Gmail GO: ecco il nuovo servizio pensato da Google per Android

Seguendo le orme di Facebook, che in passato ha lanciato la versione “light” della sua app, anche Google ha deciso di supportare gli smartphone meno performanti attraverso Gmail GO, una versione più snella della classica messaggistica. Nel nostro articolo abbiamo deciso di analizzare le differenze tra le due app ed elencare le caratteristiche tecniche di quella “minore”.

Tutte le caratteristiche della messaggistica “light” di Google

Gmail GO si rivolge in particolar modo a tutti coloro che dispongono di uno smartphone con Android 8.1 o superiore, divenendo molto utile perché tutti i messaggi in entrata o in uscita sono gestibili praticamente come nella Gmail a cui tutti siamo abituati. Tale versione consente agli utenti di gestire in simultanea più email, eliminarle o archiviare in maniera molto semplice proprio come eravamo abituati a fare fino a questo momento. Aprendo una determinata email è possibile eliminarla direttamente, segnalarla come spam, rispondere, insomma tutte le funzionalità della versione classica. L’unica differenza consiste nell’assenza della foto profilo, ma è una sottigliezza banale a cui si può benissimo rinunciare. La caratteristica fondamentale di Gmail GO è il suo peso, ovvero 9,50 MB contro i 20,60 di Gmail, dunque circa la metà di quest’ultima. Le altre funzionalità sono quelle standard: supporto ad account multipli, visualizzazione in formato conversazione, allegati, notifiche push per i nuovi messaggi, gesti per eliminare o archiviare mail tramite “swipe” laterale nonché la messa in evidenza dei messaggi provenienti da amici e familiari. Secondo l’azienda, inoltre, Gmail GO permette anche di ottenere una casella di posta elettronica pulita grazie al bloccaggio delle mail spam e oltretutto permette anche di avere 15GB di spazio di archiviazione gratuito per le mail ricevute.

Il futuro di Google Assistant

Sempre per restare in tema Google, in occasione del MWC 2018 di Barcellona la nota Compagnia ha annunciato che entro la fine dell’anno l’assistente virtuale sarà disponibile in oltre 30 lingue e raggiungerà il 95 per cento degli smartphone Android idonei a livello globale. Dalla settimana prossima, inoltre, negli Stati Uniti sarà possibile usare le prime sei routine su smartphone e Google Home. Si tratta di una serie di azioni che vengono attivate automaticamente da un singolo comando vocale; erano state annunciate lo scorso ottobre. Per esempio, dicendo “Hey Google, sono a casa” Assistant potrebbe accendere le luci, portare all’attenzione dell’utente eventuali promemoria condivisi con la famiglia, e avviare la riproduzione della musica preferita. Google ha anche parlato di un programma che permetterà ai produttori hardware di costruire interazioni personalizzate e più profonde con Assistant. Quest’ultimo si prepara a ricevere diverse nuove funzionalità degne di nota: in particolare, sarà in grado di rispondere a comandi vocali in più lingue in contemporanea. Inizialmente le lingue supportate saranno inglese, francese e tedesco; altre si aggiungeranno nel tempo. Sarà inoltre possibile sfruttare hardware particolari di uno smartphone, garantire il riconoscimento di “Hey Google” anche a dispositivo in standby, sfruttare i coprocessori AI personalizzati e molto altro. I primi frutti di questo programma si vedranno “presto” grazie a LG, Sony e Xiaomi. Il programma dedicato agli operatori di rete permetterà agli utenti di gestire, ampliare e ricevere supporto tecnico sul loro abbonamento telefonico attraverso Assistant. Tra gli operatori che stanno già lavorando a questa nuova esperienza d’uso figura anche Vodafone; altri si aggiungeranno presto. Google ha inoltre dichiarato che gli attuali problemi tecnici andranno via via a scomparire: “Abbiamo lavorato a stretto contatto con i produttori Oem per portare le funzionalità di Assistant sui loro telefoni Android. Questi sforzi congiunti permetteranno una maggiore integrazione, sfruttando la comprensione del linguaggio naturale e le interfacce conversazionali dell’assistente“. Insomma, si prospetta un 2018 ancora più dominante per la nota Compagnia californiana fondata nel 1998.

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