
La chiamano mega Terra per le sue dimensioni; fino a 2,5 volte quelle del nostro pianeta. E’ la scoperta che arriva dall’Università del Wisconsin-Madison e che sta rapidamente facendo discutere tutto il mondo dell’astronomia. Dopo la scoperta di un’esoluna identificata dal Very Large Telescope dell’ESO, adesso è il turno di un pianeta completamente diverso da tutti gli altri.
Ma cos’ha di tanto speciale questa “mega Terra”? E per quale motivo è diventata subito un argomento virale in ambito scientifico? Come vedremo, ci sono molte caratteristiche che rendono questa scoperta unica nel suo genere. A cominciare proprio dal fatto che pianeti con una simile densità tendono ad avere dimensioni molto più piccole.
Scopriamo, quindi, cosa nasconde questo “gigante dello spazio”.
La Mega Terra che ha sbalordito il mondo dell’astronomia
Sono molti i motivi per cui la “Mega Terra”, identificata dall’Università del Wisconsin-Madison, è al centro di tanti interrogativi e dibattiti in questi giorni. Su tutti il fatto che un pianeta con le sue caratteristiche, in base alle nostre attuali conoscenze di astronomia, non dovrebbe nemmeno poter esistere.
A colpire sono, innanzitutto, le sue dimensioni. Il pianeta avrebbe una massa fino a 23 volte superiore a quella della nostra Terra e sarebbe fin a 2,5 volte più grande. Dimensioni che, fino ad oggi, non si pensavano compatibili con un pianeta roccioso. Infatti molti dei giganti dell’universo sono pianeti gassosi, e non hanno una massa nemmeno lontanamente paragonabile a quella riscontrata nel nuovo corpo celeste.

La spiegazione arriva dal professor Max Kroft, secondo cui pianeti di questa densità sono già conosciuti, ma si tratta perlopiù di piccoli pianeti rocciosi, con dimensioni paragonabili alla Terra o a Mercurio. Non così la “mega Terra”, che rappresenta un unicum nella letteratura scientifica degli ultimi anni.
Il nome informale con cui è stato ribattezzato GJ 523b (nome scientifico del pianeta) risulta proprio dalla sua natura profondamente contradditoria. Con le dimensioni di un gigante gassoso e la massa di un pianeta roccioso, GJ 523b rappresenta un avvincente mistero ancora tutto da risolvere.
Alla scoperta di GJ 523b
La scoperta della Mega Terra, ovvero l’esopianeta GJ 523b, si deve al telescopio WIYN, situato in Arizona. E promette di rivoluzionare profondamente le teorie scientifiche sulla formazione dei pianeti. Infatti, come sostiene il professor Kroft, dietro a un’anomalia come quella di GJ 523b si celano enigmi che finora la scienza non aveva ancora preso in considerazione.
The Astronomical Journal sta pubblicando i risultati dello studio, e sicuramente nei prossimi tempi ci sarà molto da scrivere e indagare su questo tema. Prima di tutto, spiegano gli astronomi, occorre capire se la “Mega Terra” sia davvero l’eccezione che conferma la regola. Al contrario, potrebbe trattarsi della prima scoperta di una nuova famiglia di pianeti, completamente diversi da quelli che conosciamo e che ci consentirebbero di riscrivere buona parte delle nostre attuali competenze astronomiche.

L’universo continua a stupirci, quindi, svelando pianeti di cui fino a qualche anno fa non avremmo mai neppure sospettato l’esistenza. Ma non solo; fra le altre caratteristiche peculiari di GJ 523b c’è anche il fatto che si tratti di un pianeta relativamente giovane. Secondo le prime stime, si sarebbe aggregato solo 170 milioni di anni fa; praticamente un neonato, se lo paragoniamo all’età della nostra Terra, che esiste da ben 4,5 miliardi di anni.
Sempre secondo i primi rilevamenti, la mega Terra impiegherebbe pressappoco 17 giorni per orbitare intorno alla sua Stella. Il pianeta è localizzato a 87 anni luce da noi, e per le sue caratteristiche sembra davvero il parto di uno scrittore o di un regista specializzato nella fantascienza. Quali altri segreti rivelerà questo pianeta, o questa famiglia di pianeti, ancora così sconosciuti e ricchi di potenzialità?
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