Musk compra Twitter: “l’uccellino è libero”

Ultimatum ai dipendenti, spunte blu a pagamento... cosa sta succendo a Twitter?

Dopo una serie infinita di botte e risposte, Musk compra Twitter. E se pensavamo che il più fosse passato, ci sbagliavamo… e di grosso anche! Pare infatti che il peggio stia arrivando proprio ora che l’eccentrico milionario ha preso in mano il social. In un suo tweet si legge “l’uccellino è stato liberato”, ma cosa intende di preciso? Si riferisce all’ondata di licenziamenti che ha colpito l’organico? Oppure al ritorno alla libertà di parola per molti account spinosi? O ancora, l’uccellino si è liberato di diversi milioni di introito, perdendoli? Vediamo insieme cosa sta succedendo!

Annunciata la fine dei licenziamenti

Dopo aver detto addio a quasi 5.000 dipendenti in meno di un mese, pare che l’ondata di licenziamenti sia finita per Twitter. Dopo l’acquisto del 28 ottobre, Musk aveva cominciato a fare tagli sul budget e sui posti di lavoro. Una tra le prime mosse era stata proprio quella di far fuori 4 manager, ma a quanto pare non era finita lì. Prima della vendita, Twitter aveva 7.500 dipendenti, ora ne ha circa 2.700. Praticamente due terzi in tre settimane.

Finito il secondo giro di vite nel reparto vendita di Twitter, però, Musk ha annunciato la fine dei licenziamenti. In un incontro generale con tutti i dipendenti, il nuovo capo ha anzi dichiarato di voler iniziare una campagna di reclutamento per Twitter 2.0. Quali siano nello specifico le posizioni ancora non si sa, anche perché sul sito non risultano ancora ruoli aperti.

Grazie al sito americano The Verge abbiamo delle fuoriuscite di notizie interne… ma i dipendenti non si fanno scrupoli ad esprimere il loro disappunto direttamente su Twitter!

 

Nel mentre chi è rimasto si è trovato davanti una scelta: rimanere, accettando la profonda rivoluzione culturale di Twitter, oppure uscire con tre mesi di licenziamento. Dalle email che sono fuoriuscite, Musk avrebbe chiesto di rispondere ad un modulo online, altrimenti sarebbe scattato il licenziamento. La richiesta del nuovo capo? Lunghe ore ad alta intensità. Ma non proprio tutti i dipendenti ci stanno, almeno secondo i messaggi interni di Slack che il sito americano The Verge ha captato… e secondo i tweet degli addetti ai lavori.

Musk compra Twitter e lo rinnova completamente

Il termine Twitter 2.0 è sintomatico di un cambiamento radicale che sta imperversando in questi giorni negli uffici dell’uccellino blu. Non è solo un passaggio di consegne ma una vera e propria rivoluzione culturale, come la definiscono i dipendenti stessi. Molti team stanno abbandonando i loro posti di lavoro, certi che senza di loro Twitter non funzionerà, dal canto suo, però, Musk twitta (ovviamente) che i migliori restano, quindi non si preoccupa affatto.

I cambiamenti, però, non sono solo nell’ordine del personale e nel modo di gestire il lavoro. Una volta calata la polvere, Twitter sarà profondamente diverso da come lo conosciamo.

La riabilitazione di Trump

Ancora prima di acquistare Twitter, Musk aveva manifestato il desiderio di vedere nuovamente Donal Trump sulla piattaforma social. L’ex presidente degli Stati Uniti era infatti stato bandito ad inizio 2021 per istigazione alla violenza. Ora, un acquisto e un sondaggio pubblico dopo, Trump è di nuovo online… anche se non ci sono cinguettii da parte sua. Pare infatti che, seppur reintegrato, l’ex presidente non voglia tornare sul social, preferendo il proprio, Truth Social.

Un sondaggio popolare visto da oltre 134M di persone e votato da più di 15M ha deciso. Per oltre il 51% degli utenti di Twitter, Donal Trump deve essere riabilitato.

 

Oltre all’account di Donald Trump, però, sono tanti gli altri profili che sono stati ripristinati. Questa mossa ha fatto storcere il naso a diversi inserzionisti che, in parte, pare abbiano sospeso alcune campagne. Musk rassicura però: nessuna decisione importante verrà presa senza un apposito consiglio. Basterà?

La questione delle spunte blu

Una delle innovazioni più discusse probabilmente è quella delle spunte blu a pagamento. La spunta blu altro non è che un metodo di validazione dell’identità di profili famosi. Fino ad ora richiedeva alcuni requisiti, ma era sostanzialmente gratis. Da qui la proposta di Musk di renderla a pagamento: 8 dollari al mese. Una cifra relativamente bassa, ma che dovrebbe, almeno per il nuovo capo di Twitter, portare all’azienda diversi introiti.

Fino ad ora la spunta blu indicava l’autenticità del profilo. Per ottenerla serviva soddisfare dei requisiti di attività, notorietà e autenticità. Ora basterà solo comprarla?

 

Il problema? La comunità non ci sta, e così, appena dopo la notizia, Twitter si ritrova invasa di profili falsi di personaggi famosi. E così la data di inizio di Blue (così è stata chiamato il servizio) slitta al 29 novembre. Ovviamente, Musk rassicura che non si tratta di quello: “ci vogliamo assicurare che sia solido come una roccia”, twitta, dall’alto della sua spunta blu.

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