Hackmanite: materiale cambia colore

Finalmente una nuova scoperta nel campo delle pietre e dei materiali rocciosi. È stata scoperta l’hackmanite, un materiale a dir poco meraviglioso che ha la capacità di cambiare di continuo colore senza mai esaurirsi. In questo articolo scopriamo la magia della luce su una pietra molto simile al quarzo.

Hackmanite: sembra quarzo, ma non è

Sembra quarzo ma non è. L’argomento della notizia di oggi riguarda un nuovo materiale che ha capacità straordinarie se messo a contatto con la luce.

Stiamo parlando dell’hackmanite, scoperta da un team di ricercatori dell’Università Turku in Finlandia. Il gruppo di studiosi analizzato questo nuovo materiale e ha deciso di definirlo oltre modo meraviglioso. C’è voluto un po’ per capire quali erano le caratteristiche di questa nuova pietra (circa 10 anni), ma finalmente è stato confermato che si tratta di un materiale straordinario che ha la capacità di cambiare il colore in maniera indefinita senza esaurirsi.

Sembra quarzo, ma non è. Oggi parliamo dell’hackmanite

A prima vista assomiglia al quarzo ma se sottoposto alla luce può cambiare dal bianco al viola in pochissimo tempo grazie all’irradiazione della luce ultravioletta.

Tenebrescenza

Questo fenomeno che rende l’hackmanite così speciale è definito tenebrescenza. In pratica se sottoposto a raggi ultravioletti la luce permette i tagli di questa pietra di creare dei movimenti interni che all’occhio umano mostrano un cambiamento cromatico.

Ma qual è la particolarità di questo fenomeno? Il fatto è che questa caratteristica naturale dell’hackmanite potrebbe rivelarsi molto utile in molti settori per scopi ben diversi.

Per questo motivo insieme a questo nuovo materiale sono state studiate anche altre due pietre: la tugtupite e la scapolite. Entrambe fanno parte di un ristretto gruppo di materiali naturali inorganici che hanno anche se la capacità di cambiare colore.

Composizione dell’hackmanite e affini

Ma qual è la composizione chimica di questi materiali tenebrescenti? I ricercatori hanno spiegato che questa capacità di cambiare colore in maniera reversibile proviene dalla presenza di alcuni idrocarburi all’interno delle pietre.

Qual è la composizione chimica dell’hackmanite? Perché cambia colore? Scopriamolo!

Materiali inorganici che hanno al loro interno qualcosa di organico. Ecco come si può portare la pietra a mutare colore: attraverso uno spostamento degli atomi di sodio. Nel prossimo paragrafo vediamo nello specifico che cosa accade all’interno dell’hackmanite.

Particelle di sodio in movimento

Mika Lastusaari, ricercatore del Dipartimento di Chimica dell’Università di Turku, a spiegato durante la conferenza stampa con cui si è data la notizia della scoperta di questo nuovo materiale che la magia è data da uno spostamento di particelle di sodio.

Gli atomi di sodio hanno la tendenza ad allontanarsi dalla loro collocazione principale per poi tornare in sede. Questo fenomeno è definito respirazione strutturale non distruttiva ed è un fenomeno che può ripetersi di continuo per un infinito numero di volte.

Il fenomeno che vede mutare colore a questo materiale è stato definito tenebrescenza

Attraverso questo fenomeno chimico che avviene all’interno di queste pietre, la pietra cambia il suo colore. Partendo dal bianco (un non colore), acquisisce mano a mano sfumature sempre diverse creando infinite combinazioni cromatiche.

Gli atomi si spostano all’interno di una gabbia

All’interno dell’hackmanite dobbiamo come immaginare una struttura a gabbia all’interno della quale si spostano gli atomi di sodio. Questa sorta di reticolato fa sì che gli atomi durante il loro movimento creino combinazioni chimiche sempre diverse che a loro volta creano colori sempre diversi rigettati sulla superficie della pietra.

Quindi mentre la struttura rimane sempre la stessa, fissa, gli atomi si spostano e quindi il materiale esternamente cambia colore.

A questo punto è chiaro che le possibili applicazioni sono moltissime. Un esempio possono essere tutte quelle aziende che lavorano con i dispositivi a LED. Questi dispositivi potrebbero sfruttare questa capacità di questi materiali per creare infinite combinazioni di colore da riversare sugli schermi digitali.

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