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L’Italia in treno: alta velocità e hyperloop

L'Italia in treno

In tutta Italia ci lamentiamo sempre dei disservizi dei trasporti. Treni in ritardo o linee completamente assenti, non solo tra piccoli comuni, ma anche tra capoluoghi di provincia. Eppure siamo sicuri che stiamo messi così male? Possiamo effettivamente viaggiare da una parte all’altra del paese in treno, quanti nel mondo possono dire la stessa cosa? Non ci accorgiamo del cambiamento che lento e inesorabile ci sta travolgendo?

Forse non ce ne accorgiamo noi, ma nel mondo se ne stanno accorgendo, tant’è che l’Italia è risultata settima nella classifica mondiale delle nazioni con le migliori infrastrutture di treni ad alta velocità. Ma non è tutto. Sembra che il bel paese sia la prossima meta per la realizzazione di una tratta del supersonico treno hyperloop. Com’è e come sarà quest’Italia in treno?

Nella top ten dell’alta velocità

A stilare la classifica è stata la tedesca Omio, una piattaforma dove prenotare i viaggi in treno. Con i suoi 896 chilometri di linea ad alta velocità attivi l’Italia si posiziona al settimo posto nel mondo. La prima in Europa è la Spagna, che tutta via ci soffia il primato per una manciata di chilometri, con i suoi 904 chilometri d’alta velocità.

L'Italia in treno
L’Alta velocità in Italia

La prima della classifica al mondo è la Cina, con 30.000 chilometri di alta velocità. Ma c’è anche da dire che l’Italia è infinitamente più piccola della Cina e di moltissimi paesi del mondo e che quindi, in realtà, il nostro settimo posto vale forse molto di più.

Non risultiamo, inoltre, essere tra i migliori al mondo solo per i chilometri, ma anche per la velocità. La media nazionale si aggira sui 300 km/h, ma il record è stato toccato con i 394 km/h della tratta che va da Roma a Milano. I 580 chilometri che separano le due città più importanti della penisola vengono quotidianamente ricoperti in meno di 3 ore. In fatto di velocità ci attestiamo terzi al mondo, dopo Francia e Spagna.

Il treno hyperloop arriva in Italia

Hyperloop è il treno a cui lavora la TransPod a seguito di un progetto lanciato da SpaceX. Si tratta di treni a levitazione magnetica, composti da leggerissime capsule lanciate dentro un tubo tramite magneti, le quali sarebbero in grado di raggiungere i 1200 km/h. Il futuristico progetto potrebbe presto essere realtà in diverse parti del mondo. Si era parlato di una linea che collegasse Dubai ad Abu Dhabi, entro il 2020, e di un’altra che da Montreal raggiungesse Toronto, entro il 2030, ma nessuno pensava che il treno del futuro approdasse così presto anche in Italia.

Hyperloop in Italia
Il treno supersonico Hyperloop potrebbe arrivare presto in Italia

Invece, si pensa e si spera che sarà proprio così. Il progetto prevede di collegare le città di Bologna e Milano in appena 9 minuti. Attualmente occorre un’ora e mezza per coprire la tratta.

Il supporto dell’Italia

Sappiamo che la call lanciata da SpaceX era rivolta al mondo intero e quindi non c’è da stupirsi che nella realizzazione del treno supersonico spunti qualche italiano. È proprio da qui che nasce la cooperazione tra la TransPod e un gruppo italiano con sede al Politecnico di Bari.

In molti sperano che il progetto diventi presto realtà ma l’annuncio ufficiale non è ancora stato dato. “Entro fine 2019 insieme alle regioni interessate contiamo di annunciare due progetti di fattibilità per il nostro sistema di trasporto in Italia”, dichiara Gabriele Gresta, fondatore di Hyperloop Transportation Technlogies, una delle compagnie nate per rispondere alla sfida lanciata da SpaceX.

Il treno supersonico Hyperloop potrebbe arrivare presto in Italia
Hyperloop Transportation Technologies

Intanto in questi giorni Gresta è già in giro per l’Italia per incontrare diversi investitori pronti a credere nel suo progetto.

Hyperloop sarebbe davvero un buon investimento, Gresta ritiene che, mentre per ammortizzare i costi delle normali linee ad alta velocità occorrono 100 anni, per il treno supersonico bastano appena 8 anni. Questo perché produrrebbe più energia di quanta ne consuma. I tubi sarebbero, infatti, ricoperti di pannelli solari, dotati di impianti eolici e geotermici e, anche, l’energia generata dalla frenata potrebbe essere stipata e riutilizzata all’interno del sistema.

Il presente dell’Italia in treno è già risultato essere molto più roseo di ciò che si pensava, chissà se il futuro non sarà a dir poco brillante.

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