TECNOLOGIA, SCIENZA E CULTURA DIGITALE
Agency ↗Shop ↗
Enkey MagazineLE IDEE CHE CAMBIANO IL MONDO
Prima pagina / Scienza
Scienza

La scienza della riconsolidazione della memoria

·

come funziona la memoria umana

Siamo soliti immaginare la nostra memoria come un immenso archivio digitale o una videoteca ben organizzata. Quando vogliamo rievocare un ricordo, crediamo di accedere a un file archiviato nel cervello, di riprodurlo sullo schermo della nostra mente e di rimetterlo a posto, esattamente com’era.

Le moderne neuroscienze hanno dimostrato che questa visione della memoria è del tutto falsa.

Il cervello non funziona come un disco rigido. La memoria non è una registrazione statica impressa nella pietra, ma un processo dinamico e costantemente modificabile. Ogni volta che riportiamo alla luce un ricordo, non stiamo semplicemente leggendo il passato: lo stiamo attivamente modificando e riscrivendo. Questo fenomeno biologico prende il nome di riconsolidazione della memoria.

 

Come nasce un ricordo?

Per capire perché i nostri ricordi cambiano nel tempo, dobbiamo osservare come le informazioni vengono salvate nei nostri neuroni.

Quando viviamo un evento per la prima volta, il nostro cervello avvia un processo chiamato consolidamento. I neuroni formano nuove connessioni sinaptiche attraverso segnali elettrici e chimici, stabilizzando la traccia dell’evento nell’ippocampo e nella corteccia cerebrale. Una volta consolidato, il ricordo si stabilizza.

Tuttavia, quando a distanza di tempo decidiamo di “riaprire” quel file, accade qualcosa di straordinario. Il ricordo torna a essere chimicamente instabile.

Nel momento stesso in cui ricordiamo un evento, le connessioni neurali che lo custodiscono si sbloccano e diventano temporaneamente plastiche. In quel breve lasso di tempo, la traccia mnestica è estremamente vulnerabile ed è soggetta a essere alterata dal nostro stato emotivo presente, dalle nuove informazioni acquisite e dal contesto in cui ci troviamo.

come funziona la memoria umana

 

Il processo di “riconsolidamento”

Una volta che il ricordo è stato richiamato ed è tornato allo stato plastico, il cervello deve compiere un secondo passaggio: il riconsolidamento. Per salvare di nuovo l’informazione nel cervello, i neuroni devono sintetizzare nuove proteine e ricreare la traccia sinaptica. Il problema è che il cervello non salva la versione originale del passato, ma salva la versione che hai appena rievocato, integrando le alterazioni avvenute durante il richiamo.

Se mentre ricordi un evento triste ti trovi in un ambiente sereno o stai vivendo uno stato d’animo felice, il tuo cervello mescolerà queste due sensazioni. La volta successiva che rievocherai quell’evento, lo troverai meno doloroso, perché avrai salvato sopra la versione originale la sovrascrittura emotiva della volta precedente. In parole semplici: più spesso ricordiamo un evento, più ci allontaniamo dalla realtà di ciò che è accaduto davvero.

 

I falsi ricordi

Questo meccanismo spiega perché due persone che hanno vissuto insieme lo stesso episodio (ad esempio due fratelli che ricordano un fatto dell’infanzia) possano avere memoria di dettagli completamente opposti, ed essere entrambe assolutamente convinte di dire la verità.

Il fenomeno del riconsolidamento è stato dimostrato con esperimenti straordinari dalla psicologa e neuroscienziata Elizabeth Loftus. Inserendo suggerimenti verbali o immagini modificate durante la rievocazione di un fatto, i ricercatori sono riusciti a impiantare falsi ricordi nella mente dei partecipanti, portandoli a ricordare con estrema ricchezza di dettagli eventi mai accaduti (come l’essersi persi in un centro commerciale da piccoli).

come funziona la memoria umana

 

Perché il cervello usa questo sistema imperfetto?

A prima vista, la riconsolidazione potrebbe sembrare un difetto di progettazione del nostro sistema nervoso. Perché la natura ha evoluto un sistema di memoria così poco preciso e incline all’errore?

La risposta è l’adattamento. Se la nostra memoria fosse rigida come un hard disk, non potremmo imparare dagli errori né aggiornare le nostre conoscenze in un mondo in continua evoluzione. La riconsolidazione serve al cervello per:

  1. Aggiornare i dati: integrare nuove informazioni utili a quelle vecchie (ad esempio, capire che un luogo un tempo pericoloso ora è sicuro).
  2. Superare i traumi: permettere alle terapie psicologiche di “riscrivere” l’impatto emotivo di ricordi traumatici, alleviando la sofferenza.

La nostra memoria non è una macchina fotografica puntata sul passato, ma un laboratorio di narrazione sempre aperto. Non ricordiamo le cose come sono successe: ricordiamo l’ultima volta che le abbiamo ricordate.

Autore: Chiara Calsamiglia

Una storia tira l’altra