Videogiochi e violenza: miti e false credenze

videogiochi e violenza

Sono ormai all’ordine del giorno notizie riguardanti atti sconsiderati e violenti per i quali, purtroppo, spesso non si riescono ad individuare le cause. Soprattutto nell’ultimo periodo si sono diffuse teorie, alle quali hanno contribuito in maniera importante anche i media, che vedono una correlazione sempre più forte tra videogiochi e violenza.
In effetti c’è da dire che con l’evoluzione del mercato video ludico i titoli sono passati dall’essere giochi esclusivamente per bambini (se si pensa ad esempio ai titoli per le prime console) fino a divenire delle vere e proprie esperienze realistiche in cui è facile immedesimarsi.
Tuttavia il discorso è molto più complesso e vale la pena di essere affrontato in maniera decisamente più approfondita.

Un fondo di verità

Il fatto che in qualche modo videogiochi e violenza siano correlati non è del tutto vero, o meglio, non è una verità assoluta come spesso ci hanno indotto a credere. Di sicuro essere a contatto con realtà (per quanto virtuali) così violente e ricche di elementi di questo tipo non è proprio un toccasana ma da li ad affermare che possano trasformare individui completamente equilibrati in serial killer c’è una differenza ben marcata.
C’è però da dire che un fondo di verità in queste teorie esiste ed è stato dimostrato grazie ad alcuni studi specifici. In particolare lo psicologo John Murray della Kansas State University ha affermato che l’esposizione a videogiochi violenti può avere un impatto di molto maggiore rispetto ad altre tecnologie, come ad esempio la televisione, in virtù della grande interattività che questi presentano.
Questo, unito al fatto che negli ultimi anni l’utilizzo di videogiochi (soprattutto quelli violenti) si è diffuso in maniera esponenziale, potrebbe rappresentare un punto di partenza importante al fine di comprendere in che modo determinati processi abbiano luogo.

Predisposizione e carattere

Ciò che emerso da questo studio su videogiochi e violenza ha però dimostrato quanto affinché l’utilizzo di tali videogiochi sfoci in atti violenti sia necessaria una predisposizione latente alla violenza.
In poche parole i titoli violenti potrebbero determinare una manifestazione di atti violenti solo in una piccola percentuale di individui già predisposti a questo tipo di azioni i quali, in ogni caso, hanno la possibilità di entrare in contatto ogni giorno con altre fonti di violenza che prescindono dai soli videogiochi.
Questa ipotesi è stata confermata anche dalla Teoria della catarsi condotta da alcuni ricercatori della Villanova University e della Rutgers University. In sostanza i ricercatori hanno cercato di analizzare la correlazione tra l’uscita di titoli violenti e la percentuale di crimini commessi considerando alcuni fattori principali:

  • Cambiamenti nelle vendite di videogiochi violenti e nel numero di crimini dal 1978 al 2011
  • Quantità di ricerche online riguardanti soluzioni a videogiochi violenti
  • Numero di crimini violenti dal 2004 al 2011
  • Crimini violenti commessi dopo la pubblicazione di videogiochi violenti molto popolari come: Grand Theft Auto: San Andreas, Grand Theft Auto IV e Call of Duty: Black Ops

I risultati sono stati davvero incredibili e hanno evidenziato quanto ci sia una correlazione inversa tra videogiochi e crimini commessi nella misura in cui alla pubblicazione di un videogioco violento corrisponderebbe una diminuzione dei crimini commessi nei 6 mesi successivi all’uscita dello stesso.

Conclusioni

Dopo aver analizzato questi dati possiamo affermare che tra videogiochi e violenza non esista una vera e propria correlazione e che, anzi, i dati a riguardo siano decisamente molto positivi. Ciò che emerge, tuttavia, è che soggetti che presentano degli impulsi violenti latenti o che comunque manifestano una predisposizione innata alla violenza potrebbero essere influenzati dai videogiochi in quanto decisamente interattivi e coinvolgenti.
In ogni caso il mercato video ludico non ha nulla da temere e può continuare a sfornare titoli che divertano, anche in maniera violenta, senza per questo dare vita ad atti sconsiderati e folli.