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La mappa dell’Universo 2D più grande del mondo

Oltre 4 miliardi di corpi celesti nella mappa dell'universo più grande mai realizzata

Da un team di ricercatori del DESI arriva la mappa dell'universo in 2D più grande mai realizzata

Potrebbero chiamarla la mappa dell’Universo da record, e i record li ha senz’altro battuti tutti. Parliamo della mappa stellare pubblicata da un team di astronomi del Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI) Legacy Imaging Survey. Un risultato colossale, unico sia per la mole che per il tempo impiegato nel suo sviluppo. Infatti ci sono voluti ben tredici anni di lavoro per realizzare una mappa di queste dimensioni.

Uno strumento prezioso sia per gli astronomi di DESI che di tutto il mondo. Infatti il materiale raccolto ed elaborato è liberamente disponibile online. Ciascun corpo celeste può essere approfondito e studiato nel dettaglio, anche quelli più lontani da noi. L’obiettivo? Conoscere sempre più l’universo che ci circonda. Svelandone i misteri e le molte incognite che ancora rimangono, ma anche contemplandone la bellezza sconfinata.

La mappa dell’universo in 2D più grande che sia mai stata realizzata

Come abbiamo visto, si tratta di un lavoro assolutamente fuori dall’ordinario. Una mappa dell’universo con questa risoluzione non si incontra tutti i giorni, e il numero di oggetti celesti catturati dai telescopi del DESI fa restare senza fiato.

Oltre cinquemila miliardi di pixel, accorpati dopo tredici anni di osservazioni e foto ad alta risoluzione. In totale ben 263.407 esposizioni del cielo stellato e di ciò che si cela al di là della nostra Galassia. Tutto merito dei tre telescopi Victor M. Blanco (Cile), Nicholas U. Mayall (USA) e Bok (USA), che insieme hanno reso possibile questo traguardo.

La mappa dell'universo 2D
Un dettaglio della mappa dell’universo in 2D

Le immagini, ad alta risoluzione, si spingono fino ai confini più remoti della galassia che i telescopi riescono a raggiungere. Ma non solo; è possibile anche cercare singoli corpi celesti, zoomare sulle diverse regioni del cielo ingrandendole a piacimento o cliccare sui pianeti e le stelle mostrate a schermo. Di quelli già conosciuti, è possibile leggere una scheda sintetica, ma dettagliata.

La collezione di dati raccolta dal DESI sarà “fondamentale per lo studio della storia dell’espansione dell’universo“, come sostiene Arjun Dey della National Science Foundation. Di certo, permetterà di ispezionare e studiare galassie molto più lontane di quanto non si sia fatto finora. Uno strumento prezioso, che il mondo astronomico potrà utilizzare in modo costante e accessibile.

Alla scoperta dell’universo

Al di là della grandezza del progetto, infatti, il suo valore aggiunto sta nel fatto che i risultati della ricerca sono accessibili a tutti. Chiunque, in qualsiasi momento, può collegarsi a Internet e accedere al materiale raccolto dal DESI. Appassionati e curiosi, ma anche addetti ai lavori da ogni parte del mondo avranno a disposizione una mappa dell’universo come non si era mai vista prima.

(E se l’argomento vi incuriosisce, potete accedere anche voi al Legacy Survey Sky Viewer; vi basta cliccare su questo link.)

Il telescopio Nicholas U Mayall
Il telescopio Nicholas U Mayall è uno dei tre telescopi del DESI che hanno reso possibile questo traguardo

Non è la prima volta che il DESI mette al servizio della comunità astronomica internazionale i risultati delle sue ricerche. Già in precedenza, infattim scienziati e ricercatori di tutto il mondo hanno mosso i primi passi proprio grazie al Legacy Imaging Viewer, la versione precedente dello stesso tool. Che con questo aggiornamento tanto corposo si arricchisce di nuove potenzialità, finora inesplorate. E’ proprio il caso di dirlo; un lavoro “stellare”!

“Il cielo”, spiega ancora  Arjun Dey, “appartiene a tutti”, e l’obiettivo dei surveys è di dare a tutti “la possibilità di ammirarne le meraviglie”. E considerate le scoperte astronomiche di straordinaria rilevanza degli ultimi tempi, dall’esoluna alla mega Terra, il futuro della ricerca si prospetta ricco di tanti traguardi ancora tutti da esplorare. Davanti alla grandezza dell’universo, il principio di Socrate – “so di non sapere” – trova una nuova rilevanza. E proprio grazie a strumenti come il Legacy Survey Sky Viewer, la conoscenza e la ricerca affrontano l’ignoto in un viaggio senza tempo; lo straordinario viaggio della scoperta.

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