Adesso possiamo provare a produrre materia dalla luce

light_matter_01[1]Un team anglo-tedesco di fisici ha proposto l’esperimento. L’idea originale, del 1934, prevedeva di creare un elettrone e un positrone facendo scontrare due particelle di luce (fotoni) tra loro. Era sempre stata ritenuta molto difficile, se non impossibile, da realizzare. Ma adesso si dispone di una migliore tecnologia.

LONDRA – Un gruppo di studiosi dell’Imperial College London e del Max-Planck-Institut Kernphysik ha ipotizzato un esperimento attraverso il quale sarebbe possibile creare materia a partire dalla luce: una operazione ritenuta possibile da quando fu teorizzata, circa 80 anni fa. L’idea iniziale, proposta nel 1934, prevedeva di creare un elettrone e un positrone facendo scontrare due particelle di luce (fotoni) tra loro. Teoricamente, i calcoli decretavano come possibile questa evenienza, anche se finora il processo non era mai stato osservato in laboratorio a causa principalmente delle massicce particelle ad alta energia che dovevano essere coinvolte nell’esperimento.

BiaggioNLOLab[1]Come si legge su ‘Nature Photonics’, per la prima volta l’ipotesi di Breit e Wheeler potrebbe essere stata provata. Attualmente, infatti, sarebbe già disponibile la tecnologia adatta a creare la collisione di due fotoni per ottenere materia, esperimento che riprodurrebbe processi importanti che si sono verificati nei primi 100 secondi di vita dell’Universo. L’esperimento si svolgerebbe in due fasi: nella prima un laser ad alta potenza accelererebbe gli elettroni fino a raggiungere quasi la velocità della luce e questi sarebbero diretti contro una lastra d’oro per creare un fascio di fotoni miliardi di volte più energetici della luce visibile. Poi, questo fascio sarebbe diretto al centro di una sorta di piccola ‘lattina’ d’oro sulla superficie interna della quale sia stato in precedenza creato un campo di radiazione termica che genera luce simile a quella emessa dalle stesse. I fotoni dovrebbero collidere con questa e formare elettroni e positroni.

Fonte Repubblica.it

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