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Chrome OS su Mac

Google sta portando Chrome OS sui dispositivi Mac. In questo articolo vediamo come chi ha un dispositivo della mela potrà utilizzare un nuovo sistema operativo targato Microsoft.

Google sta portando Chrome OS sui dispositivi Mac. In questo articolo vediamo come chi ha un dispositivo della mela potrà utilizzare un nuovo sistema operativo targato Microsoft.

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Chrome OS Flex

Oggi, grazie a Chrome OS Flex, anche chi ha un Mac può utilizzare il nuovo sistema operativo della Microsoft. Per farlo basterà avere una chiavetta USB e in pochi secondi si potrà dare nuova vita al proprio dispositivo della mela.

Ma perché dare questa possibilità ai nostri dispositivi Macintosh? Scopriamolo insieme.

chrome os flex su mac
Da oggi anche Microsoft sarà su Mac grazie al nuovo sistema operativo Chrome OS Flex

Anzitutto perché allungare la vita dei nostri amici laptop, tablet e pc è diventata una vera esigenza. In vista anche della crisi dei componenti elettronici, vista la pandemia che ci ha insegnato quanto sia importante avere un pc in casa durante lunghi periodi in cui non si può uscire, ecco che diventa importante avere dispositivi aggiornati.

Più che aggiornati, diciamo pure multitasking, ovvero che possano lavorare su più piattaforme. Ecco perché Google ha pensato di creare un sistema per mettere Microsoft anche sui Mac. Lo farà grazie a Chrome OS Flex ed inizialmente sarà attivo per aziende e scuole.

L’idea…

Alla base di questa idea c’è anche il fattore riciclo: infatti, Chrome OS Flex è progettato per funzionare sui vecchi PC Microsoft e sui vecchi Mac ricondizionati.

chrome os flex su dispositivi ricondizionati
Chrome OS Flex nasce per uffici e scuole. Verrà installato gratuitamente tramite chiavetta per recuperare i PC vecchi

Un sistema operativo che può essere installato in pochi minuti e che è identico nell’interfaccia a Chrome OS – già presente su tutti i Chromebook in commercio. La novità è che è collegato a CloudReady, ovvero la soluzione ideata da Neverware per scambiare dati da dispositivi nate da case madri diverse.

Il nuovo sistema operativo

Vediamo nel dettaglio come nasce Chrome OS Flex. Anzitutto questo nuovo sistema operativo è costruito sulla base di un codice di rilascio Chrome OS. Questa volta però è “Flex” perché la risposta hardware è flessibile, ovvero si adatta alla tipologia di computer su cui viene installato.

Nasce già nel 2020 quando appunto Google acquista Neverware. Questa azienda aveva già creato CloudReady che tramite una chiavetta USB su cui era installato poteva appunto passare i dati da un dispositivo Mac ad uno Microsoft e viceversa.

Negli ultimi anni, questo sistema è stato rivisto in modo che potesse coadiuvare l’azione di Chrome OS per renderlo Flex.

Un sistema “cloud-first”

Questo nuovo sistema operativo è di facile installazione e questo lo si è visto nei paragrafi precedenti. Sarà anche veloce? Assolutamente si!

chrome os flex per una super condivisione
Questo nuovo sistema operativo nasce per creare connessione tra dispositivi di case madri diverse e per proteggere i propri PC da attacchi di phishing

Si tratta di un software gratuito, completamente compatibile con tutti i cloud e i dispositivi in commercio. La sua forza sta proprio nel fatto che è il primo “cloud antivirus free”, ovvero non ha bisogno di antivirus, perché si aggiorna regolarmente.

Questa caratteristica gli permette di rendere il vostro PC protetto da ransomware, spam e phishing. Tra l’altro le applicazioni funzionano nel cloud e poi riportano i dati sul PC. Questo permette al PC di non essere la prima base e quindi di essere due volte protetto da attacchi hacker.

C’è un’ultima importante novità…

Il responsabile della rete può far sì che non si perdano i dati del dispositivo. Infatti, Chrome OS Flex permette di riportare i dati sul CloudReady in chiavetta e di salvarli in una cartella criptata che potrà essere aperta solo dall’utente che l’ha creata con una chiave speciale.

Un modo tutto nuovo per non smarrire le proprie cose importanti, nascondere ciò che non si vuole far vedere al resto della famiglia o ancora per non farsi rubare l’identità digitale.

 

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