RemoveDebris: il cacciatore di rifiuti spaziali

RemoveDebris

L’umanità come sempre lascia dietro di sé una scia di rifiuti, sul pianeta e fuori di esso. Ma c’è chi d’altro canto una soluzione per rimediare a ciò vuole trovarla, ed è per ciò che nasce RemoveDebris: il cacciatore di rifiuti spaziali.

L’umanità è da sempre che si domanda cosa ci sia oltre la volta celeste del nostro pianeta. Da diversi anni, ormai, le missioni spaziali aumentano progressivamente, spingendosi sempre un po’ più in là, scoprendo qualcosa di nuovo, inventando qualcosa di nuovo.

Ma c’è un rovescio della medaglia, che fine fanno tutti i satelliti, le sonde ed i mezzi che terminata la loro missione vengono mandati in pensione? Quante volte si è sentito parlare di tutti quei rifiuti spaziali in orbita o fuori, nello spazio infinito. Quanti hanno pensato che prima o poi ciò sarebbe diventato un problema?

I rifiuti spaziali

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I rifiuti spaziali non sono solo brutti a vedere, o da pensare, se ad occhio nudo non si vedono. Non sono nemmeno così inquinanti, fuori dall’atmosfera non si deterioreranno praticamente mai.

Ma sono pericolosi, potrebbero uscire fuori dalla loro orbita attorno al pianeta e schiantarsi su di esso, o sulle stazioni spaziali funzionanti.

Come il problema di poco meno di un mese fa riscontrato sulla ISS, potrebbe essere stato un meteorite questa volta, ma non è escluso che ciò possa capitare con piccoli detriti spaziali di vecchie missioni.

Potrebbe essere un problema nella realizzazione di future missioni spaziali, le quali dovrebbero trovare una soluzione per evitare di imbattersi nei rifiuti, come ad esempio per l’ascensore spaziale.

Ed i rifiuti spaziali aumentano sempre più, missioni finite ed abbandonate a sé stesse nello spazio, come Starman, che chissà quando, un giorno, tornerà sul pianeta Terra.

Non sappiamo nemmeno quanti siano i detriti attualmente in orbita, il solo Space Surveillance Network Americano tiene sotto controllo circa 8.000 rifiuti spaziali, i quali arrivano a viaggiare anche ad una velocità di 27.000 km/h.

Nasce RemoveDebris

RemoveDebrisÈ per questo e per molti altri motivi ancora che nasce RemoveDebris, un satellite spazzino che acciuffa i rifiuti spaziali al volo. RemoveDebris è un progetto dell’Università di Surrey, nel Regno Unito, coordinato da Guglielmo Aglietti.

Il satellite ha raggiunto l’orbita terrestre già lo scorso Aprile, a bordo del razzo di SpaceX Falcon9. RemoveDebris è entrato in missione, portando brillantemente a termine il primo  test il 16 Settembre scorso.

Il primo test

RemoveDebris ha brillantemente agganciato nella sua rete CubeSat, a circa 300 km da Terra. CubeSat non è un vero detrito spaziale, ma un valido aiutante nell’esperimento. Lo stesso RemoveDebris, infatti, ha sganciato un piccolo satellite, il quale si è gonfiato raggiungendo le dimensioni di un vero rifiuto spaziale e, a circa 6 metri di distanza, il satellite spazzino è entrato in azione.

Il rifiuto è stato inglobato nella rete come previsto e, secondo i calcoli, dovrebbe distruggersi al suo rientro in atmosfera, tra un paio di mesi. Il primo test svolto aveva lo scopo di provare l’efficienza della rete stessa e del lancio di essa, ma in futuro potrebbero essere aggiunti piccoli propulsori che accelereranno il rientro dei detriti.

I prossimi test

La rete non è la sola meraviglia di RemoveDebris, nelle prossime settimane, Aglietti e tutto il suo team, saranno concentrati nello svolgere ulteriori test. Il prossimo esperimento, che dovrebbe avvenire a breve, prevede il lancio di un ulteriore finto detrito spaziale, che verrà arpionato dal satellite, così da impedirgli di andare in giro attorno alla Terra.

L’ultimo esperimento, invece, vedrà purtroppo la fine di RemoveDebris stesso, in quanto sarà lui stesso a simulare un detrito spaziale. Azionando una vela, RemoveDebris rallenterà la sua corsa, costringendosi ad un rientro forzato in atmosfera, dove verrà disintegrato dalla stessa.

Terminato l’esperimento, nel giro di qualche mese, verrà lanciato un nuovo RemoveDebris, o forse più di uno, che andranno a caccia di veri detriti spaziali. Il sacrificio di questo piccolo satellite spaziale, quindi, sarà ricompensato se tutto dovesse andare come previsto.

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