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Vacanze sicure con le app di contact tracing

Nascono SiciliaSiCura e Sardegna Sicura

Le applicazioni di contact tracing per viaggiare

Sono ancora pochi ad avere installato l’applicazione per il contact tracing Immuni pubblicata solo da qualche giorno sugli app store. E mentre si muovono le prime critiche, fondate o meno, sull’app che dovrebbe aiutare a contenere i contagi in Italia, le singole regioni cercano di proteggersi dall’ondata di turisti che sta per arrivare in questi prossimi mesi estivi per garantire vacanze sicure.

Forse spaventati all’idea di ritrovarsi con nuovi focolai, le regioni più turistiche italiane sono corse ai ripari. Dalla Sardegna che addirittura cerca di sorvegliare gli ingressi con registrazioni online e richiesta di certificati di buona salute, alla Sicilia di più di larghe vedute che propone un’applicazione che sia di aiuto a coloro che non risederono sull’isola.

Le vacanze sicure in Sardegna

Inizialmente la Sardegna aveva vagliato l’ipotesi di controllare gli ingressi sull’isola richiedendo un passaporto sanitario con tanto di autocertificazione sulla propria condizione fisica. Quest’idea poi ha avuto un momento di stallo dovuto alle molte polemiche ricevute a riguardo. Poi però il presidente della regione Christian Solinas ha fatto ripartire l’iniziativa e così il passaporto sanitario è diventato obbligatorio per i voli privati. I turisti dovevano  fornire quindi un certificato di avvenuto test negativo per il virus, non più di 5 giorni prima della data di arrivo.

vacanze sicure
Il vademecum redatto dalla Sardegna per garantire vacanze sicure

Ma al momento della fase 3 ufficiale il passaporto sanitario sparisce, viene attualmente richiesta un autocertificazione sul proprio stato di salute compilando un questionario online. Bisognerà quindi dire se si è entrati in contatto con casi sospetti o certificati, se si ha sintomi influenzali e se si è stati in viaggio nei 40 giorni precedenti all’arrivo sull’isola.

Dal 5 giugno al 12 giugno è possibile riempire il questionario direttamente in aeroporto o all’imbarco della nave. Mentre dal 13 giugno al fine di monitorare ingressi e permanenze, così sostiene Solinas, bisognerà scaricare l’app di contact tracing anche se in teoria non è obbligatorio.

L’applicazione oltre a permettere l’ingresso facilitato in regione invierà i dati al sistema regionale per il triage. Ma salverà anche il tracciamento degli spostamenti così che, in caso di contagio, si possa risalire facilmente ai possibili contagi collaterali.

L’app per turisti e non solo: SiciliaSiCura

Disponibile dal 5 giugno SiciliaSiCura permetterà di aggiornare il proprio stato di salute e di avere un contatto diretto con il Sistema Sanitario Regionale in caso di sintomi.

Non una vera e propria app di contact tracing quindi, anche se non ricalca appieno il modello di immuni, ma è più un ponte per parlare subito con i medici, pensata sopratutto per i turisti.

vacanze sicure
L’app per avere subito un’aiuto quando si è in viaggio in Sicilia

Ogni segnalazione di sintomi è inviata alla centrale dell’Unità Sanitaria di Continuità Territoriale Turistica. I pazienti sospetti Covid-19 saranno invece dirottati all’Azienda Sanitaria Provinciale competente nella zona dello stesso.

I dati rilevati rimarranno nella memoria del sistema dell’applicazione per 16 dopo che il turista ha lasciato l’isola. Non avendo funzioni aggiuntive, si pone come un’applicazione che integra il sistema di Immun. E aiuta così sopratutto i turisti a essere curati in caso di bisogno e garantire vacanze sicure.

Il contact tracing fuori dall’Italia

Ma non è tutto, anche molti paesi europei stanno realizzando applicazioni analoghe per cercare di tracciare i nuovi contagi. Il problema che sorge però è capire se davvero queste applicazioni saranno interoperabili come richiesto dalle linee guida della Commissione europea.

Si spera poi che la necessità di installare più di un’app di tracciamento (sopratutto per chi per lavoro si deve spostare molto) non faccia sì che si verifichino dei problemi di tutela della privacy.

Oltre al fatto che tra app nazionale, regionale ed europee c’è il rischio di ritrovarsi in un caos di programmi, che magari non saranno neanche aggiornate al momento opportuno risultando così inefficaci.

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