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Tesla Roadster: l’auto volante di Elon Musk

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Tesla Roadster

In questi ultimi giorni non si parla di nient’altro: la macchina volante è realtà e lo è grazie a Elon Musk. È stata, infatti, da poco presentata la Tesla Roadster, l’auto volante full electric che sta facendo sognare il mondo.

La presentazione della Tesla Roadster

Il 15 ottobre 2026, durante un evento speciale trasmesso in diretta mondiale, Tesla ed Elon Musk hanno presentato la Tesla Roadster di nuova generazione: l’auto volante del futuro.

Tesla Roadster
Tesla Roadster

La presentazione del mezzo è avvenuta nel complesso di SpaceX a McGregor, nel Texas, proprio dove l’agenzia spaziale prepara i suoi incredibili razzi diretti nello spazio.

Anche l’anno non è affatto un caso. Infatti, siamo a vent’anni precisi dal debutto della prima Tesla Roadster. Vent’anni fa Elon Musk sorprendeva il mondo con un prototipo di auto completamente elettrica, la quale riscrisse, all’epoca, la storia del settore automobilistico.

Da allora Tesla ha continuato a sorprendere il mondo, così come Musk e le sue altre aziende, prime fra tutte SpaceX. Ed oggi è pronto a stupire nuovamente il mondo, riscrivendo la storia del settore automobilistico spingendosi fin dove nessun’altro ha mai osato prima.

Non un’auto come le altre

Che la nuova Tesla Roadster non sia un’auto come le altre era ovviamente già chiaro già dal primo secondo del suo lancio, ma l’azienda ha ovviamente voluto puntualizzare la questione.

Innanzitutto, un’auto in grado di fare ciò che fa questo modello non può essere a guida autonoma e la nuova Tesla Roadster sarà, infatti, l’unico modello dell’azienda completamente a guida manuale.

Durante la dimostrazione il prototipo è stato, in realtà, azionato con la guida autonoma, per motivi di sicurezza, essendo questo solo un volo di prova. Tuttavia, l’azienda ci ha tenuto a precisare la sua natura a guida manuale.

Nella dimostrazione abbiamo visto che questo prototipo può funzionare su strada, come una normale autovettura, ma è in grado anche di effettuare brevi manovre aeree e balzi controllati per superare diverse tipologie di ostacoli. Non abbiamo visto, invece, un veicolo in grado di effettuare lunghi tragitti in volo come un vero e proprio aereo.

Tecnologia aerospaziale

Ovviamente, tutto ciò è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Space X. L’autovettura, infatti, è integrata con vera e propria tecnologia aerospaziale presa “in prestito” direttamente dai programmi di Space X.

Tesla Roadster
Tesla Roadster

Tra la tecnologia aerospaziale della quale dispone la Tesla Roadster troviamo i serbatoi ad altissima pressione, COPV. Si tratta di serbatoi contenenti l’aria compressa fondamentale per spingere e sollevare l’auto. Sono serbatoi leggeri in fibra di carbonio e prendono il posto dei sedili posteriori.

Troviamo, poi, dei propulsori a gas freddo. L’auto, infatti, non utilizza reattori a combustione per alzarsi in volo. Ci sono, inoltre, valvole e attuatori di grado aerospaziale e un’aerodinamica attiva.

I limiti della Tesla Roadster

Ovviamente, il lancio di questo modello, sebbene ci abbia fatto sognare a tutti, immaginando un futuro sempre più vicino e incredibile, porta con sé anche tantissimi dubbi e perplessità.

Il limite principale della nuova Tesla Roadster è quello legato alle normative dei vari paesi. Attualmente non è omologata per l’uso su strada e difficilmente lo sarà nel prossimo futuro. Le funzioni di volo non rispettano i requisiti di sicurezza stradale e prima che un veicolo di questo tipo raggiunga il grande pubblico bisognerà riscrivere tutte le normative vigenti.

Ci sono poi delle limitazioni anche a livello fisico e meccanico. La spinta aera è molto breve. Questo è dovuto al sistema di propulsione ad aria compressa. Per sollevarsi più a lungo occorrerebbero serbatoi molto più grandi e pesanti, che non possono essere installati su una normale automobile. Per risolvere parzialmente questo problema sono stati eliminati i sedili posteriori, ma attualmente la spinta di volo è comunque decisamente limitata.

Autore: Veronica Perotto

Una storia tira l’altra