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PayPal dice addio ai resi gratuiti

Dal 27 novembre il servizio resi gratuiti di PayPal non sarà più attivo.

La tranquillità del reso gratuito di PayPal viene meno, ma non la sicurezza sugli acquisti. Rimane immutato infatti il servizio di Protezione acquisti per tutti i clienti PayPal. Ma vediamo le differenze.

Il servizio di resi gratuiti permette, ancora per poco, il rimborso delle spese di spedizione del reso per gli articoli fisici e materiali acquistati con PayPal. Esiste un limite di richieste di rimborso annuali e, in caso di etichette prestampate, di dimensioni e peso del pacco da rendere.

In un mondo in cui lo shopping online è diventato la quotidianità, i resi sono fondamentali. Meglio se gratuiti. Se da una parte molte grandi aziende puntano proprio sull’assenza di costi nel rimandare indietro un oggetto, PayPal pare andare contro corrente.

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Il colosso del pagamento online ha deciso di eliminare una volta per tutte il rimborso delle spese di spedizione, a partire dal 27 novembre. Brutte notizie, quindi, per gli utenti di eBay e per chi compra direttamente dai siti.

Ma cosa implica davvero questa novità? Scopriamo insieme cosa sta accadendo.

PayPal e il servizio di reso gratuito

PayPal è conosciuto per essere il metodo di pagamento online più sicuro. Creando un conto sul sito è possibile tracciare il denaro in entrata ed in uscita nonché usufruire della protezione e del servizio clienti PayPal. Uno dei punti forti era sicuramente il servizio di reso gratuito.

Grazie a questo servizio era possibile richiedere delle etichette di reso gratuite per dei prodotti acquistati tramite PayPal che si volevano restituire. In alternativa, era possibile anche farsi rimborsare il costo della restituzione.

Resi gratuiti di PayPal
Il servizio di resi gratuiti permette, ancora per poco, il rimborso delle spese di spedizione del reso per gli articoli fisici e materiali acquistati con PayPal. Esiste un limite di richieste di rimborso annuali e, in caso di etichette prestampate, di dimensioni e peso del pacco da rendere.

 

In questo modo i clienti di PayPal potevano acquistare online senza temere costi aggiuntivi di reso in caso di ripensamento. Subito viene in mente eBay, ovviamente, dove i resi hanno sempre le spese di spedizione a pagamento, ma ci sono un’infinità di altri siti simili. Molti marketplace di medie dimensioni, infatti, accettano i resi, ma non prevedono rimborsi per le spese extra. Molti di questi e-commerce, anzi, si basavano proprio sulle condizioni di reso gratuito di PayPal.

Resi gratuiti PayPal fino al 27 novembre

La decisione, per quanto non ben vista dagli utenti, non arriva comunque all’improvviso. PayPal ha avuto modo di avvisare i propri clienti con diversi mesi di anticipo, permettendo così a chiunque abbia un conto sul sito di sfruttare il reso gratuito fino alla fine.

Se hai quindi qualcosa da rimandare indietro fallo al più presto, perché passate le 23.59 del 26 novembre 2022 non ti sarà più possibile.

Leggendo nella sezione FAQ ufficiale di PayPal si potranno fare i resi anche di nuovi acquisti, purché il tutto sia entro la data limite. L’unica limitazione è quella di essere già in possesso di un conto personale PayPal che ha attivato precedentemente il servizio. Attualmente, infatti, non accettano più registrazioni al programma di resi gratuiti.

Perché tolgono i resi gratuiti?

I resi gratuiti sono alla base del servizio di Amazon, forse una delle caratteristiche che più ci aiutano ad acquistare senza pensarci troppo. Ma non è l’unico. Zalando ne ha fatto il suo cavallo di battaglia e siti come Shein prevedono il reso gratuito anche fino a 45 giorni. Allora perché PayPal lo sta togliendo?

Resi direttamente al postino
Puoi restituire gratuitamente quasi tutti i prodotti spediti da Amazon. Con Zalando, invece hai la possibilità di sfruttare il reso gratuito fino a 100 giorni.

 

Evidentemente il team di supporto è ben al corrente che questa è la domanda principale, tanto che la inseriscono direttamente nelle loro FAQ. Al quesito “perché state ritirando i resi gratuiti?” rispondono:

PayPal aggiorna e sviluppa continuamente nuove funzionalità per i propri clienti. A volte alcuni servizi devono essere gradualmente eliminati nell’ambito di questi cambiamenti più grandi. Sappiamo quanto i resi gratuiti mancheranno ai nostri utenti.

E ora come si faranno i resi su PayPal?

Non si faranno. Dopo il 27 novembre non verranno accettate nuove richieste di reso gratuito e persino i link normalmente presenti nel profilo scompariranno.

Etichette di reso gratuito PayPal
Una delle opzioni per i resi gratuiti erano le etichette precompilate da PayPal. Sfruttando questo metodo era possibile inviare il reso senza aspettare il rimborso.

 

PayPal ci tiene però a precisare che non lasciano allo sbando gli utenti: altri servizi affini rimangono attivi. La Protezione acquisti, per esempio. Grazie a questa protezione, i consumatori che riscontrano un problema nel prodotto possono aprire una controversia entro 180 giorni dal pagamento.

Nella controversia sarà possibile dialogare con il venditore per cercare di trovare una soluzione. Se non ci doveste riuscire, il cliente potrà trasformare la controversia in reclamo e chiedere l’aiuto di PayPal che deciderà se ci sono gli estremi per un rimborso. Se il rimborso verrà approvato, PayPal rimborserà l’intero prezzo di acquisto e le spese di spedizioni originali.

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