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Artemis II: siamo tornati nell’orbita lunare

La missione che cambierà la storia dell'esplorazione spaziale

Artemis II

Molti di noi non hanno vissuto l’emozione del primo sbarco sulla Luna, ma sicuramente le emozioni che ci ha donato l’incredibile missione di Artemis II non è da meno.

Dopo oltre cinquanta anni siamo tornati nell’orbita lunare e, sebbene questa volta non siamo scesi sulla superfice del nostro satellite naturale, questa missione è destinata a cambiare la storia dell’esplorazione spaziale.

La Luna 50 anni dopo

Era il 20 luglio del 1969 quando l’uomo mise piede per la prima volta sulla Luna. Con la missione Apollo 17, nel Dicembre del 1972 siamo stati per l’ultima volta in orbita lunare.

Artemis II
Artemis II

Ora, finalmente, dopo 50 anni siamo tornati in orbita lunare. Per la prima volta da quella storica missione Apollo, l’essere umano è uscito fuori dall’orbita terrestre bassa, dirigendosi verso la Luna e compiendo un giro attorno ad essa.

A partire, a bordo della capsula Orion, in questa missione storica, sono stati il comandante Reid Wiseman, il pilota Victor Glover e la specialista di missione Christina Koch, della NASA. Per l’Agenzia Spaziale Canadese, invece, c’è l’astronauta Jeremy Hansen.

La partenza di Artemis II

Il decollo della capsula Orion è avvenuto alle ore 00:36 (ora italiana) di giovedì 2 aprile. La missione è stata lanciata verso lo spazio dal razzo Space Launch System (SLS) della NASA, decollando dalla rampa di lancio 39B del Kennedy Space Center.

Questa missione rappresenta anche una nuova corsa allo spazio, così come non si vedeva dai tempi delle missioni Apollo.

Questa volta, tuttavia, l’Occidente sembra essere più unito che mai. Questa volta a bordo c’era anche un canadese, oltre agli astronauti americani, e prossimamente ci saranno diversi europei, tra cui anche un italiano.

Inoltre, a bordo della capsula Orion c’era tantissima tecnologia italiana.

10 giorni nello spazio

I quattro astronauti hanno vissuto per quasi 10 giorni in 6 metri quadri, dormendo, lavorando e allenandosi tutti insieme. In questi giorni ci sono stati anche alcuni problemi tecnici, tra cui un malfunzionamento all’unica toilette di bordo.

Artemis II
Artemis II

Ma soprattutto, in questi 10 giorni i quattro astronauti, e noi insieme a loro, abbiamo vissuto tante, tantissime emozioni. Siamo arrivati più in là di qualsiasi altro essere umano prima di ora.

Abbiamo visto per la prima volta il lato oscuro della Luna. Gli astronauti ci hanno mandato delle bellissime foto del lato oscuro del nostro satellite e per la prima volta abbiamo potuto dare un volto e un nome a tutto ciò che rimane celato alla nostra vista.

Il piano di volo di Artemis II

Dopo essere partiti, lo scorso 2 aprile 2026, gli astronauti sono rimasti, per il primo e il secondo giorno di viaggio, nell’orbita terrestre bassa, compiendo delle orbite ellittiche per testare i sistemi. Il 3 aprile la NASA diffonde delle immagini destinate a rimanere nella storia: la vista del pianeta Terra dall’oblò di Orion.

Stiamo ammirando una vista meravigliosa del lato in ombra della Terra, illuminato dalla Luna. È fenomenale. Nessuno di noi riesce a pranzare perché siamo incollati ai finestrini” – Jeremy Hansen.

Successivamente, Orion ha lasciato l’orbita terrestre, dirigendosi verso la Luna. Ed è qui che, quest’ultima, ha cominciato ad apparire sempre più grande alla vista degli astronauti.

Il 5 aprile Orion è entrato nell’influenza lunare, mentre il giorno successivo è iniziato il flyby. Il 7 aprile alle 01:02 (ora italiana) c’è stato il massimo avvicinamento alla Luna, mentre dalle 23:47 del 6 aprile (ore italiane) per 40 minuti gli astronauti sono rimasti soli, perdendo il contatto con la Terra, mentre passavano dietro la Luna e vedevano per la prima volta il lato oscuro di essa.

Il rientro

Infine, nella notte tra il 10 e l’11 aprile la navicella Orion è rientrata a Terra, effettuando una discesa rapida in condizioni estreme.

L’amarraggio è avvenuto in pieno Oceano Pacifico e si è conclusa così una missione che rimarrà nella storia per sempre.

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