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Il meglio del Tokyo Game Show 2017

Tokyo Game Show 2017

Il Tokyo Game Show è la fiera di riferimento per il mondo dei videogames nel mercato giapponese. Nonostante la sua forte verticalizzazione verso il gusto e le tendenze del mercato orientale, la manifestazione riceve sempre molte attenzioni anche da parte del pubblico europeo e americano.

Evento trascinatore del mondo videoludico… nipponico!

Il Tokyo Game Show ha sempre rappresentato l’evento precursore di tutte le tendenze del mercato videoludico che avrebbero raggiunto l’occidente nel corso dei mesi immediatamente successivi all’evento. Negli ultimi anni la manifestazione ha perso un po’ di smalto, ma nonostante questo desta ancora l’attenzione di migliaia di curiosi e appassionati del settore che desiderano conoscere le ultime tendenze dell’industria giapponese dei videogames ed analizzarne i principali indicatori di andamento.

Tokyo Game Show 2017

Le produzioni videoludiche nipponiche, del resto, sono ancora un pilastro importante nel panorama dei videogames. Rispetto al passato, però, i maggiori titoli dei publisher giapponesi vengono comunque presentati nel corso di altri eventi dal respiro maggiormente internazionale e “occidentale”. Nel corso degli ultimi anni, pertanto, si è registrata una crescente attenzione verso i titoli dedicati al mercato esclusivamente interno nipponico.

Grandi assenti

Detto questo, vediamo insieme cosa è accaduto nel corso dell’edizione di Tokyo Games Show del 2017.

Anche quest’anno, purtroppo, si è dovuta registrare l’assenza di big player del calibro di Nintendo e Microsoft. I titoli di maggior rilievo presentati nel corso dell’evento, pertanto, erano tutti dedicati a Play Station 4.

Anche l’edizione 2017 del Tokyo Game Show, pertanto, si presenta come una vetrina privilegiata per le produzioni dedicate alle piattaforme Sony, essendo rimasto l’unico produttore a puntare in maniera particolare su questa fiera.

Il gioco più importante della manifestazione è senza dubbio Monster Hunter: World, titolo dal richiamo molto forte sia nel mercato nipponico che nel resto del mondo.

Capcom, una delle produzioni di maggior valore in sviluppo su PC, Play Station 4 e Xbox One, si mantiene ai livelli delle aspettative grazie all’introduzione di nuovi video e materiali.

Altro titolo interessante è Dragon Ball Fighter Z di Arc Sysyem Works: un picchiaduro classico che presenta dettagli molto curati.

Sega ha dominato la scena con le sue diverse proposte della serie Ryu Ga Gotoku: da una parte Yakuza Kiwami 2 e dall’altra il nuovo Hokuto Ga Gotoku. Il primo conferma l’ottimo risultato ottenuto con il rifacimento dei primi capitolo della serie. Il secondo, invece, rappresenta un risultato davvero esplosivo unendo la consolidata ambientazione della serie e i personaggi di Kenshiro.

Un altro titolo molto interessante in arrivo dal Giappone nel corso dei prossimi mesi è Ni No Kuni II.

Oltre ad esso segnaliamo The Evil Within 2 e 13 Sentinels: Aegis Rim di Vanillaware.

Tokyo Game Show 2017

Square Enix ha sorpreso tutti i presenti con il suo Left Alive, che si presenta come una sorta di derivato della serie Front Mission. Anche Konami ha lanciato un titolo che ha riscosso molto successo, ovvero Zone of the Enders: Anubis Mars. Questo gioco rappresenta una rivisitazione per Play Station VR del vecchio classico di Kojima, Zone of the Enders: The 2nd Runner.

Altri titoli storici sono Final Fantasy IX e Gungrave, ripescati dalla celebre tradizione giapponese e rielaborati con cura e con l’introduzione di qualche concetto nuovo che li renda freschi e interessanti.

Meno d’impatto ma comunque di grande interesse si sono dimostrati anche l’adattamento per PlayStation 4 di Dragon’s Crown, l’apprezzato action RPG di Vanillaware, e lo strano Hidden Agenda da parte di Supermassive, il team autore di Until Dawn.

Tirando la somma dell’evento la Computer Entertainment Supplier’s Association ha annunciato che il numero totale dei visitatori registrato all’edizione 2017 del Tokyo Game Show è stato 254.311, con una piccola diminuzione rispetto alle edizioni del 2016 e 2015.

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