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Virgilio e Libero, maxi furto di dati

Virgio e Libero hackerati da un ragazzo di 24 anni; e si contano i danni

Virgilio e Libero hackerati, 1400 le email coinvolte

Virgilio e Libero sono, a buon diritto, due capisaldi del Web italiano.

Il motore di ricerca Virgilio è stato un punto di riferimento per anni, quando ancora Google non era il “colosso” che conosciamo. Nonostante l’età, viene utilizzato ancora oggi da moltissimi utenti.

Libero invece è stato il primo portale italiano e offre notizie, intrattenimento e molte rubriche interessanti. Vanta inoltre una storica community e fino a diversi anni fa offriva la possibilità di creare in pochi minuti pagine Web personali.

Sia Virgilio che Libero fanno parte del gruppo IOL (Italia on Line) e offrono, fra gli altri servizi, anche la possibilità di registrare gratuitamente un indirizzo email personale.

E proprio le email sono state al centro di un clamoroso furto di dati che ha coinvolto oltre un milione di utenti lo scorso Aprile.

Virgilio e Libero hackerati, è panico fra gli utenti

L’incidente si è verificato il 24 Aprile. E ha suscitato subito il panico fra gli utenti di Virgilio e Libero.

Chi aveva un indirizzo email con l’estensione virgilio.it o libero.it si è trovato infatti di fronte a una brutta sorpresa.

Virgilio e Libero sotto attacco
Brutta sorpresa per gli utenti che si sono trovati gli account manomessi

Su entrambi i siti sono comparsi messaggi che obbligavano, di fatto, gli utenti a cambiare la propria password e i dati d’accesso.

Il motivo? Un clamoroso maxi furto che avrebbe coinvolto fino a 1,4 milioni di indirizzi email.

L’idea che degli sconosciuti possano accedere ai nostri dati sensibili è giustamente terrificante. Anche perché la mail viene utilizzata sempre più spesso in sostituzione della posta tradizionale. E i messaggi ricevuti possono contenere informazioni strettamente personali, come i dati d’accesso della carta di credito o i login dell’home banking.

Gli utenti di Virgilio e Libero si sono quindi precipitati a cambiare i propri dati d’accesso. Recuperando così in fretta i contenuti delle proprie mailbox. Ma con il dubbio angosciante che messaggi e informazioni personali potessero essere stati trafugati.

Maxi furto di email, cos’è successo veramente?

Ma cosa ha spinto Virgilio e Libero ad agire con tanta prontezza?

La risposta è arrivata solo in seguito all’arresto, da parte della polizia, del colpevole.

Un attacco informatico ha coinvolto le email di molti utenti
L’attacco informatico è riuscito a bypassare tutte le misure di sicurezza

Nell’hinterland di Milano infatti un hacker si era appostato fuori dagli uffici centrali della IOL. Con un’attrezzatura “spartana”, ma che ha finito comunque per attirare l’attenzione.

Infatti il giovane, 24 anni, originario di Milano, aveva con sé il suo laptop e anche una grande antenna.

Con l’ausilio di una password e le sue abilità di hacking, l’uomo è riuscito a infiltrarsi nella rete interna di IOL. E ha cominciato a trafugare dati e informazioni personali degli utenti.

Al momento del crimine l’uomo si trovava ai tavolini di un bar. Ed è stata proprio la peculiarità dell’antenna a farlo notare ai clienti e ai camerieri.

Che hanno provveduto a segnalare la cosa quando la polizia ha iniziato le sue indagini sul maxi furto di email.

Nel giro di poco, gli investigatori sono così risaliti all’hacker. Una loro “vecchia conoscenza” con cui avevano già avuto a che fare.

Chi è l’hacker che ha attaccato Libero e Virgilio

Naturalmente l’identità dell’uomo non è stata divulgata. Di lui si conosce solamente l’età, ventiquattro anni.

Non è del resto la prima volta che il giovane si era reso colpevole di crimini informatici. In precedenza la polizia era riuscita a individuarlo, ma non a catturarlo.

Il misterioso hacker di Virgilio e Libero
L’hacker ventiquattrenne che ha attaccato Virgilio e Libero era già noto alle autorità

Restano tuttavia molti gli interrogativi in merito al maxi furto di informazioni ed email su Libero e Virgilio. Infatti, dalle prime indagini è emerso che l’uomo non avrebbe agito da solo.

Il furto, effettuato in parte con l’invio dei dati a un indirizzo email non divulgato, è stato svolto su commissione. Il mandante avrebbe contattato l’hacker attraverso un account su Telegram e pagato in Bitcoin per assicurarsi i suoi servizi.

Ma su chi sia veramente questo mandante e perché avrebbe investito denaro e risorse in un furto di questa portata, per il momento, non si sa ancora nulla.

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