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Chiesa 3.0 e il pulsante Preghiera su Facebook

La comunità religiosa arriva su Facebook

Abbiamo assistito, nell’ultimo anno e mezzo, un incredibile salto in avanti nella digitalizzazione delle nostre vite. Quello che si pensava sarebbe successo in un decennio almeno è successo in un anno, complice la pandemia ovviamente. Ogni aspetto della nostra vita si è convertito al digitale: il lavoro, l’istruzione, la vita sociale, la cultura.

Chiesa 3.0

Abbiamo assistito, nell’ultimo anno e mezzo, un incredibile salto in avanti nella digitalizzazione delle nostre vite. Quello che si pensava sarebbe successo in un decennio almeno è successo in un anno, complice la pandemia ovviamente. Ogni aspetto della nostra vita si è convertito al digitale: il lavoro, l’istruzione, la vita sociale, la cultura. Ma l’aspetto più insospettabile di tutti è la religione. Sì, perché anche la comunità religiosa si è dovuta adattare alle restrizioni imposte dalla lotta al Covid-19. E così molte chiese, comunità e organizzazioni religiose hanno scoperto il fantastico mondo del web. E sembra che non vogliano più lasciarlo. Oggi vogliamo parlare della Chiesa 3.0, che tra le tante novità e curiosità ha anche proposto un nuovo pulsante su Facebook: il pulsante Preghiera.

Messe e preghiere online

Le messe in diretta non sono, in realtà, una grande novità. In realtà le messe sono state tra le primissime dirette della televisione nazionale. Come l’omelia del papa la domenica mattina. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di diverso.

Messa online
La messa online in diretta streaming è stata la soluzione adottata dai fedeli in pandemia

A causa della pandemia, infatti, non ci si poteva più riunire in chiesa o nei luoghi di culto con la nostra piccola comunità religiosa. È così che molti parroci hanno pensato di utilizzare i canali social per continuare a stare accanto ai propri fedeli.

Molte piccole comunità avevano già da tempo una pagina Facebook, ad esempio. Ma forse non avevano pensato che potevano utilizzare il canale per trasmettere in diretta la messa della domenica e continua a riunirsi anche se le restrizioni non permettevano di farlo dal vivo.

Chiesa 3.0: l’esempio USA

Voliamo ora negli Stati Uniti d’America, perché è lì che le comunità religiose hanno sperimentato e azzardato di più, trasformandosi in una Chiesa 3.0.

Sono nati molti gruppi Facebook di chiese e piccole comunità religiose, composti per lo più dal vicinato e dalle stesse persone che incontriamo a messa la domenica. Ma molti gruppi sono più ampi e non per forza legati a una chiesa particolare, ma semplicemente uniti dalla fede.

Questi gruppi volevano sempre di più, ed è così che Facebook ha pensato di accontentarli.

Il pulsante Preghiera su Facebook

I fedeli americani hanno così potuto sperimentare in primis una nuova funzionalità di Facebook. La sua funzione è abbastanza semplice ed intuitiva, ed è strettamente legata alle pagine religiose di cui parlavamo prima.

Chiesa 3.o il pulsante preghiera su Facebook
Chiesa 3.0: Esempio di richiesta di preghiera su Facebook

All’interno di queste pagine tutti gli utenti iscritti possono chiedere alla comunità di pregare per loro. Al posto di “A cosa stai pensando” troveremo “Richiesta di preghiera”. Ed è lì che il fedele fa la sua richiesta agli altri membri della comunità.

In realtà conosciamo bene questo modus operandi su Facebook. Quante volte ci sarà capitato di imbatterci in un post con una richiesta di preghiera. Solitamente termina con “condividi per aiutare…” “metti un like”. Ma questa volta ad aiutare i fedeli ci sarà un nuovo pulsante, accanto al classico Like. Il pulsante “Ho pregato” farà sapere al diretto interessato che quell’utente ha pregato per lui.

Chiesa 3.0: Cosa ne pensa la comunità religiosa

Questa nuova funzione ha iniziato ad essere testata negli Stati Uniti ad ottobre 2020, dopo che quasi un anno di pandemia aveva segnato profondamente tutte le comunità religiose.

Chiesa 3.0
Tutto pronto per una messa in streaming

In molti ritengono che questa nuova forma di preghiera non può essere paragonata a una preghiera in presenza. Ma d’altronde questo nuovo approccio è stato dettato da un’emergenza sanitaria.

E c’è anche chi crede nella sua utilità e che pensa che il suo utilizzo possa perdurare ben oltre la fine della pandemia.

I rappresentati delle varie religioni sono entusiasti. “È uno strumento eccezionale per diffondere il Vangelo di Cristo e connettere tra loro i credenti, in particolar modo durante la pandemia”, afferma il reverendo Robert Jeffress, di Dallas. E anche cappellano mussulmano Adeel Zeb afferma che “i credenti dovrebbero supportare questa importante iniziativa”.

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