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Videogames: fanno bene al cervello

hanno effetti benefici sulle sue attività e capacità.

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Videogames: fanno bene al cervello. Recenti studi hanno confermato che giocare ai videogiochi ha effetti benefici sull’attività del cervello e sulle capacità decisionali. A confermare questa affermazione sono le analisi effettuate tramite risonanza magnetica sia sui giocatori che sui non giocatori. Quando hanno confrontato le scansioni hanno riscontrato molte differenze, sia per le capacità cognitive che per le risposte sensomotorie.

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Sfatato il mito che affermava che i videogiochi fossero il male assoluto.

Videogames: un toccasana per il nostro cervello

Sin dagli inizi degli anni 80 si è sempre pensato che i videogames facessero più male che bene. Molti genitori hanno proibito ai propri figli di giocarci pensando che portassero aggressività e depressione. Ma grazie a recenti studi abbiamo capito che in realtà hanno un effetto positivo sul cervello umano.

In parole povere giocare ai videogiochi migliora la sensazione, la mappatura e la percezione dell’azione. Questo permette di migliorare le capacità decisionali dell’individuo. Potete trovare i risultati della ricerca sulla rivista Neuroimage.

Il ricercatore capo della Georgia State University, Mukesh Dhamala, ha guidato lo studio coinvolgendo ben 47 giovani tra cui 28 giocatori abituali e 19 non giocatori. Il macchinario per la risonanza magnetica utilizzato è stato modificato con uno specchio. Questa modifica consentiva di vedere un primo segnale colorato seguito da dei puntini in movimento.

Per questi puntini è stato chiesto di premere con la mano destra o sinistra l’apposito pulsante per indicare la direzione del movimento. In assenza di movimento non si doveva premere alcun pulsante. I gamer oltre ad essere più rapidi e accurati nelle loro risposte hanno mostrato un’attività maggiore in alcune regioni del cervello rispetto ai giovani che non giocano.

Il risultato ottenuto ha quindi suggerito che l’abitudine al gioco migliori le capacità decisionali aumentando l’attività nelle regioni cerebrali coinvolte.

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I risultati durante la scansione.

I miglioramenti e i vari studi

Secondo gli studiosi quindi giocare spesso ai videogames può essere un ottimo allenamento per migliorare l’efficienza decisionale e gli interventi terapeutici. I videogiochi infatti fanno davvero bene al cervello in via di sviluppo.

Oltre a questo esperimento è stato fatto uno studio su circa 2000 bambini. I piccoli che hanno riferito di giocare per circa tre o quattro ore al giorno hanno ottenuto risultati migliori ai test sulle abilità cognitive che riguardano la memoria di lavoro e le abilità cognitive. A differenza dei coetanei che non si sono mai avvicinati ai videogiochi.

Questo studio è stato pubblicato sul Jama Network Open analizzando i dati dell’Adolescent Brain Cognitive Development Study. Il team di scienziati dell’Università del Vermont a Burlington ha analizzato i dati di bambini tra i 9 e i 10 anni. La soglia delle tre ore di gioco al giorno supera le linee guida della American Academy of Pediatrics che ha consigliato un utilizzo di pc e console di 1 o 2 ore al giorno.

In questo studio gli scienziati hanno valutato le prestazioni di bambini nei seguenti compiti: la capacità di controllare il comportamento impulsivo e la capacità di memorizzare informazioni. Il risultato fu molto positivo per i bambini che giocavano con regolarità che risultarono più rapidi e accurati su entrambi i compiti.

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Il dibattito sul fatto che fanno bene o meno è ancora in atto.

In conclusione

Mentre i bambini e i ragazzi si divertono a giocare allenano anche diverse aree del cervello rendendolo più efficiente. Noi appassionati di videogiochi siamo felici che la scienza e la ricerca stiano sfatando i miti che demonizzavano il mondo videoludico. Nonostante sia un tema dibattuto da anni, finalmente gli studiosi hanno preso a cuore la questione e continueranno ad andare avanti nella ricerca.

Questo per far comprendere ai genitori che giocare il giusto tanto di ore non è nocivo come loro pensano. Continueremo a tenervi aggiornati sulla ricerca che, oltre ad essere molto interessante, ci coinvolge personalmente.