Nella notte dei ricercatori la scienza è in festa

La notte dei ricercatori è un’iniziativa promossa dall’Unione Europea che, dal 2005, si ripete ogni anno. L’idea è quella di permettere a ricercatori e cittadini di incontrarsi, facendo divulgazione scientifica e permettendo a quante più persone di appassionarsi alla scienza.

La notte è animata da una serie di eventi: esperimenti e dimostrazioni pratiche, visite guidate, conferenze, seminari scientifici, spettacoli e concerti.

La scienza è una luce fioca e tremolante nel buio che ci circonda, ma è la sola che abbiamo” – Marvin Cohen

La notte dei ricercatori 2018

Quest’anno la notte dei ricercatori si è svolta lo scorso 28 Settembre ed ha visto coinvolti 9 progetti, sparsi in 116 città italiane.

Nella notte dei ricercatori molti laboratori hanno aperto le proprie porte al pubblico, esibendosi in semplici e coinvolgenti esperimenti. Ma fare divulgazione scientifica non è così semplice.

Spesso i laboratori sono pieni di strumenti a prima vista poco affascinanti e gli esperimenti poco appariscenti rischiano quasi di annoiare. Fortunatamente c’è chi si impegna a rendere la scienza affascinante e anche se purtroppo c’è ancora chi la demonizza, la notte dei ricercatori è stato un vero successo.

La notte dei ricercatori in Europa

La notte dei ricercatori è un progetto Europeo e come tale non vede coinvolte solamente le città italiane ma tutti i principali centri di ricerca europei, come il radiotelescopio dell’Università di Manchester.

Purtroppo l’Italia si trova al penultimo posto come numero di laureati in Europa, di cui una bassissima percentuale in materia scientifica. Nonostante ciò in Italia la notte dei ricercatori è stata un successo.

La notte dei ricercatori in Italia

Come detto in Italia si sono svolti 9 progetti sparsi nelle varie città italiane. 116 le città coinvolte, raddoppiate rispetto alle precedenti edizioni, nel 2016, infatti, solamente 52 città avevano aperto le porte dei propri laboratori scientifici al pubblico.

B-Future

Tra i progetti italiani della notte dei ricercatori abbiamo B-Future, svoltosi nelle zone di Caserta e Pozzilli. Il progetto immagina una sorta di macchina del tempo che attraversa la storia umana attraverso idee innovative e progresso tecnologico, fino a fare della scienza un elemento indispensabile nella vita quotidiana.

Bright

Il progetto Bright, tenutosi in vari comuni della Regione Toscana, è stato organizzato dalle Università e le scuole della zona. Bright è un acronimo che sta per “Brilliant Researchers Impact on Growth Health and Trust in Research” (I ricercatori di talento hanno un impatto sulla crescita, la salute e la fiducia nella ricerca).

Ern Apulia

Il progetto Ern Apulia si è svolto, invece, in Puglia, dove i ricercatori hanno incontrato i cittadini in laboratori, musei e centri storici. La divulgazione scientifica di Ern Apulia ha spaziato in diversi campi: Universo, Mondo subatomico, Biosfera, Beni culturali, Scienze Umane e Tecnologie Future.

MeetmeTonight

Il progetto MeetmeTonight ha visto coinvolte principalmente le città di Milano e Napoli, assieme a molte altre città della Lombardia e della Campania. Anche qui ovviamente l’obiettivo principale è stato quello di portare la ricerca scientifica fuori dalle mura universitarie cercando di appassionare giovani e giovanissimi, aiutandosi con giochi, quiz e laboratori interattivi.

Sharper

Il progetto Sharper vede coinvolte numerose città dal Nord al Sud. L’acronimo Sharper sta per “SHaring Researchers’ Passion for Evidence and Resilence” (condividere le passioni dei ricercatori per il coinvolgimento e la responsabilità). Sharper ha “vestito” i palazzi delle grandi città italiane con immagini e graphic design, grazie al progetto Light City Dress.

Society

Le città dell’Emilia Romagna hanno animato la notte dei ricercatori con il progetto Society, “Science, histOry, Culture, musIc, Environment, arT, technologY”, per far capire alle persone quanto il progresso sia importante.

Super Science Me

In Calabria ad illuminare la notte dei ricercatori ci ha pensato il Super Science Me, organizzato dalle principali scuole ed università della regione.

Bees

Luca Parmitano

Infine, il progetto Bees, che ha preso vita in molti dei comuni interessati alla notte, è stato realizzato da Frascati Scienza, in collaborazione con la Regione Lazio, il comune di Frascati ed il parco regionale Appia Antica.

Il progetto prende spunto proprio dal sistema organizzativo delle api, dove ognuno è essenziale per la realizzazione di un fine comune. Frascati Scienza ha aperto le porte dell’ESA (Agenzia Spaziale Europea), avvicinando le persone all’esplorazione spaziale grazie all’incontro con l’astronauta Luca Parmitano.

Moltissime le attività messe in scena a Frascati Scienza in tema spazio, il pubblico, in particolare i più piccini, hanno potuto effettuare una “prova di guida” di una navicella, “cercare forme di vita” nello spazio e “raccogliere materiale” da un asteroide.

Infine la notte dei ricercatori ha voluto sensibilizzare sulla prevenzione del pianeta e sui problemi che lo affliggono in questo momento, come i cambiamenti climatici ed il riscaldamento globale.

Gli uomini amano meravigliarsi, e questo è il seme della scienza” – Ralph Waldo Emerson

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