemato in un ambiente privo di ossigeno, così da evitare nuove ossidazioni, dopodiché è stato posto in un forno speciale. Questo processo, chiamato deposizione chimica da vapore, fa sì che sullo stesso foglio si inizino a formare nanotubi di carbonio.

Finito il procedimento gli scienziati credevano di aver ottenuto un materiale con incrementate capacità termiche, ma il risultato fu un nero quasi assoluto.

Studiandolo è venuto, quindi, fuori, che il nuovo materiale creato era in nero più scuro di sempre, per questa ragione venne chiamato Blackest Black.

Gli utilizzi del nero più scuro di sempre

Con il suo 99.995% di capacità di assorbire la luce circostante il Blackest Black ha in effetti ottenuto il risultato desiderato. Il nuovo materiale, ottenuto combinando il foglio d’alluminio trattato e i nanotubi di carbonio, converte la maggior parte della luce assorbita in calore, migliorando quindi le sue capacità termiche ed elettriche.

Blackest Black
Il Blackest Black in mostra al New York Stock Exchange

Ma probabilmente questo non sarà il suo principale utilizzo. La sua proprietà più incredibile rimane infatti la quasi totale assenza di colore. Esso potrebbe essere utilizzato per rimuovere la luce e i bagliori indesiderati da fotocamere e telescopi, anche da quelli spaziali.

Al momento l’incredibile materiale si trova al New York Stock Exchange, come punta di diamante della mostra The Redemption of Vanity.

E, a proposito di diamanti, per mostrarne le sue potenzialità è stato utilizzato proprio uno degli oggetti più luminosi al mondo: un diamante giallo da 16.78 carati. Il nero più scuro di sempre riesce a far magicamente sparire anche il luminosissimo e preziosissimo oggetto.

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