Il Giappone testa il primo prototipo di ascensore spaziale

ascensore spaziale

Un must della fantascienza di vecchia data è l’ascensore spaziale, un velivolo dalle sembianze di un vero e proprio ascensore, il quale collega il suolo con lo spazio, arrivando a connettersi con le stazioni orbitanti.

I problemi riguardo alla realizzazione dell’ascensore spaziale

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Sono ormai anni che l’idea di realizzare un ascensore spaziale balena nelle menti di vari scienziati. Tale struttura ridurrebbe notevolmente costi e consumi, decisamente più alti con i razzi a propulsione.

Potrebbe essere un valido collegamento tra la Terra e la ISS o le altre stazioni orbitanti, trasportando uomini, mezzi ed attrezzature.

Potrebbe inoltre lanciare oggetti e veicoli spaziali fuori dall’orbita, abbandonando definitivamente l’utilizzo dei razzi.

Nonostante le implicazioni terrestri sono decisamente le più utili è molto più probabile che l’ascensore trovi impiego altrove. Su Marte, ad esempio, la gravità è pari al 40% di quella terrestre, ciò vorrebbe dire che il cavo che occorrerebbe per lanciare un oggetto in orbita marziana attraverso l’ascensore sarebbe nettamente più corto.

L’ascensore, idealizzato da scrittori e registi da diversi anni ormai, andrebbe studiato nei minimi dettagli. Abbastanza resistente e lungo decine di migliaia di chilometri, abbastanza da lanciare gli oggetti in orbita, ma anche abbastanza leggero da non collassare sotto il suo stesso peso.

Per poter far ciò la struttura dovrebbe essere realizzata in nano tubi di carbonio (proprio come il prototipo), ma gli studi hanno dimostrato che su una struttura di questa portata basterebbe anche solo un atomo fuori posto per far collassare tutto.

Ecco il primo prototipo

Dopo anni di ricerca ed ipotesi il Giappone ha finalmente realizzato il primo prototipo di ascensore spaziale, anche se in scala. Esso infatti è lungo appena 10 metri ed ha due satelliti cubici di 10 centimetri per lato posti alle due estremità del cavo, dove una piccola scatola motorizzata si muoverà avanti ed indietro.

È il progetto dell’Università di Shizuoka, in Giappone, ed il test avverrà in orbita, appena fuori dalla ISS, dove il prototipo è stato trasportato l’11 Settembre scorso. Il tutto verrà seguito da un team di scienziati che potranno monitorare i test grazie alle telecamere piazzate sui due satelliti.

Il test servirà a capire come replicare il prototipo su scala decisamente più grande senza correre rischi.

Il sogno di un vero ascensore spaziale

Secondo i realizzatori del prototipo saremmo in grado di disporre di un vero e proprio ascensore spaziale entro il 2050.

Un progetto che colleghi la Terra ad una piattaforma spaziale orbitante a 96.000 km dalla superficie. Riuscendo quindi a ricoprire un quarto della distanza Terra-Luna.

Questa struttura sarebbe in grado finalmente di portare i turisti nello spazio, con un dispendio economico notevolmente minore alle altre soluzioni pensate fino ad oggi.

Gli scienziati ipotizzano ad una struttura che sia in grado di trasportare circa 30 persone alla volta, senza contare attrezzature, mezzi e veicoli spaziali e satelliti che potrebbero essere lanciati in orbita od oltre, verso l’esplorazione spaziale.

Nonostante la funzionalità del prototipo ideato la realizzazione di un ascensore vero e proprio, non in scala, richiede valutazioni e tecnologie di cui forse ancora non disponiamo. Superato il problema del materiale che dovrebbero essere i nano tubi in carbonio, rimangono ancora molti interrogativi.

Mettiamo che l’ascensore sia in grado di viaggiare su e giù per il cavo ad una velocità di 200 km/h, esso impiegherebbe diversi giorni ad arrivare a destinazione.

Da non sottovalutare nemmeno sono il problema dei raggi cosmici e dei potenziali detriti spaziali che potrebbero entrare in collisione con esso.

I vantaggi

Il vantaggio principale dell’ascensore spaziale è senza dubbio quello economico.

Nonostante la realizzazione di una struttura di queste dimensioni in nano tubi di carbonio abbia dei costi esorbitanti (circa 70 miliardi di sterline), con il tempo sarà pienamente ripagato, rispetto ai costi che hanno continuamente i razzi.

Lo spazio, poi, sarebbe finalmente di facile accesso a tutta la popolazione terrestre.

Si eviterebbero tutti i pericolosi spostamenti per le attrezzature e gli equipaggi umani e i lanci esplorativi alla volta dello spazio sarebbero facili e veloci.

È dal 1800 che l’umanità sogna una struttura di questo tipo, dopo che l’ingegnere russo Konstantin Ciolkovskij lo ha immaginato per primo, dopo aver visto la Torre Eiffel. Chissà se questo sia l’inizio per poterlo realizzare.

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