Una galassia priva di materia oscura

Una scoperta che riscrive le teorie sulla formazione delle galassie ma conferma quelle di Newton

materia oscura
Rappresentazione grafica della materia oscura

La materia oscura è un’ipotetica componente di materia non osservabile, in quanto, a differenza della normale materia, non emette radiazione elettromagnetica, ma è comunque riscontrabile attraverso gli effetti gravitazionali. Gli scienziati stimano che la materia oscura costituisca quasi il 90% della massa dell’universo, questa terrebbe unite le galassie, che altrimenti vagherebbero in uno spazio vuoto, senza forza gravitazionale. Inizialmente era stata definita come “massa mancante”, ma non era corretto, c’è ma non è osservabile, altrimenti non si potrebbero spiegare gli effetti gravitazionali che questa esercita. A questa materia non conosciuta è stato infine dato il nome di “materia oscura”, in quanto a mancare sarebbe solamente la luce. Il concetto di materia oscura è comunque plausibile solamente in un universo teoricamente derivante dal “Big Bang”, ma ci sono ancora molti scienziati che hanno teorie diverse a riguardo.

Trovata la prima galassia senza materia oscura

Una recente scoperta ha però messo in crisi tutte le teorie fino ad oggi formulate sulla formazione delle galassie così come le conosciamo. Un team di ricercatori di Yale, guidato da Pieter Van Dokkum, ha pubblicato su “Nature” le sue ricerche a seguito dell’osservazione della galassia NGC1052-DF2, effettuate dapprima con Sloan Digital Sky Survei e poi con il Dragonfly Telescope Array. Questa galassia ha qualcosa di veramente particolare, non è stata riscontrata, infatti, alcuna presenza di materia oscura. Il team stesso non poteva credere a ciò che aveva scoperto. “Non ci aspettavamo di trovare una galassia senza materia oscura, perché questa sostanza invisibile e misteriosa è l’aspetto dominante di ogni galassia”, rivela sbalordito lo stesso Pieter Van Dokkum. La galassia, inoltre, ha più o meno la stessa grandezza della nostra Via Lattea, ma solo lo 0,2% delle stelle che la nostra galassia natale ospita. Il team, dopo la scoperta, ha voluto approfondire la cosa, avvalendosi dei telescopi Keck e Gemini North, delle isole Hawaii. Questa volta il team ha studiato la velocità degli ammassi presenti all’interno di questa galassia ed è giunto alla conclusione che questi siano tenuti solamente dalle stelle realmente visibili e non da forze gravitazionali a noi invisibili. Si è quindi giunti all’incredibile scoperta che questa galassia, lontana anni luce da noi, sia la prima galassia conosciuta priva di materia oscura, o quasi. Van Dokkum, infatti, ha dichiarato: “Se c’è materia oscura allora è pochissima. Le stelle della galassia rendono conto di tutta la sua massa, e non sembra esserci spazio per la materia oscura”. È facile capire come questa scoperta possa mettere in crisi tutte le certezze che il mondo scientifico aveva fino ad oggi, è stato dimostrato che non tutte le galassie si comportano allo stesso modo.

L’assenza di materia oscura conferma la sua esistenza

Paradossalmente, però, l’aver scoperto una galassia senza materia oscura potrebbe confermarne la sua reale esistenza. Questo perché si è potuto osservare realmente gli scenari, ricreati solo ipoteticamente fino ad ora, di come una galassia si comporterebbe se fosse priva di materia oscura. La scoperta, quindi, dimostra che le leggi gravitazionali di Newton sono valide, mettendo a tacere, perlomeno per il momento, chi sosteneva il contrario. Inoltre, l’assenza di materia oscura, rende questa particolarissima galassia “trasparente”, è possibile infatti osservare la porzione di universo che c’è dietro la galassia stessa. Intanto il team sta continuando a sondare l’universo in cerca di galassie simili a quella scoperta, e le candidate sono già ben 23. L’intera comunità scientifica si è stretta intorno a questa scoperta e si è giunti alla conclusione che abbiamo ancora molto da scoprire riguardo i misteri dell’universo. Van Dokkum conclude osservando che “Forse ora stiamo osservando solo la punta dell’iceberg”, chissà quanti altri segreti cela l’universo.

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