Caso Yahoo: gli USA accusano la Russia

Il fatto che Yahoo abbia subito un attacco informatico è una notizia che, senza dubbio, lascia abbastanza perplessi. Ciò che più colpisce, però, è che i presunti responsabili di questo atto illecito, sarebbero gli 007 russi.
Ad affermarlo è stato il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, secondo il quale, i protagonisti sarebbero due hacker e due spie, mobilitate dal governo russo.
Queste accuse, tuttavia, non sono ancora state confermate e si attendono sviluppi interessanti per comprendere, in pieno, cosa sia successo e se, effettivamente, la Russia sia coinvolta in qualche modo.

I danni subiti da Yahoo

L’entità dei danni subita da Yahoo non è stata ancora quantificata in maniera precisa, anche se, è possibile stabilire una stima abbastanza approssimativa.
Nello specifico, si tratterebbe di circa 500 milioni di account rubati, numeri assolutamente da capogiro.
La cosa più incredibile e grave, però, è che tra questi milioni di account erano presenti moltissimi di proprietà di personaggi ed esponenti del governo degli Stati Uniti, così come personalità diplomatiche e di spicco.
I motivi alla base di questo attacco, pertanto, sono stati individuati in ragioni politiche ed economiche volte a realizzare una campagna di vero e proprio spionaggio.
Una situazione, in ogni caso, gravissima che posto in una situazione di allerta gli sviluppatori della piattaforma, i quali si sono dichiarati assolutamente sconvolti dall’accaduto.

Gli accusati

Come già accennato, i responsabili di questo attacco ai danni di Yahoo, sono stati individuati in due spie e due hacker russi.
Nello specifico, i loro nomi sono: Dmitry Alecksandrovich Dokuchaev, Igor Anatolyevich Sushchin, Alexsey Alexseyevich Belan e Karim Baratov.
I quattro sono accusati di pirateria informatica e hackeraggio, accuse gravissime che prevedono sanzioni disciplinari molto severe.
Secondo quanto dichiarato da agenti di FBI e Dipartimento di Giustizia, ai cyber-criminali, in cambio dei loro servizi, era stata offerta la totale immunità per i loro reati precedentemente commessi e, addirittura, la possibilità di utilizzare a proprio vantaggio alcune delle informazioni ricavate da questo attacco come, numeri di carte di credito e bancarie.
Una situazione realmente cinematografica che ha rischiato di far sprofondare nel caos gran parte del “popolo” online.
Ciò che è apparso evidente, inoltre, è l’elevata vulnerabilità di piattaforme rinomate e, in teoria, sicure come Yahoo.

La posizione della Russia

Dopo le accuse mosse dagli Stati Uniti, non è tardata ad arrivare, naturalmente, la risposta del governo russo.
In particolare, la Russia ha accolto con assoluto stupore l’accaduto, in quanto rappresenta uno scenario assolutamente inaspettato.
Le dichiarazioni sono state molto forti: “Situazioni del genere non fanno altro che marginalizzare l’immagine della Russia sia negli Stati Uniti che nel mondo”.
Quanto espresso evidenzia una chiara volontà, da parte del governo, di attuare un processo di rivalutazione di tutto quello che è il pensiero collettivo nei confronti proprio della Russia.
In più di un’occasione, infatti, questo Paese è stato messo a centro dei riflettori per scandali o presunti tali legati all’hacking e a cyber-crimini non sempre dimostrati.
Questo non ha fatto altro che creare un’immagine sempre più negativa e distorta che, però, non sempre corrisponde al vero.
I problemi per la Russia, tuttavia, non finiscono qui.
A quanto pare, infatti, non è solo il Governo degli Stati Uniti ad essere stato preso di mira nel corso di questa operazione.
Pare che anche un’azienda di trasporti francese e un’azienda svizzera che si serve dei Bitcoin siano state spiate in più di un’occasione.
Di sicuro questo non contribuisce a migliorare la situazione ma, anzi, la peggiora sensibilmente.