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Le lancette del Doomsday Clock, l’orologio dell’apocalisse, avanzano ancora, assestandosi quest’anno a soli 85 secondi dalla mezzanotte. Che cos’è e perché le lancette continuano ad avanzare verso la mezzanotte?
Che cos’è il Doomsday Clock
Il Doomsday Clock è un orologio metaforico che scandisce il tempo che rimane all’umanità prima dell’apocalisse.

L’idea di creare questo orologio risale al 1947 per rappresentare visivamente le minacce che potrebbero portare a disastri di proporzioni globali e, nel caso più estremo, all’estinzione della razza umana.
L’ora 0, ovvero l’apocalisse, è rappresentata proprio dalla mezzanotte, e più le lancette si trovano vicine ad essa maggiore è il rischio di una distruzione totale imminente.
Il Doomsday Clock è gestito dal Bulletin of the Atomic Scientists, fondato nel 1945 dagli ex fisici del progetto Manhattan (il programma che ha creato la bomba atomica), con lo scopo di informare il pubblico sui pericoli di una guerra atomica. Negli anni si sono aggiunti diversi altri pericoli e possibili apocalissi oltre a quella scaturita da una guerra atomica.
Doomsday Clock 2026: 85 secondi dalla mezzanotte
Ogni anno le lancette vengono spostate, tenendo conto dai pericoli e da quanto alte siano le probabilità di un’apocalisse.
Se le minacce aumentano le lancette vengono spostate in avanti. Le lancette vengono spostate indietro solamente se nel corso dell’anno appena trascorso vengono attuate misure significative per prevenire una minaccia globale. Storicamente le lancette sono state spostate indietro al termine della guerra fredda o quando sono stati siglati gli accordi internazionali sull’utilizzo del nucleare.
Quest’anno, il 27 gennaio scorso, le lancette si sono spostate 4 secondi in avanti, rispetto all’anno scorso, segno che le cose continuano ad andare in una direzione negativa. Attualmente, ci troviamo ad 85 secondi dalla mezzanotte e non siamo mai stati così vicini all’apocalisse prima d’ora.
Motivazioni principali
A decidere sull’avanzamento delle lancette dell’orologio dell’apocalisse sono stati gli scienziati del Bulletin, insieme a un team di esperti, inclusi 8 scienziati Premi Nobel.

Tra le motivazioni principali troviamo il riarmo nucleare (probabilmente la più grave delle minacce attuali), le emissioni di gas climalteranti e lo sviluppo non regolamentato dell’intelligenza artificiale.
Le guerre e il clima teso tra le potenze mondiali attuali hanno fatto si che molte nazioni pensassero a un riarmo nucleare. Il tutto è stato aggravato e incentivato dalla del trattato New Start (Strategic Arms Reduction Treaty) tra Stati Uniti e Russia.
A questo si aggiunge una preoccupante mancanza di leadership politiche e all’ascesa di autocrazie nazionalistiche in diversi paesi. Stiamo vivendo in un mondo che si frantuma, dove siamo gli uni contro gli altri, e ciò rende l’umanità sempre più vulnerabile.
Non si trova un accordo mondiale
Per poter prevenire le minacce, causate non solo dai contrasti tra le nazioni, ma anche dalle emissioni, dal riscaldamento globale o dai pericoli delle nuove tecnologie, bisognerebbe unire le forze.
Tuttavia, ciò non è possibile e non si riesce a trovare accordi tra le nazioni. Il tutto è aggravato dalla proliferazione della disinformazione. Non possiamo contrastare minacce che non conosciamo o sulle quali siamo male informati. Le informazioni sono diffuse in modo diverso, la realtà dovrebbe essere condivisa, solo in questo modo si può trovare un modo per unire le forze e trovare un accordo mondiale.
Possiamo far tornare indietro le lancette
Nonostante tutto ciò è ancora possibile far tornare indietro le lancette. Sebbene molti sostengono il fatto che l’umanità abbia già oltrepassato il punto di non ritorno, c’è ancora qualcosa che possiamo fare.
Possiamo smettere di investire ulteriormente sulla nuclearizzazione e rispettare gli accordi che vietano i test nucleari esplosivi. In particolar modo Stati Uniti e Russia dovrebbero trovare un nuovo accordo sul nucleare e ricordare le lezioni del passato.
Allo stesso modo bisogna trovare degli accordi che regolamentino al meglio l’utilizzo dell’AI, in modo che essa non si tramuti in un’imminente minaccia.
