Come i funghi danno origine alla plastica

I funghi sono da sempre una risorsa ridondante e spontaneamente presente sul nostro pianeta. Si possono trovare dappertutto: lungo le sponde dei fiumi, lungo i sentieri, nei boschi, in collina, in montagna, negli orti, nei giardini, nei parchi di città. Possono crescere anche nelle case, specialmente in aperta campagna, ad esempio in cantina, sulle travi di legno o nei depositi e taverne. Inoltre, i funghi sono spesso associati alla famiglia delle muffe: in effetti, le muffe non sono altro che un tipo di funghi pluricellulari. Per l’uomo e gli animali esistono come sappiamo anche particolari funghi detti funghi patogeni, microscopici, che sono ad esempio causa di micosi. Determinate specie di funghi possono spesso contenere sostanze velenose non assimilabili dagli animali e da noi essere umani. Ma come possono i funghi trasformarsi in una risorsa così importante? Come possono dare origine alla plastica?

Dai funghi alla plastica sostenibile

Il segreto è tutto rinchiuso in una sola sostanza: il micelio. Il micelio è l’apparato vegetativo dei funghi. I funghi crescono grazie ad esso. Il micelio ha il compito di rilasciare le spore, per permettere la riproduzione dei funghi. Infatti, ottenere questa sostanza è il primo step per chi si volesse avvicinarsi alla funghicoltura e praticarla. Il micelio è formato da un insieme di cellule filamentose interconnesse, questa sua configurazione strutturale è il motivo per cui si possa trasformare in una plastica sostenibile.

Da come possiamo notare, il mondo del marketing e del commercio gira intorno a tonnellate e tonnellate di produzione, utilizzo e smaltimento di plastiche di ogni tipo. La plastica ha pervaso la modernità e l’intero sistema produttivo ed economico che infatti è ancora fortemente basato sull’energia derivante dal petrolio.

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Micelio

Perché sostituire la plastica

La plastica è uno degli acerrimi nemici del nostro pianeta poiché comporta costi di produzione, inquinamento e problemi di smaltimento notevoli. Basti pensare che nell’oceano pacifico è presente una vera e propria “isola di plastica” grande 3 volte la Francia. La plastica viene accumulata e sparsa comportando inquinamento dell’aria, del suolo, dei fiumi, dei laghi e degli oceani.

Consideriamo ad esempio un tipo di plastica, il PET. Vi è sicuramente capitato di leggere questa sigla sul fondo di una bottiglia di plastica, il PET infatti è il materiale più diffuso per la produzione di bottiglie d’acqua e provoca inquinamento sia durante la fase di produzione che in fase di smaltimento. Per produrre 1 kg di PET infatti si consumano 2 Kg di petrolio e 17.5 litri d’acqua. Ma non basta, nella fase di produzione dello stesso Kg di PET in atmosfera vengono rilasciati: 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo, 20 grammi di ossidi di azoto, 18 grammi di monossido di carbonio e ben 2,3 Kg di anidride carbonica. Ovviamente vanno ancora considerati i costi di trasporto, i costi di raccolta, i costi di smaltimento. La plastica quindi, costa moltissimo sia alle nostre tasche che al nostro pianeta.

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Isola di plastica

La nuova plastica

Occorre creare una condizione alternativa ai materiali plastici: bisogna ottenere plastiche sostenibili. I funghi permettono di fare ciò e così di contribuire fortemente all’eliminazione del materiale plastico. Il micelio, questa sostanza filiforme, si può legare in maniera naturale a vari substrati, come la segatura: la miscela risultante può essere modellata in oggetti di qualsiasi tipo come mattoni, pannelli, trucioli di imballaggio e persino mobili. Inoltre, la nuova plastica sostenibile non avrebbe produzione impattante sull’ambiente ed inoltre potrà essere smaltita lungo la catena di compostaggio.

La nuova plastica derivante dai funghi è utilizzatissima nel mondo del Design, in particolare in Olanda. Verosimilmente, anche una stilista olandese, Aniela Hoitink, ha utilizzato il micelio per ottenere un nuovo tessuto, il MycoTex, dotato di una forte flessibilità, per la realizzazione di abiti su misura.

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MycoTex

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