Il futuro di AMD tra CPU, GPU e semi-custom: il tutto con Zen

In occasione del proprio Financial Analyst Day AMD ha delineato quelle che saranno le novità attese tra 2015 e 2017 tra processori e GPU. Al centro di tutto la nuova architettura per processori x86 della famiglia Zen, attesa a rilanciare tanto le proposte per sistemi server come quelle destinate al mercato consumer. Per K12, il primo SoC ARM di AMD, il lancio è per il 2017

Zen e K12: il futuro delle CPU

Quello con il Financial Analyst Day è un appuntamento molto atteso per AMD, in quanto occasione per rendere pubbliche informazioni su quelle che saranno strategie e prodotti alla base dello sviluppo dell’azienda nel corso dei prossimi anni. Se il recente passato dell’azienda non è stato di certo caratterizzato da un successo di mercato, le aspettative per il futuro sono tutte rivolte alle nuove architetture di CPU delle quali già l’azienda americana ha fornito alcune informazioni preliminari.

Ci riferiamo a Zen, nome in codice della nuova architettura x86 destinata tanto ai sistemi server come a quelli desktop di fascia più alta, affiancata dalle proposte K12, nome in codice che identifica le soluzioni AMD basate su architettura ARM e destinate ai sistemi a più basso consumo come a tanti utilizzi negli ambiti server.

AMD

Ed è l’architettura Zen al centro delle presentazioni del Financial Analyst Day di AMD: completamente nuova rispetto a quella Bulldozer e derivati, promette un netto incremento dell’IPC cioè dell’Instruction per Core rispetto all’attuale generazione grazie all’utilizzo di un approccio SMT, Simultaneous Multithreading, in abbinamento a un core completamente ridisegnato e a un’architettura della cache ad elevata bandwidth e bassa latenza. L’utilizzo di tecnologia FinFET presuppone l’adozione di tecnologia produttiva a 14 oppure 16 nanometri, a seconda di quale sarà il partner produttivo; confermato il periodo di lancio sul mercato, l’anno 2016.

Meno dettagli sono quelli forniti su K12, il secondo nuovo core basato su architettura non x86 ma ARM. In questo caso il target di riferimento è quello dei sistemi server accanto alle soluzioni embedded, per le quali ricercare un connubio tra prestazioni velocistiche e contenimento dei consumi. A dispetto di quanto ci si poteva attendere AMD ha indicato il 2017 quale anno di disponibilità delle prime soluzioni basate su questa nuova architettura.

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Non mancano infine le novità per il 2015 e il 2016 anche dal versante GPU. In particolare per il 2016 è attesa l’architettura GCN, Graphics Core Next, con varie ottimizzazioni nella forma di un incremento del 100% dell’efficienza energetica complessiva e dell’utilizzo di tecnologia produttiva di tipo FinFET, anche in questo caso non specificata ma che potrebbe essere a 14 oppure 16 nanometri a seconda del partner produttivo.

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Ma la principale novità di AMD nel settore delle GPU riguarda l’utilizzo di HBM, High Bandwidth Memory, tecnologia che vedremo al debutto entro la fine del secondo trimestre 2015 con le prime schede video della famiglia Fiji e che permette di ottenere un tangibile incremento della bandwidth rispetto alle memorie GDDR5 con una contestuale riduzione dei consumi.

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Uno dei settori di successo per AMD negli ultimi anni è legato allo sviluppo di soluzioni semi-custom per clienti terzi; si tratta di chip SoC, che integrano quindi tutti i componenti del sistema, sviluppati abbinando tecnologie e proprietà intellettuali di AMD con tecnologie messe a disposizione dai produttori partner per i quali il prodotto finale viene sviluppato. Un esempio pratico sono i chip integrati nelle console Playstation 4 e Xbox One, entrambe sviluppate da AMD. La scelta di sviluppare un’architettura modulare è alla base del design che AMD ha sviluppato per i propri SoC: questo permette di applicare dei bulding block comuni per le parti più standard, introducendo componenti custom per quegli elementi del prodotto che devono adattarsi in modo specifico alle necessità del cliente per il quale il SoC è stato sviluppato.

Sarà il mix tra tipo e numero di core, architettura e complessità della GPU integrata, presenza di IP custom e integrazione di specifici acceleratori a definire le specifiche finali del prodotto, tutto in funzione del target d’uso per il quale questo sia stato sviluppato.

Fonte HWUpgrade.it

 

 

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