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Rilevati segnali radio provenienti dallo spazio profondo

Recentemente, il nuovo radiotelescopio CHIME, in Canada, ha intercettato 13 misteriosi segnali radio provenienti dallo spazio profondo, ben oltre la Via Lattea. In totale i segnali radio, di origine sconosciuta, registrati nel tempo sono stati 60, di cui due intermittenti, ripetuti nel tempo.

I segnali radio

I segnali sono i Fast Radio Burst (lampi radio veloci), segnali di appena pochi millisecondi. In tutto ne sono stati intercettati 60, la cui origine è sconosciuta, quel che è certo è che provengono dal di fuori della Via Lattea.

Di questi due sono intermittenti. Il primo, l’FRB 121102, è stato captato per la prima volta nel 2007 e sembra essersi originato in una piccola galassia nana, a tre miliardi di anni luce da noi.

Il secondo è l’FRB 180814, localizzato in una galassia a 1,5 miliardi di anni luce da noi. Quest’ultimo fa parte dei tredici segnali radio rilevati recentemente dal CHIME. Il segnale radio intermittente ha generato sei impulsi radio, della durata di pochi millisecondi ciascuno.

Il radiotelescopio CHIME

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Il radiotelescopio CHIME

Il CHIME (Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment) è un potentissimo radiotelescopio di nuova generazione.

Il radiotelescopio si trova in Canada, nella Valle di Okanagen, nella Columbia Britannica, ed è stato inaugurato nel 2017. Il gigantesco impianto del CHIME è composto da quattro antenne semi-cilindriche lunghe cento metri.

Tra Luglio ed Agosto 2018, in una sessione lunga tre settimane, il radiotelescopio ha captato i misteriosi tredici segnali radio. Ma lo strumento lavorava a regimi ridotti, durante i test, perciò ha raccolto una quantità di informazioni ridotte rispetto a quelle che sono le sue reali potenzialità.

Potenzialità davvero rilevanti se si pensa che in più di dieci anni erano stati rilevati meno di 50 segnali radio, mentre in appena tre settimane di operatività, il CHIME ne ha registrati già 13. E la struttura non è nemmeno ancora pienamente operativa.

Gli scienziati del CHIME

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Il radiotelescopio CHIME

Ad elaborare i dati raccolti la scorsa estate dal radiotelescopio sono stati gli scienziati dell’Università della Columbia Britannica, dell’Università McGill, dell’Università di Toronto e del National Research Council of Canada.

I dati raccolti hanno portato alla luce, quindi, il secondo segnale radio intermittente mai registrato nella storia. Ma non solo, gli altri dodici segnali radio, sono anch’essi abbastanza particolari.

La maggior parte dei Fast Radio Burst registrati fino ad ora, infatti, avevano una frequenza attorno ai 1.400 Mhz, mentre gli ultimi hanno una frequenza, in alcuni casi addirittura più bassa di 400 Mhz.

Ma il CHIME ancora non è a pieno regime, non appena sarà pienamente operativo, forse, sarà in grado di fornire una spiegazione sull’origine dei misteriosi segnali.

Una delle ricercatrici del CHIME, Deborah Good, ha così commentato lo studio e le potenzialità del radiotelescopio: “Siamo davvero entusiasti di scoprire cosa può fare il CHIME quando funziona a pieno regime. Alla fine dell’anno potremmo aver trovato altre 1.000 raffiche. I nostri dati metteranno la parola fine ad alcuni dei misteri degli FRB”.

Ipotesi sull’origine

Come detto l’origine dei segnali è ancora un mistero. Se ne conosce più o meno la collocazione spaziale, ma cosa li genera? Una frequenza così bassa, che lascia intendere una dispersione del segnale, fa pensare che esse provengono da aree dell’Universo con caratteristiche peculiari.

Le ipotesi a riguardo sono principalmente due. La prima pensa che derivino da una pulsar, una stella di neutroni con un fortissimo campo magnetico che gira a velocità incredibili.

La seconda, invece, presuppone la fusione tra due stelle di neutroni. Ma si pensa anche che i segnali hanno origine dai residui di una supernova o dalle parti del buco nero supermassiccio che si trova al centro tra le galassie.

Infine, proprio la peculiarità delle ultime scoperte, con frequenze così irrisorie, lascia pensare che l’origine non sia cosmologica ma artificiale.

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