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I progressi della fusione nucleare

L'esperimento che imita il processo che tiene accese le stelle

Fusione nucleare

Dagli USA arriva una notizia che promette di rivoluzionare il futuro dell’energia pulita: un esperimento di fusione nucleare che ha portato a risultati sorprendenti. Si tratta di una svolta storica, perché sebbene non sia la prima volta che si riesce a produrre energia dalla fusione, è la prima volta che si riesce a produrre più energia di quella necessaria per produrla.

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Cos’è la fusione nucleare?

“L’energia pulita che imita le stelle”

La fusione nucleare è diversa dalla fissione nucleare, che è ciò che avviene attualmente all’interno delle centrali.

Fusione nucleare
Fusione nucleare

Essa sembrava essere solamente un sogno, un’energia completamente pulita ottenuta dalle stesse reazioni che avvengono all’interno delle stelle. Ma ultimamente l’interesse per l’argomento si è riacceso e la fusione nucleare sembra essere sempre più una possibilità concreta.

Si tratta di un tipo di energia pulita, sicura, rispettosa dell’ambiente e le risorse sono abbondanti. Non produce scorie radioattive. Le uniche emissioni sono di elio, ma in una quantità molto ridotta, da risultare irrisoria.

La tecnologia di fusione nucleare riproduce il processo che tiene accese le stelle, è per questo che viene considerata come avere un sole in una stanza.

L’esperimento dalla California

Ha fatto il giro del mondo la notizia di un esperimento di fusione nucleare realizzato in California, che per la prima volta ha generato più energia di quella impiegata per produrla.

Fusione nucleare
L’esperimento californiano per l’energia pulita

L’hanno definita una svolta storica e la scoperta del secolo. Tuttavia, ci vorranno ancora molti anni prima di renderla una risorsa concreta.

L’esperimento si è svolto alla National Ignition Facility, del Lawrence Livermore National Laboratory, in California. L’energia è stata generata grazie a 192 fasci laser in un qualche miliardesimo di secondo.

L’esperimento di fusione nucleare è stato realizzato all’interno di una camera a vuoto. I fasci di laser sono stati puntati contro un contenitore cilindrico forato lungo alcuni millimetri.

All’interno del cilindro, a sua volta, c’è una capsula sferica di 3 o 4 millimetri. Al suo interno ci sono due elementi fondamentali per poter ottenere la fusione nucleare: il deuterio e il trizio.

Non è la prima volta che questo esperimento viene portato a termine, come hanno precisato anche i tecnici statunitensi. Tuttavia, questa volta, l’esperimento è stato realizzato in modo che l’energia prodotta fosse maggiore di quella utilizzata per mettere in funzione i laser.

Fusione nucleare: una svolta storica, ma ci vorrà ancora del tempo

A dare l’annuncio dell’incredibile successo dell’esperimento californiano è stato il Dipartimento americano dell’energia.

Fusione nucleare
Fusione nucleare

Questo è un risultato storico per i ricercatori e lo staff della National Ignition Facility che hanno dedicato le loro carriere a vedere l’innesco per fusione diventare realtà, e questo punto di svolta sprigionerà altre scoperte.

È un’importante svolta scientifica che porterà a progressi nella difesa nazionale e nel futuro dell’energia pulita. Un incredibile esempio di ciò che la perseveranza può ottenere. Si tratta di una delle sfide più significative mai affrontate dall’umanità”.

Senza dubbio una svolta storica, ma come hanno definito i ricercatori stessi e il Dipartimento per l’energia, ci vorrà ancora moltissimo tempo prima che questo tipo di energia possa essere utilizzato nel concreto. Almeno 50 o 60 anni secondo gli esperti.

Questa è stata un’accensione, per una sola volta, di una capsula ma per ottenere l’energia commerciale da fusione c’è bisogno di molte cose. Bisogna essere in grado di produrre molti eventi di innesco per fusione per minuto e bisogna avere un robusto sistema di elementi di trasmissione per realizzarli. Ma con sforzi e investimenti concentrati, e alcuni decenni di ricerca sulle tecnologie necessarie, saremo nella posizione di costruire una centrale elettrica”, ha, infine, spiegato Kim Budin, direttrice del Laboratorio Nazionale Lawrence Livermore.