Broadcom vuole acquisire Qualcomm: tutti i dettagli sull’offerta miliardaria

Broadcom

Broadcom Corporation, azienda statunitense fondata nel 1991 ed operante nel settore dei circuiti integrati e delle reti di comunicazione, ha avanzato negli ultimi giorni un’offerta mastodontica: ben 130 miliardi di dollari per acquisire Qualcomm, società che negli anni 2000 è cresciuta sia a livello economico che per notorietà grazie all’ingresso nel mercato dei processori, basati su architettura ARM.

Nel nostro articolo, dunque, abbiamo voluto raccogliere tutti i dettagli di quella che potrebbe essere la mossa commerciale più grande nella storia dell’hi-tech, e di tutte le conseguenze che ne potrebbero derivare, soprattutto a livello di antitrust.

Broadcom acquisterà Qualcomm: ecco i dettagli sull’offerta miliardaria

A riportare la notizia dell’offerta ci ha pensato CNBC, canale americano dedicato al mondo dell’economia, secondo cui Broadcom avrebbe lavorato da mesi a questa proposta, nonostante il netto rifiuto ottenuto lo scorso anno. La società di Samueli e Nicholas, infatti, aveva già provato a comprare Qualcomm prima che questa finalizzasse l’accordo con Nxp Semiconductors, ma il tutto non andò a buon fine. Broadcom ci riprova, mettendo questa volta sul piatto ben 130 miliardi di dollari, ovvero 70 dollari per azione in cash and stock, di cui la parte in contanti rappresenterebbe il 75% del totale. Se l’affare andasse in porto, Broadcom andrebbe a conquistarsi la leadership tra i fornitori di chip per l’industria delle comunicazioni mobili, un segmento in cui è rimasta indietro e dove Qualcomm è invece una specialista. A fusione avvenuta, dunque, si formerebbe il terzo più grande gruppo mondiale del settore, dietro solamente Intel e Samsung.

L’offerta, al momento, non ha stimolato l’interesse di Qualcomm, che l’ha percepita come un colpo basso finalizzato a sfruttare il momento di debolezza della società impegnata a fronteggiare la lunga battaglia legale con Apple e a sostenere in prospettiva l’acquisizione di Nxp ancora sotto lo scrutinio dei regolatori europei. Tale offerta, inoltre, non terrebbe conto del potenziale della società soprattutto sul fronte delle reti 5G, su cui sta investendo, da realizzarsi entro il 2020. Non appena i rumors sulla possibile acquisizione si sono diffusi a Wall Street, le azioni di entrambe le società sono aumentate rispettivamente del 2,3 e del 2,18%.

Broadcom e Qualcomm
Broadcom e Qualcomm

Broadcom e Qualcomm: problemi di anitrust all’orizzonte?

L’idea del possibile megamerger tra i due colossi ha subito attirato l’attenzione delle autorità antitrust, le quali vorranno sicuramente passare a un severo vaglio questa offerta. Le due società americane sono leader anche nella produzione di Wi-Fi e Bluetooth, e Qualcomm è già stata presa di mira dalle autorità in diversi paesi, tra cui la Cina, la Corea del Sud, il Taiwan e gli Stati Uniti. Nel mese di gennaio 2017, infatti, la Federal Trade Commission ha presentato una denuncia alla Corte federale della California accusando Qualcomm di detenere un “monopolio illegale nei processori di banda che sono i dispositivi che consentono le comunicazioni cellulari nei telefoni e in altri prodotti“. La politica di Qualcomm è quella di rifornire i processori solo nel caso in cui le compagnie produttrici di cellulari concordano con “i termini preferenziali sulle licenze” del brevetti suggeriti dall’azienda stessa.

Nonostante questi problemi legali, l’accordo potrebbe risultare estremamente convincente per gli azionisti di entrambe le aziende, ha dichiarato il presidente e CEO di Broadcom, Hock Tan, attraverso un comunicato stampa, perché insieme le due aziende sarebbero capaci di operare su ampia scala e con un portafoglio di prodotti più ampio. Quest’ultimo ha poi sottolineato: “Non faremmo questa proposta se non fossimo sicuri che i nostri clienti globali apprezzeranno l’operazione“, chiedendo anche al presidente americano Trump una sponda politica per combattere le resistenze delle autorità di Pechino, dal momento che sia Broadcom sia Qualcomm hanno una forte presenza sul mercato cinese.

Donald Trump

In attesa di scoprire se l’affare del secolo andrà in porto, vi ricordiamo che negli ultimi sei anni ci sono state ben 11 acquisizioni, con protagonisti tutti i big del settore, tranne Intel. La Avago di Hock Tan è stata la più dinamica, poiché nel dicembre 2013 ha comprato la Lsi  per 7 miliardi di dollari e nel maggio 2015 l’americana Broadcom per ben 37 miliardi.  Vedremo se riuscirà a compiere il grande balzo, dunque, soprattutto adesso che lo sviluppo tecnologico sta spingendo verso la concentrazione tra aziende con diverse specializzazioni produttive.

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