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Italia, aumentano le auto elettriche ma uno studio lancia l’allarme

I traguardi UE sono troppo modesti

Oggi il tema dell’elettrico è particolarmente attuale, e i dati danno la prova che anche in Italia le famiglie iniziano ad essere molto attente su questo argomento. Il 2021 è stato finora un buon anno sotto l’aspetto delle immatricolazioni di veicoli elettrici ma, nonostante questo, gli ottimi numeri in questione potrebbero non bastare

Auto elettriche

Oggi il tema dell’elettrico è particolarmente attuale, e i dati danno la prova che anche in Italia le famiglie iniziano ad essere molto attente su questo argomento. Il 2021 è stato finora un buon anno sotto l’aspetto delle immatricolazioni di veicoli elettrici ma, nonostante questo, gli ottimi numeri in questione potrebbero non bastare. Uno studio, infatti, specifica che a questi ritmi il mercato delle auto elettriche entrerà presto in crisi, con un’inversione di tendenza rispetto ai trend attuali, mettendo a rischio i piani sulla sostenibilità.

Aumentano le vendite delle auto elettriche anche in Italia

Le ultime ricerche dimostrano che il numero di vendite di auto elettriche è in deciso aumento anche nella Penisola. Stando ai dati, infatti, il 2021 ha messo a registro un totale di oltre 31 mila vetture nei primi sei mesi dell’anno, segnando un vero e proprio record.

È altrettanto vero, però, che l’avanzo rispetto al primo semestre del 2020 non è molto ampio, ed è pari a 300 unità circa. Al tempo stesso, la scalata dell’elettrico non è partita nel 2021 e quindi è positivo che si continui lungo la medesima scia, segnando un dato positivo.

Auto elettriche
Parlamento Unione Europea

Purtroppo, però, la sempre più costante diffusione delle automobili elettriche si scontra ancora con una scarsa diffusione delle colonnine elettriche in giro per le città italiane. Non è quindi un caso che sul web esistano guide, come quella di Acea, che mostrano come si effettua una ricarica delle auto elettriche a casa.

Queste informazioni possono tornare utili soprattutto in questo periodo di transizione, in cui le regioni non sono ancora molto attrezzate per i possessori di una e-car.

Rimanendo in tema regionale, quali sono le zone d’Italia che si distinguono più di altre per la vendita di automobili elettriche? Al primo posto spicca il Trentino-Alto Adige, con una crescita da record rispetto allo scorso anno, mentre la seconda posizione appartiene alla Lombardia (rispettivamente oltre 6.000 e quasi 6.000 immatricolazioni).

La medaglia di bronzo spetta invece al Lazio, con 3.500 immatricolazioni circa nella prima metà del 2021. Faticano invece la Basilicata e il Molise, in assoluto le due regioni peggiori in Italia per quel che riguarda la diffusione delle auto ad alimentazione elettrica.

Non solo buone notizie: paletti sulle emissioni facili da evitare

Stando ad un recente studio, la diffusione delle auto elettriche potrebbe essere presto frenata in modo deciso da un ritorno delle auto diesel e a benzina. Pare infatti che i paletti imposti dall’Unione Europea in termini di emissioni siano ancora troppo bassi, e dunque facilmente aggirabili dai produttori che non hanno ancora scelto di focalizzarsi sulla mobilità elettrica.

In sintesi, l’obiettivo delle zero emissioni da raggiungere nei prossimi anni potrebbe diventare presto una chimera, se l’UE non provvederà ad una stretta ulteriore nei confronti delle regolamentazioni sulle emissioni.

Auto elettriche
Auto elettrica – in carica

Questo è l’allarme lanciato da Transport & Environment, con una previsione abbastanza seria: se la questione non verrà risolta quanto prima, nei prossimi 10 anni il mercato delle auto elettriche dovrà rinunciare ad un totale di immatricolazioni intorno ai 18 milioni di veicoli.

Inoltre, con un possibile aumento delle vendite di auto a benzina, saliranno ovviamente anche le emissioni nocive, con un plus di oltre 55 milioni di tonnellate di CO2 non previste. In altre parole, il rischio concreto è di vanificare tutto ciò che di buono è stato fatto negli ultimi due anni, con un’inversione di tendenza che avrebbe un impatto particolarmente negativo sull’ambiente e di conseguenza sul clima.

Lo studio propone anche le soluzioni, necessarie per ritornare a coltivare un piano realistico sulle zero emissioni: entro il 2030 servirebbe un taglio delle emissioni dell’80%.

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