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Non facciamo che parlare di quanto caldo faccia in questi giorni, o meglio in tutta questa rovente estate 2026. Inutile dire che si tratta di un caldo record. Ma ciò non vuol dire che si tratti di un fenomeno isolato, tutt’altro, le prossime estati potranno peggiorare sempre più, fino a diventare una spirale irreversibile del cambiamento climatico.
Estate 2026: Temperature quasi fino a 40 gradi e caldo persistente
Le temperature registrate in Italia arrivano a massime di 35/36 gradi con picchi fino a 40 gradi. Il vero problema di quest’estate da record è che non si tratta di qualche giornata isolata o della “settimana più calda dell’estate”. Ormai sono due mesi che andiamo avanti così e senza dubbio l’Italia e l’Europa intera non ce la fa più.

Giugno / Luglio 2026 è stato il bimestre estivo più caldo mai registrato in Europa Occidentale, sebbene preso singolarmente Luglio non sia stato il Luglio più caldo di sempre (primato che spetta, invece, a luglio 2006). Ed è proprio questo il problema: non sono semplicemente le temperature estreme, ma la morsa di calore che non ci lascia da un periodo troppo prolungato di tempo.
Il record del 6 agosto 2026
Aprendo i nostri smartphone o accedendo la televisione non facciamo altro che sentire e leggere le allerte meteo lanciate dagli esperti.
Il Ministero della Salute e il Servizio Meteorologico italiano hanno previsto dei livelli di rischio che vengono evidenziati dai seguenti bollini: verde (nessun rischio), giallo (pre allerta), arancione (ondata di calore), rosso (emergenza caldo). Se l’arancione prevede una situazione di rischio solamente per le categorie più fragili, il rosso lo prevede per tutta la popolazione.
Da quanto è stato introdotto questo sistema (nel 2004, come risposta all’emergenza caldo dell’estate del 2003) non si era mai verificata una situazione uguale a quella dello scorso 6 agosto 2026.
Il 6 agosto 2026, infatti, per la prima volta tutte le 27 città italiane monitorate dal Ministero della Salute sono state contrassegnate con il bollino rosso.
La quarta ondata di calore
Temperature elevate e ondate di calore che si susseguono una dietra l’altra senza darci tregua. Sì, perché quella che stiamo vivendo proprio in questi giorni è la quarta ondata di calore dell’estate 2026. Quarta ondata che viene dopo le precedenti tre, che si sono susseguite negli ultimi due mesi praticamente senza sosta.

Questa nuova ondata di calore è tanto estrema quanto le precedenti, con picchi fino a 40 gradi, e non ci lascerà almeno fino a Ferragosto. Potremo incominciare ad avvertire dei miglioramenti a partire dalla seconda metà del mese.
Estate 2026: Ha sempre fatto così caldo?
Quella che sembra essere una domanda ricorrente di questa estate da caldo è record è una: ha sempre fatto così caldo?
La risposta, ovviamente, è no. O meglio, forse non arriveremo a segnare un record come “mese più caldo” “estate più calda” o “giorno più caldo”, ma il problema, come dicevamo è la durata del caldo estremo.
No, non ha sempre fatto così caldo, ma negli ultimi decenni ci sono state estati molto calde, tanto quanto questa o poco meno. Ma ci sono una serie di problemi molto più gravi che ruotano intorno al caldo estremo di quest’estate e sono il cambiamento climatico, lo scioglimento dei ghiacciai, l’innalzamento delle temperature dell’acqua del mare e degli oceani.
Forse non è l’estate più calda di sempre (non ancora), ma quel che sappiamo è che i mari non sono mai stati così caldi, così come le montagne.
L’estate più calda di sempre
Il caldo torrido di quest’estate forse a qualcuno farà tornare in mente l’estate del 2003. Perché sì, al momento il record è ancora detenuto da quella rovente estate di 23 anni fa.

L’estate del 2003 strinse l’Europa sotto una morsa di caldo e afa, un evento estremo dal punto di vista delle alte temperature sia per intensità che per durata (da maggio a settembre). Quell’estate il caldo provocò la morte di 70 mila persone in Europa, di cui circa 20 mila in Italia.
L’estate 2026 non è ancora terminata, ma se continuiamo così è probabile che essa sia destinata a strappare il triste primato dell’interminabile ondata di calore del 2003.
