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4G sulla Luna

L’idea è di Nokia e rappresenterebbe la garanzia delle comunicazioni della futura base umana sulla luna. Il 4G sbarca oltre pianeta e diventa lo strumento per comunicare con il satellite terrestre.

La garanzia delle comunicazioni della futura base umana sulla Luna viene da Nokia. Il 4G sbarca oltre pianeta e diventa lo strumento per comunicare con il satellite terrestre.

La NASA ha scelto Nokia

Quando è nata l’idea e l’esigenza di creare una rete di comunicazione veloce e diretta tra la Terra e il suo satellite, la NASA ha deciso di lavorare ad una rete 4G che permettesse di mandare messaggi alla base umana che verrà costruita sulla Luna.

La NASA ha quindi scelto Nokia per costruire la prima rete telefonica mobile sulla Luna con potenza 4G. La nota compagnia di telefoni sta creando un sistema di comunicazione Lte/4G che contribuirà ad aprire la strada alla presenza umana sulla superficie lunare.

Nokia dovrà costruire una rete Lte ultracompatta, a basso consumo energetico, che resista al clima dello Spazio. I lavori di questa rete dovrebbero concludersi nel 2022 e il controllo del sistema sarà limitato alla Nokia Bell Labs.

Perché una rete 4G sulla Luna?

Questa rete consentirà la trasmissione di dati, tra cui funzioni di comando, controllo da remoto dei veicoli lunari, navigazione in tempo reale e trasmissione video ad alta definizione.

L’idea è quella di creare reti di comunicazione affidabili, resistenti e ad alta capacità che rappresenteranno la chiave per mantenere una presenza umana sulla superficie lunare.

4G sulla luna comunicazioni veloci
La rete 4G di Nokia permetterà comunicazioni veloci tra la base lunare NASA e la Terra.

Di fatto si tratta della prima rete wireless ad alta prestazione sulla Luna, che permetterà a Nokia Bell Labs di piantare la bandiera dell’innovazione oltre i confini convenzionali.

Secondo Nokia, la rete è stata appositamente progettata per resistere alle dure condizioni di lancio e di atterraggio lunare. 
Non solo. Potrà operare nelle condizioni estreme dello spazio, oltre a soddisfare le severe restrizioni di dimensioni, peso e potenza richieste dalla Nasa.

Un accordo d’acciaio

Al programma Artemis lo scorso settembre 2020 ha aderito anche l’Italia con un accordo bilaterale firmato dal sottosegretario Riccardo Fraccaro e dal numero uno della Nasa Jim Bridenstine.
Che anche il nostro Paese stia per lanciarsi nel settore aerospaziale? Lo scopriremo con il tempo. Intanto è stato messo il primo mattoncino per rendere anche un Paese come il nostro all’avanguardia in materia scientifica.

 

4G e presenza umana sulla Luna

Alla base di questo progetto c’è anche l’idea di creare anche un ambiente adatto alla vita umana sul satellite. L’uomo deve quindi poter utilizzare la Luna come “pied-à-terre” del futuro.

Le innovazioni di Nokia saranno utilizzate per aiutare a spianare la strada verso una presenza sostenibile sul suolo lunare. Si parte dall’integrazione della rete 4G lunare nel Nova-C Lunar Lander, il veicolo spaziale creato per le missioni Artemis, per poi poterla utilizzare anche su altri dispositivi.

4g sulla luna ripetitori ultracompatti
Nokia ha studiato un sistema di rete 4G ultra compatta che trasmetterà i dati raccolti sul suolo lunare in tempo reale alla Terra.

La tecnologia 4G rappresenta l’ideale per fornire il tipo di connessione wireless di cui hanno bisogno gli astronauti, ma soprattutto quella di cui l’uomo medio potrà far uso maggiormente nel futuro.

Un tipo di tecnologia che fornirà le capacità comunicative essenziali per le numerose operazioni che gli astronauti dovranno svolgere.

Gli uomini dello Spazio richiedono infatti, una trasmissione di dati per il controllo remoto dei rover lunari, lo streaming video ad alta definizione, la trasmissione di input di comando e controllo o la navigazione in tempo reale.

In futuro grazie a questo progetto, anche l’uomo medio atterrando sulla Luna potrà contare sull’essere sempre connesso con il Pianeta Madre. Un incentivo in più per tutti coloro che adorano e venerano lo spazio e non vedono l’ora di visitare e forse un giorno viverci.

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