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New Glenn: il razzo di Jeff Bezos

Passato e futuro del razzo di Blue Origin

New Glenn

Il New Glenn è il mega razzo orbitale riutilizzabile sviluppato dall’agenzia spaziale di Jeff Bezos, Blue Origin. Attualmente il progetto sta attraversando una fase di stop, a seguito di una grave anomalia che ha portato recentemente all’esplosione di un prototipo.

Cos’è New Glenn

New Glenn è un lanciatore spaziale privato sviluppato dall’agenzia spaziale Blue Origin, di Jeff Bezos.

New Glenn
New Glenn

Si tratta di un razzo di due o tre strati (ciò può variare a seconda del caso) con sette metri di diametro. Il primo stadio è alimentato da sette motori BE-4 a metano ed ossigeno liquido. I motori sono stati disegnati, progettati e realizzati direttamente da Blue Origin.

Questo nuovo lanciatore è il successore del veicolo Blue Shepard.

Nel 2012 sono iniziati i lavori di sviluppo del veicolo, mentre, a partire dal 2015, Blue Origin ha affittato la rampa di lancio 36 di Cape Canaveral.

Il suo sviluppo

Come dicevamo lo sviluppo di un sistema di lancio orbitale riutilizzabile è iniziato nel 2012, ma Blue Origin ne ha annunciato ufficialmente l’esistenza solamente nel settembre del 2015.

A gennaio 2016 l’agenzia annunciò che New Glenn sarebbe stato molto più grande del suo predecessore New Shepard.

Dopo essere stato inizialmente finanziato interamente da Jeff Bezos, nel 2020 la NASA ha finalmente inserito New Glenn nell’elenco dei lanciatori che probabilmente utilizzerà in futuro.

I primi lanci

Il lanciatore spaziale di Blue Origin ha effettuato con successo i primi tre lanci.

New Glenn
New Glenn

Il primo storico lancio inaugurale è stato effettuato con successo il 16 gennaio 2025. Il razzo è partito dalla rampa numero 36 di Cape Canaveral ed è riuscito a raggiungere con successo l’orbita terrestre. Con sé portava un carico utile: il Blue Ring Pathfinder, un trasportatore spaziale il cui compito è quello di agganciare i satelliti per trasportarli su differenti orbite.

Il secondo lancio, invece, è avvenuto il 13 novembre 2025 e, oltre ad aver ottenuto il secondo successo nel lancio, questa volta, Blue Origin è riuscita con successo anche a far atterrare il primo stadio del razzo. Durante questo lancio, New Glenn ha inviato due piccoli orbiter facenti parte della missione ESCAPADE (Escape and Plasma Acceleration and Dynamics Explorers), con la quale la NASA vuole studiare la magnetosfera di Marte.

Infine, il terzo lancio è avvenuto il 19 aprile 2026. La missione è riuscita a far rientrare con un successo un primo stadio di New Glenn già utilizzato. Tuttavia, il secondo stadio non si è riacceso e ciò ha portato a un errato collegamento in orbita del carico utile, alcuni satelliti BlueBird Block 2 di AST Space Mobile.

L’esplosione di New Glenn

Nella notte del 28 maggio scorso New Glenn è esploso durante una fase di hotfire test (test di accensione a caldo), mentre si trovava sulla rampa 36 di Cape Canaveral.

New Glenn
New Glenn

Fortunatamente tutto il personale che si trovava lì al momento non ha subito danni, ma è stata danneggiata, oltre al razzo, anche la rampa di lancio sulla quale si trovava.

L’hotfire test che ha portato all’esplosione del razzo di Jeff Bezos è una procedura standard che si esegue sui motori dei veicoli spaziali. Essi vengono accesi per un brevissimo periodo di tempo e poi spenti, mentre il veicolo si trova ancora sulla rampa di lancio. Ciò proprio per verificare il corretto funzionamento dei motori.

Il futuro del razzo di Jeff Bezos

Nonostante l’incidente che ha portato alla distruzione del razzo e ad ingenti danni alla rampa di lancio, Blue Origin ha dichiarato che è pronta a tornare in orbita.

L’agenzia spaziale, infatti, punta a tornare a volare entro la fine del 2026. Attualmente tutte le fasi di volo sono momentaneamente sospese per permettere il completamento delle indagini sull’incidente e delle operazioni di riparazione della rampa di lancio.

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