Soluzioni tecnologiche per combattere la dipendenza dalla tecnologia

dipendenza dalla tecnologia

Le nuove tecnologie sono nate per aiutarci nelle normali attività quotidiane. Smartphone, tablet, computer, internet, smartwatches, ecc, tutto per renderci la vita più semplice ed organizzata. Ma come ogni cosa può avere un rovescio della medaglia ed abusarne può portare a condizioni più o meno gravi. Al giorno d’oggi tutto viene sistemato, curato ed aggiustato con la tecnologia. Così come per qualsiasi altra malattia, disturbo o dipendenza, anche la dipendenza dalla tecnologia può essere combattuta con la tecnologia.

Potrebbe certo risultare un controsenso, ma finché funziona perché non usare tutte le comodità che ci vengono offerte?

Gli Irl Glasses

Cominciamo con la prima tecnologia che promette di liberarci dalla tecnologia, gli Irl Glasses. Questi speciali occhiali dispongono di lenti polarizzate che anneriscono gli schermi attorno a noi.

Gli occhiali funzionano con quasi tutti i televisori ed alcuni computer, ma non riescono ad oscurare gli schermi di smartphone e tablet. Per far ciò le lenti degli occhiali sono montate con una rotazione di 90°, così da bloccare i raggi luminosi provenienti dai display LDC e LED.

Gli occhiali però non funzionano con gli schermi OLED. Gli Irl Glasses, possono, inoltre, essere indossati come normali occhiali da sole.

Palm lo smartphone

Ecco qui un altro fortissimo controsenso: lo smartphone che vuole liberarci dalla dipendenza da smartphone. Stiamo parlando di Palm, un piccolissimo e leggerissimo smartphone.

È grande quanto una carta di credito e pesa appena 65 grammi, con uno schermo da 3,3 pollici. Questo curioso device, realizzato dalla compagnia Palm, che attualmente è di proprietà della Tcl, è collegato con il nostro smartphone vero e proprio.

Esso ci riporta i contenuti stessi che arrivano sul nostro telefono cellulare, ma filtrati. L’idea è, infatti, quella di dissuaderci dalla tentazione di controllare ogni cinque minuti social networks, e-mail, messaggi, ecc. Sul piccolo smartphone arriveranno solamente poche essenziali notifiche, senza darci la possibilità di controllare per intero l’applicazione.

Il funzionamento è molto simile a quello dello smartwatch, con un ideale però leggermente diverso: non vuole facilitarci l’accesso allo smartphone, ma rendercelo più complicato, così da disintossicarci da esso.

Le applicazioni per combattere la dipendenza dalla tecnologia

Infine, tra le soluzioni tecnologiche che promettono di curare la nostra dipendenza dalla tecnologia, non possono mancare una serie di applicazioni incentrate proprio su questo obiettivo. Le applicazioni che promettono di fare ciò sono numerose ed in continuo aumento, eccone alcune.

Forest

Forest è un’applicazione molto simpatica oltre che utile. Permette di piantare un albero e di vederlo crescere. Questo però avviene solamente per il periodo di tempo che non tocchiamo lo smartphone (tempo decisa precedentemente all’avvio dell’app).

Se tocchiamo lo smartphone prima dello scadere del tempo l’albero muore.

Offtime

Stesso principio anche per Offtime, e come lei molte altre. Anche qui si decide l’arco di tempo nel quale abbiamo deciso di non toccare lo smartphone.

Questo dopo aver completato un breve questionario sul perché abbiamo deciso di disintossicarci da esso. L’app silenzierà i social network, le chiamate ed i messaggi.

Digital Detox Challenge

Con questa app non solo oscuri il tuo smartphone per disintossicarti e rimanere concentrato su altro, ma entri nel vivo di una vera e propria sfida. Si parte dalla sezione facile, con appena 10 minuti di oscuramento, fino ad arrivare al “grand master”, in cui il telefono rimarrà nero per due giorni.

Ma superare la sfida non è un fattore solamente di onore, ma anche di portafoglio. Interrompere la sfida ha infatti un costo vero e proprio. Si tratta solamente di pochi centesimi, ma sembra comunque essere un ottimo incentivo per non arrendersi.

Social Fever

Infine ecco un app che al contrario delle altre non oscura lo schermo dello smartphone, ma ci lascia il libero arbitrio. Ci propone diverse attività da svolgere lontano dallo smartphone e dalle tecnologie in genere: camminare, ascoltare musica, leggere, ecc.

Nel corso della giornata monitora queste attività e le attività che invece svolgiamo con lo smartphone (social network, emails, ecc). A fine giornata, poi, ci fa il resoconto e ci dice se abbiamo speso bene il nostro tempo o meno.

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