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Ultimamente si sente sempre più parlare del termine Saas Apocalypse, rappresentata dalla fine del modello Software as a service, a causa dell’avvento dell’AI. Ma cosa si intende davvero per Saas Apocalypse? Come potrebbe cambiare il nostro futuro? Dovremmo preoccuparci a riguardo?
Cos’è la Saas Apocalypse
Con il termine Saas Apocalypse si indica la crisi del sistema software as a service causata dall’avvento dell’intelligenza artificiale.

Gli agenti AI, che si stanno evolvendo sempre di più in maniera esponenziale, sono ormai in grado di automatizzare quasi tutto, rischiando così di andare a sostituire gli utenti umani.
L’apocalisse riguarderebbe così l’industria del software, la quale viene minacciata principalmente attraverso tre diverse dinamiche:
- La fine del modello per utente: l’intelligenza artificiale aumenta la produttività e riduce il personale necessario. Attualmente molti software costano in base al numero di persone che li usano. Ma se l’AI riduce il personale necessario le aziende saranno disposte a pagare sempre meno per i software.
- Risultati immediati: spesso l’intelligenza artificiale fornisce direttamente il risultato finale, senza che l’utente debba navigare su un software gestionale. In questo modo, quest’ultimo perde completamente valore.
- Codice fai da te: gli strumenti di intelligenza artificiale più avanzati consentono alle aziende di creare applicazioni su misura a costi decisamente ridotti, riducendo notevolmente così gli abbonamenti alle piattaforme più complesse.
Cosa succede nei mercati
È proprio osservando i mercati globali che si è iniziato a parlare di Saas Apocalypse. Il settore dei software e dei servizi ha iniziato a riscontrare un ribasso consistente. Parliamo anche di aziende importanti e molto conosciute, come l’S&P 500, Salesforce, Adobe, Service Now, SAP, Dassault Systemes.
Quale è la causa? Nei modelli tradizionali di vendita software, i clienti avevano il controllo sul lungo periodo, grazie ad abbonamenti annuali. Ma ora il modello cambia. Con la Saas i ricavi sono ricorrenti, il cliente deve restare abbonato e attivo, ma ciò vuol dire anche maggiore flessibilità: l’abbonamento si può sospendere, annullare o rinegoziare.
Questo nuovo modello, sebbene molto più flessibile è anche meno controllabile e qualcosa di meno controllabile non è ben visto dai mercati.
L’avvento dell’AI
Tutto ciò è strettamente legato all’avvento delle AI e all’uso che le aziende ne fanno. Ma è giusto parlare di apocalisse? Non si tratta di una vera e propria apocalisse. Le intelligenze artificiali non distruggeranno il settore dei software e dei servizi, ma li modificheranno.
Le aziende e i clienti non vogliono meno software, li vogliono solamente più intelligenti. Ciò vuol dire che i grandi distributori di software e servizi digitali devono adeguarsi: ecosistemi interoperabili, Api, event stream.
Dobbiamo temere la Saas Apocalypse?
Non una vera e propria apocalisse come potremmo pensare, ma un’apocalisse che potrebbe travolgere il settore dei servizi software, lasciando moltissime persone senza lavoro. Perciò dovremmo preoccuparcene solamente se lavoriamo in questo settore e forse nemmeno più di tanto.

Infatti, come abbiamo detto i software si stanno evolvendo per tenere il passo, perciò questo settore non scomparirà come preannunciato dalla Saas Apocalypse.
Le aziende di software stanno modificando il proprio modello, passando a tariffe a consumo e offrendo sempre più servizi e strumenti agentici.
I software vengono trasformati in vero e propri agenti autonomi, arrivando ad automatizzare interi flussi di lavoro aziendale, senza alcuno intervento umano.
Rimane comunque la paura e il rischio che le aziende clienti possano crearsi i propri software, creati su misura e spendendo pochissimo, utilizzando gli agenti AI.
