
Quella del 2026 è la stagione degli uragani più anomala degli ultimi anni e la colpa è de El Nino. Si tratta quindi di un risvolto positivo, dato che ad oggi non si è ancora mai formato alcun uragano nell’Oceano Atlantico.
La stagione degli uragani: siamo vicini a un record storico
La stagione degli uragani nell’Oceano Atlantico si estende, solitamente, dall’inizio di giugno alla fine di novembre, raggiungendo il suo picco massimo durante il mese di settembre. Durante questo periodo si registrano in media sette uragani l’anno.

Di solito negli anni in cui si verifica il fenomeno de El Nino, quest’ultimo influisce notevolmente anche sulla stagione degli uragani, facendo diminuire il suo numero.
Tuttavia, quest’anno siamo vicinissimi a un record storico. Sì, perché ad oggi non si è ancora formato nessun uragano in tutto l’Oceano Atlantico e il periodo di picco massimo è stato appena superato.
Ci sono stati altri anni durante i quali la stagione degli uragani è stata particolarmente bassa e addirittura due anni durante i quali non è stato registrano nemmeno un uragano. Tuttavia, i due anni in questione sono il 1907 e il 1914, quindi prima dell’avvento dei satelliti i cui dati sono estremamente affidabili. Ciò vuol dire che non possiamo essere certi che non si siano formate delle tempeste nel cuore dell’Oceano che non sono state identificate.
Se, invece, dovesse formarsi un uragano dopo l’8 ottobre, questo evento segnerebbe un record storico, superando il record precedente del 1905 dell’uragano formatosi il più tardi di sempre nell’Oceano Atlantico.
El Nino
Il motivo di questa strana anomalia sarebbe riconducibile al fenomeno del Super Nino che stiamo vivendo quest’anno.

El Nino è un fenomeno climatico che si verifica nella Fascia Equatoriale del Pacifico, la quale entra in un fenomeno di surriscaldamento che dura diversi mesi, prima di raffreddarsi nuovamente.
Il fenomeno di quest’anno è stato preannunciato come uno dei più estremi mai registrati negli ultimi anni ed è anche per questo motivo che abbiamo avuto un’estate torrida e che quest’autunno si sta rivelando insolitamente caldo.
Il fenomeno del Wind Shear
Un po’ per colpa de El Nino, un po’ per colpa del riscaldamento globale, le temperature oceaniche si sono rivelate quest’anno estremamente elevate.
Ciò sta causando un forte wind shear. Si tratta di una variazione dei venti che distrugge gli uragani prima ancora che questi abbiano la possibilità di formarsi.
Con El Nino le acque del Pacifico generano venti più intensi alle quote più alte dell’atmosfera e questi venti si muovono in maniera disomogenea, distruggendo le formazioni circolari degli uragani.
Le tempeste minori
Nell’Oceano Atlantico, negli ultimi mesi, si sono comunque formate delle tempeste, ma si tratta solamente di tempeste tropicali minori, le quali non si sono mai sviluppate in uragani di categoria 1 o superiore.
Queste tempeste, che hanno preso i nomi di Arthur, Bertha, Cristobal, Dolly, Eduard e Gonzalo, hanno portato a venti e piogge intense sulle coste del Golfo del Messico, ma niente paragonabile a un uragano.
La stagione degli uragani: il risvolto negativo nel Pacifico
Una stagione degli uragani insolitamente tranquilla nell’Oceano Atlantico non ha sconvolto gli esperti che, in realtà, lo avevano già previsto.
Tuttavia, se nell’Atlantico si vive una calma insolito, nel Pacifico la situazione è completamente diversa. Tutta l’energia, infatti, si è spostata nell’Oceano Pacifico. Gli esperti ritengono che ci sia un 70% di probabilità che la stagione delle tempeste nel Pacifico sarà decisamente al di sopra della media.
Qui, infatti, si sono già sviluppati due uragani di elevata intensità: l’Uragano Lowell, tra fine agosto e inizio settembre, di Categoria 5, e l’Uragano Karina, nello stesso periodo, di Categoria 4.
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