Inchiesta penale su Uber per i software “anti-controlli”

Uber è ormai conosciuta in tutto il mondo grazie ai suoi servizi di trasporto “alternativo” che permettono di risparmiare, anche di molto, rispetto ai taxi tradizionali.
Oltre che per i suoi eccellenti servizi, però, la società è nota anche per le numerose vicende giudiziarie che nel corso degli ultimi anni l’hanno vista coinvolta più di una volta.
A destare le maggiori preoccupazioni questa volta è un software “anti-controlli” il quale permetterebbe agli autisti di aggirare letteralmente qualsiasi tipo di controllo e di circolare liberamente in aree non autorizzate.

L’inchiesta

Nello specifico il suo nome è Greyball e permetterebbe alle vetture del servizio taxi privato di aggirare il controllo delle autorità locali, avendo così libero accesso a zone specifiche della città senza alcuna autorizzazione.
Proprio per questi motivi, il Dipartimento degli Stati Uniti ha aperto un’inchiesta penale al fine di verificare se, effettivamente, ci sia stato un utilizzo illecito di tale sistema a discapito dei servizi di taxi regolamentare.
A riportare la notizia ci ha pensato prima il Washington Post e successivamente il New York Times specificando, però, che i dettagli relativi alla vicenda non sono ancora del tutto chiari ed è necessario attenderne gli sviluppi.
Ciò che appare abbastanza chiaro, comunque, è che Uber ha sfruttato questo sistema anche nei Paesi Europei, in particolar modo in Italia, dove sono in corso ulteriori accertamenti al fine di verificare la veridicità di tale dato.
Già in precedenza l’azienda di Travis Kalanick era stata coinvolta in un’inchiesta relativa all’utilizzo di un altro software, atto ad aggirare i controlli, e all’attuazione della strategia del fingerprinting grazie alla quale era possibile tenere sotto controllo anche chi disinstallava il programma dal proprio iPhone.

La risposta di Uber

La risposta di Uber non è tardata ad arrivare ed è passata attraverso le parole del CEO Travis Kalanick il quale si è detto sconcertato da questa improvvisa fuga di notizie.
La situazione dell’azienda, comunque, non è sicuramente delle più floride e un’ulteriore inchiesta penale potrebbe gravare ancora di più sulle sue condizioni economiche.
I grattacapi per la società statunitense, infatti, sono diversi e spaziano dall’opposizione da parte del mondo dei taxi, il quale ha accusato Uber di concorrenza assolutamente sleale, alla battaglia legale con Waymo per quanto riguarda la guida autonoma e la presunta sottrazione di documenti riservati, fino all’indagine interna per le accuse di molestie sessuali e il programma Hell studiato per tracciare illegalmente l’attività della concorrenza.
A tutto questo c’è da aggiungere inoltre una fuga di manager causata molto probabilmente da una situazione tanto delicata quanto scomoda per gli addetti ai lavori. Il caso più eclatante è stato quello del presidente Jeff Jones il quale ha lasciato in aperta polemica per i “valori incompatibili” rispetto alla società stessa.

Situazione economica

Tutte queste vicende, scandali ed inchieste hanno un riscontro decisamente negativo su quella che è la situazione economica e finanziaria dell’azienda.
I primi evidenti contraccolpi sono stati subiti dagli autisti i quali hanno più volte recriminato alla società degli stipendi eccessivamente ribassati e non conformi con quello che è l’andamento dei salari in generale, tramite un video pubblicato proprio da un autista, il quale ha fatto presente questa situazione decisamente sconcertante.
Travis Kalanick, in seguito a questo video, ha dovuto scusarsi pubblicamente e ha promesso di rivedere e riadattare gli stipendi.
Tuttavia, questa altro non è che una piccola punta dell’iceberg rispetto ai reali problemi finanziari ai quali Uber sta andando incontro.
Nonostante l’azienda fatturi intorno ai 70 miliardi di dollari annui, infatti, i conti sono perennemente in rosso per le continue spese legali e giudiziarie da dover sostenere.
In più, se la vicenda legata a Greyball fosse confermata e l’azione disciplinare andasse fino in fondo, i danni da pagare potrebbero essere veramente ingenti e andrebbero a gravare su una situazione già di per se non idilliaca.