Collisione di buchi neri

Collisione di buchi neri che crea nuova materia nello spazio. Scopriamo insieme la notizia di questo avvenimento scientifico che ha lasciato perplessi tutti i fisici.

Buchi neri: nuova collisione all’orizzonte

In realtà è molto più che all’orizzonte: a quanto pare si è già verificata. Stiamo parlando della più grande collisione di buchi neri mai osservata sinora nella storia della scienza spaziale.

E’ stata registrata una nuova categoria di buchi neri. Scopriamo insieme la notizia e cosa è successo nello spazio

Una registrazione di qualche settimana fa delle collaborazioni internazionali Ligo e Virgo avrebbe messo in luce che due dei più grandi buchi neri presenti nel cosmo sarebbero andati a collidere tra di loro creando a loro volta una nuova categoria intermedi di buco nero che si attesta tra 100 e 1000 masse solari.

Per chi se ne intende poco di linguaggio spaziale, possiamo dirvi che si tratta in realtà di una categoria che sembra essere impossibile. Vediamo comunque la notizia da vicino.

Segnali dallo spazio…

Ligo e Virgo hanno captato un segnale straordinario dallo spazio, ovvero hanno registrato delle onde gravitazionali molto particolari che dimostrerebbero appunto questa collisione di buchi neri.

La collisione si sarebbe realizzata in uno schema a spirale e sarebbe la più grande mai registrata.

Una collisione tra mega buchi neri avrebbe creato una materia nella galassia

Ora, la cosa strana è che l’evento in sè è stato registrato nel maggio del 2019. Perché allora se ne parla adesso? Perché il fenomeno è stato poi studiato nel tempo, nella sua evoluzione e si è notato che la collisione è partita nel 2019, ma si è poi protratta ed è effettivamente avvenuta in un secondo momento.

Insomma, ci sono voluti miliardi di anni luce di distanza e ben 7 miliardi di anni (parlando spazialmente appunto) affinché questo fenomeno potesse realizzarsi nella sua interezza.

La massa del nuovo buco nero

Dalla collisione di questi due buchi neri è nato un nuovo tipo di buco nero, la cui massa sarebbe pari a 142 volte quella del Sole. Il primo di una tipologia “intermedia” che sta tra 100 e 1000 masse solari.

C’è di più: essendosi originato dalla fusione di due buchi neri colossali (uno di circa 66 masse solari e uno di circa 85 masse solari), questo nuovo buco nero sarebbe di una grandezza in realtà impossibile fisicamente parlando.

Insomma, una bella gatta da pelare per coloro che sono del mestiere, la cui risposta non è stata ancora concretizzata. Speriamo che a breve gli scienziati riescano a sfatare questo loro dubbio e a dare all’umanità una risposta su questo fenomeno.

Perché è avvenuta la collisione?

Bella domanda! Intanto possiamo dire che, per capire bene come i due super buchi neri siano potuti andare a sbattere l’uno contro l’altro, per poi fondersi, dobbiamo fare un passo indietro e riprendere le basi della fisica in merito.

Come fa a formarsi un buco nero? Un buco nero nasce dalla morte di stelle anche dette “massicce”. Ovvero da stelle che arrivano alla fine dei loro giorni con una massa di dimensioni davvero cosmiche: possono arrivare infatti a misurare anche fino a 130 masse solari.

Quando queste super stelle finiscono la loro carica duracell, ovvero il loro combustibile nucleare interno, collassano su se stesse. Si autodistruggono.

Nello spazio non si era mai registrata una collisione così, tanto che anche le stelle sembrano aver cambiato connotazione

Quello che rimane, in termini di massa è il buco nero, che per le leggi di base della fisica quantistica non può oltrepassare le 65 masse solari. Ovviamente, come in tutte le materie matematiche, un’eccezione c’è: esiste infatti, l’ipotesi che alcune stelle molto grandi, che hanno una massa superiore alle 200 masse solari, possano collassare generando buchi neri primari che poi si espandono.

Fino ad ora però non se ne era registrato nessuno di queste dimensioni. Per di più, la fascia di buchi neri che ha tra le 60 e le 125 masse solari tende all’instabilità di coppia che causa continue e deleterie esplosioni, così potenti da lasciarsi dietro solo il nulla cosmico.

Inutile dire che, per i fisici, questa fascia è proibita e che si spera di non doverla registrare mai.

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