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Gli alieni secondo Darwin

Gli Alieni secondo Darwin

Quante volte, ognuno di noi, si è immaginato come potessero essere gli alieni? Simili all’essere umano o dalla forma insolita e differente?

Bene, a quanto pare gli alieni potrebbero essere simili a noi più di quanto possiamo immaginare… la conferma arriva anche dalla scienza.

Lo affermano tre ricercatori del Dipartimento di zoologia dell’Università di Oxford

Per confermare questa teoria è stato scomodato lo stesso Darwin: le leggi evoluzionistiche delle forme di vita extraterrestre sarebbero regolate dalle medesime leggi darwiniane che determinano l’evoluzione delle specie sul pianeta Terra.Darwin

Il presupposto di questa nuova tesi è il fatto che non vi è alcun motivo, in effetti, per ritenere che gli alieni su altri pianeti non debbano sottostare allo stesso meccanismo di selezione naturale operante sulla Terra.

La teoria evoluzionistica di Darwin, evidenziano gli scienziati, potrebbe infatti valere anche per gli altri pianeti che compongono l’universo. Non importa se per loro la vita è basata sul carbonio o sul silicio, se l’informazione genetica è trasportata dal DNA o dall’XNA. Gli alieni, se esistono, sono stati come noi plasmati dalla selezione naturale e questo ci dà una regola universale sulla vita: col tempo, diventa sempre più complessa.

Gli esperti del Regno Unito hanno così cominciato a tratteggiare le caratteristiche delle possibili forme di vita aliene. Sebbene ancora oggi non si sia riusciti ad identificare forme di vita extraterrestri, gli astrobiologi di Oxford hanno provato a descrivere l’identikit delle possibili forme di vita aliene. L’aspetto esteriore, l’elemento che ci incuriosisce di più, non è stato preso in considerazione perché imprevedibile. Diversamente, come spiegano gli studiosi sulle pagine dell’International Journal of Astrobiology, è possibile ipotizzare l’aspetto della loro struttura fondamentale.

Major Transitions

Sam Levin, responsabile dell’analisi, e suoi colleghi hanno basato il loro studio sulle cosiddette Major Transitions, le pietre miliari dell’evoluzione. Ovvero quei passaggi che hanno aumentato la complessità della vita, come ad esempio l’aggregazione di organismi unicellulari per creare la vita multicellulare di piante e animali. Queste transizioni si verificano quando un gruppo di organismi separati si evolve in un organismo di livello superiore.

Alieni di Darwin

Sulla Terra i geni “hanno collaborato” a realizzare genomi, i genomi sono stati tasselli importanti per le cellule e le cellule primitive si sono unite per creare cellule più complesse. Le cellule si sono quindi unite per formare organismi multicellulari, e gli organismi multicellulari spesso cooperano nelle colonie o nelle società. Gli alieni che sono stati sottoposti a selezione naturale potrebbero avere seguito un percorso evolutivo simile.

Al momento attuale non è possibile ipotizzare se gli alieni camminano su due gambe o hanno grandi occhi verdi – commenta Levin -. Tuttavia, presupponendo che forme di vita aliena abbiano subito transizioni principali ci porta ad affermare che esiste un livello di prevedibilità nell’evoluzione che potrebbe portarli ad avere un aspetto simile al nostro”.

Identikit dell’Alieno

In Italia, invece, esiste un centro dedicato allo studio delle ipotesi relative all’aspetto esteriore delle forme di vita aliene: si tratta del laboratorio per ragazze e ragazzi “Identikit dell’Alieno” proposto dall’INAF di Bologna.INAF Bologna

«Sappiamo che l’aspetto fisico di eventuali esseri che abitano altri pianeti è plasmato tramite adattamento alle caratteristiche del pianeta stesso», spiega Sandro Bardelli, dell’Osservatorio astronomico INAF di Bologna, ideatore del laboratorio. «Può essere molto diverso esteticamente, ma ci sono degli aspetti che pensiamo debbano essere comuni. Per esempio, se la gravità del pianeta è alta mi aspetto alieni bassi, tozzi e con ossa corte e robuste. Inoltre un essere con un’intelligenza simile a quella umana avrà bisogno di mani per modificare l’ambiente: nel laboratorio ci chiediamo se è più conveniente avere delle mani a forma di chele (adatte per afferrare e tagliare), mani come le nostre (con pollice opponibile e ossa dentro le dita) o a forma di tentacoli (senza falangi)».

Tutte le teorie troveranno le risposte quando le forme di vita extraterrestre verranno concretamente identificate…