TESS alla ricerca di esopianeti

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Alla ricerca di esopianetiTESS

Tutti ci ricordiamo di Kepler, il telescopio spaziale partito nove anni fa alla ricerca di pianeti che potessero ospitare la vita, all’interno della nostra galassia. Kepler è ormai prossimo alla pensione, ma la sua missione non è finita e la ricerca è ancora in corso, è per questo che è stato lanciato in orbita il suo successore, TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite).

Il lancio del satelliteTESS

Il lancio di Tess è avvenuto la notte del 19 Aprile, alle ore 00:51 (ora italiana), dalla Florida, quando lì il sole era ancora alto e le condizioni meteo ottimali hanno regalato un magnifico spettacolo. Il satellite è stato lanciato con un Falcon 9, razzo della SpaceX, ed è la prima volta che la NASA si affida ad un lanciatore privato per una loro missione scientifica. Il lancio è stato molto tranquillo, dopo due minuti e mezzo il satellite, ancora a bordo del Falcon 9 veniva spinto a 7000 km/h raggiungendo i 70 Km di altezza. Nel frattempo il primo stadio del razzo riatterrava dolcemente. Dopo 47 minuti il Falcon 9 rilascia il satellite Tess, dopo avergli dato l’ultimo slancio, portandolo ad oltre 10.000 km/h. Da qui Tess impiegherà due mesi per arrivare a posizionarsi nella sua orbita ad una quota di 400.000 km, non lontano dall’orbita lunare. In questi due mesi Il satellite orbiterà intorno al pianeta Terra solamente per cinque volte, ed anche una volta terminato il viaggio, la sua rivoluzione sarà contata in giorni e non in ore, proprio come per il nostro satellite naturale.

Il successo del Falcon 9 e le speranze per Tess

Come detto il primo lancio di un satellite NASA, commissionato ad un privato, è stato un successo, anche se il portavoce della compagnia spaziale di Elon Musk non è sembrato particolarmente colpito dall’esito positivo, ha infatti affermato che la missione non risultava essere troppo diversa da quelle commerciali che il razzo aveva già affrontato, e che in termini di performance, non risultava essere particolarmente sfidante per il Falcon 9. Nel frattempo la NASA era invece entusiasta per l’inizio della missione di Tess: “Siamo eccitati all’idea che TESS sia sulla buona strada per aiutarci a scoprire mondi che dobbiamo ancora immaginare, mondi che potrebbero essere abitabili o ospitare la vita. Non siamo mai stati così vicini a scoprire se siamo o meno soli nell’universo”, ha commentato Thomas Zurbuchen, amministratore associato della direzione missioni scientifiche della NASA a Washington.

Quando Tess inizierà a lavorare

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Approssimazione dell’esopianeta Proxima Centauri B

Dopo aver riacceso i motori per altre 6 volte, per potersi spingere fino alla sua orbita finale, ad un passo dalla Luna, Tess si posizionerà definitivamente nel suo punto d’osservazione, dove inizierà i suoi moti rivoluzionari attorno alla Terra, che avranno la durata di 13.7 giorni, ma il lavoro di ricerca degli esopianeti inizierà dopo circa sessanta giorni, passati a controllare che tutto funzioni come dovrebbe. La missione prevede la durata di due anni, la quale verrà però senza dubbio estesa. Nel suo periodo di vita Tess scruterà il cielo, grazie a quattro fotocamere quadrangolari, che gli garantiranno di poter osservare circa l’85% del cielo. Ogni due settimane il satellite si ritroverà nel punto più vicino alla Terra ed avrà circa due ore di tempo per scaricare tutte le immagini raccolte nei precedenti 13 giorni. Tess ha il compito di scrutare determinate stelle, rilevando i fenomeni denominati “transiti”, ossia il momento in cui un pianeta si frappone tra noi e la sua stella, con un effetto simile ad un’eclissi. Grazie a questo sistema è possibile individuare non solo la presenza di pianeti orbitanti attorno ad una determinata stella, ma anche le dimensioni di essi e la distanza dal proprio sole, inserendolo o meno nella fascia definita abitale (ovvero la zona dove il calore del sole non è troppo altro ne troppo basso, il giusto rapporto che garantisce la presenza di acqua allo stato liquido, indispensabile alla vita). Proprio grazie al metodo dei transiti, il predecessore di Tess, Kepler, è riuscito a confermare l’esistenza del 78% degli esopianeti teorizzati, i quali ammontano a circa 3700, ma si pensa ve ne siano molti di più, e spetterà a Tess scovarli.

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