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La tecnologia porterà alla terza guerra mondiale?

Terza Guerra Mondiale

Le opinioni sul fatto se ci sarà o meno una terza guerra mondiale sono discordanti, anche se maggiormente indirizzate verso una risposta positiva.

La vera domanda che molti si pongono è se questa terza guerra mondiale sia già cominciata. Quanto devastante potrebbe mai essere un conflitto mondiale in uno scenario altamente tecnologico e avanzato come quello odierno?

Gli esseri umani hanno davvero imparato la lezione dagli errori del passato e conoscono le conseguenze dell’utilizzo delle armi di distruzione di massa esistenti al momento?

Probabilmente un’ipotetica terza guerra mondiale non sarebbe combattuta sul campo, cioè in modo convenzionale. Con molta probabilità sarebbe una guerra digitale, combattuta tra battaglie informatiche e commerciali.

Probabilmente è già iniziata e neppure lo sappiamo o magari non avverrà mai. Eppure sono in molti quelli che non credono affatto nella razza umana e temono il peggio.

“Non so con quali armi si combatterà la terza guerra mondiale, ma posso dirvi cosa useranno nella quarta: pietre!”

Jack Ma

terza guerra mondiale
Jack Ma

Jack Ma, fondatore di Alibaba, nonché uomo più ricco della Cina, non è nuovo in fatto di allarmismi per un ipotetica terza guerra mondiale.

Già nel 2017 aveva lanciato l’allarme per una terza guerra mondiale “tecnologica”. Adesso, a 2019 appena iniziato, ritorna a ribadire le sue convinzioni, dicendo che, questa volta, siamo davvero molto vicini al conflitto mondiale.

Complice della “profezia” anche la guerra dei dazi in corso tra Cina e Stati Uniti, ripiombata nell’oblio dopo gli eventi che hanno visto coinvolta Meng Wanzhou. la figlia del fondatore della Huawei.

Secondo Jack Ma non è solamente una teoria infondata, ma è la stessa storia della razza umana a parlare: “La prima guerra mondiale è scoppiata a causa della prima rivoluzione tecnologica. La seconda rivoluzione tecnologica ha causato la seconda guerra mondiale. E noi adesso stiamo vivendo la terza rivoluzione tecnologica: ci stiamo arrivando”.

“Lo sai quante volte siamo andati vicini alla terza guerra mondiale per colpa di uno stormo di anatre su un monitor? Lo sai cosa ha scatenato l’ultima guerra mondiale? Una polemica su quanti pali del telegrafo la Germania doveva ai suoi creditori di guerra! Pali del telegrafo!” – Joker in “Batman”

Elon Musk

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Elon Musk

Jack Ma non è il solo a sostenere che la tecnologia porterà alla terza guerra mondiale. In molti nel campo della tecnologia e dell’innovazione la pensano come lui.

Anche Elon Musk ha lasciato trapelare alcune teorie simili, riferendosi principalmente all’intelligenza artificiale, al machine learning e alla robotica: “Dovremmo insegnare a scuola alle nuove generazioni, non solo di cosa si tratta, ma anche a fare cose che le macchine non sono in grado di fare”.

Elon Musk è da diverso tempo che si batte fermamente per non far arrivare l’intelligenza artificiale allo stadio di coscienza.

Raggiungere la singolarità tecnologica sarebbe, infatti, un terribile errore. A questo punto, però, sorge una domanda ancor più complessa: stiamo ancora valutando una terza guerra mondiale dove entrambi i fronti sono composti da esseri umani?

Non solo aspetti negativi

Tuttavia questa volta la profezia di Jack Ma si è arricchita con particolari risvolti positivi. Probabilmente la tecnologia, se utilizzata attentamente, non è solamente un male, tutt’altro.

Secondo il CEO di Alibaba, infatti, le macchine intelligenti potrebbero rivelarsi essenziali per combattere il riscaldamento globale e l’inquinamento generato dai combustibili fossili.

La direzione negativa che ha preso il pianeta negli ultimi anni ci porterebbe a dimenticare gli antichi dissapori che portano ad un conflitto mondiale e ad unire le forze per salvarci.

Non sono un tecnologo…”, conclude, infine, Jack Ma, “…tuttavia ritengo che la tecnologia sia molto positiva per la società umana. Anche per questo penso che non essere malvagi oggi non sia sufficiente.

Tutti dovremmo fare cose positive per il bene del mondo in maniera attiva, e farlo per il futuro, credendo nei giovani di oggi”.

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